TELECOMUNICAZIONI

Call center, contratto nazionale per i collaboratori a progetto

Assotelecomunicazioni-Asstel, Assocontact e i sindacati firmano il Ccnl per gli addetti in outbound. Previsto compenso minimo garantito, garanzia di continuità occupazionale e copertura per lunghe malattie. Ugliarolo (Uilcom) e Cestaro (Slc Cgil): “Garantite regole dove non c’erano”

Pubblicato il 01 Ago 2013

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Il settore delle Tlc mette a segno un altro importante accordo sindacale. Dopo il recente rinnovo del contratto nazionale di categoria, Assotelecomunicazioni-Asstel, titolare del Ccnl, Assocontact l’associazione che rappresenta le aziende di call center in outsourcing e i sindacati di categoria Slc CgiL, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno firmato un contratto collettivo specifico per i collaboratori a progetto dei call center che svolgono attività in modalità outbound.

L’accordo, che riguarda oltre 30.000 addetti, rappresenta un’importante novità nel panorama delle relazioni industriali, stabilendo una piattaforma di regole, diritti e welfare per lavoratori non subordinati su cui il comparto potrà basare il suo modello di sviluppo. In particolare tre sono gli aspetti qualificanti. In primis il nuovo contratto stabilisce un compenso minimo garantito rapportato al contratto Tlc, uguale per tutti i lavoratori e valevole su tutto il territorio nazionale, prevedendo la possibilità di incrementare i guadagni attraverso il raggiungimento degli obiettivi prefissati (in sostanza le provvigioni).

Viene assicurata, inoltre, una garanzia di continuità occupazionale stabilendo un meccanismo di prelazione attivabile dal collaboratore. In pratica ci sarà una graduatoria, alla quale il collaboratore a progetto può chiedere di tornare ad iscriversi ogni qual volta scade il suo contratto, alla quale un’azienda potrà attingere nel caso in cui abbia necessità di assumere personale a tempo determinato o indeterminato. Naturalmente il collaboratore può anche scegliere di non aggiornare la propria graduatoria e, al terzo rifiuto di lavoro su chiamata, può uscirne o finire in fondo alla lista.

Infine è prevista l’istituzione di un ente bilaterale, che sarà finanziato in misura diversa da aziende e collaboratori, con la finalità di offrire coperture economiche in caso di malattie di lunga durata e di gravidanza, salvaguardando così le eventuali assenze dal lavoro di questi collaboratori. L’ente dovrebbe occuparsi anche di formazione.

“È un importante risultato – commenta Salvo Ugliarolo, segretario nazionale della Uilcom Uil – per una popolazione concentrata soprattutto nelle aree svantaggiare del Paese e nel Mezzogiorno. Siamo riusciti a garantire regole-base e garanzie di tutela in un contesto dove finora non c’erano”.

“Per la prima volta si è stipulato un accordo, nell’ambito del contratto delle Telecomunicazioni, che fissa regole chiare per l’impiego dei lavoratoria progetto” commenta Massimo Cestaro, segretario generale Slc Cgil. “L’accordo definisce un quadro di certezze per una platea di lavoratori, prevalentemente giovani e a maggioranza femminile, che spesso si affacciano al mondo del lavoro in uno dei pochi settori che ancora offre occupazione al mondo giovanile e dove spesso incontrano situazioni al di fuori della legalità, come testimoniano anche le ultime notizie di cronaca. Chi, ancora in questi giorni, denuncia l’impossibilità di ‘fare industria’ nel nostro Paese – conclude Cestaro – dovrebbe interrogarsi piuttosto sui propri errori a partire dalla pretesa di voler piegare le regole alle proprie esigenze invece di concentrare gli sforzi per trovare soluzioni condivise tra le parti sociali”.

“Esprimiamo grande soddisfazione – ha dichiarato il presidente di Assocontact Luca D’Ambrosio – per questo accordo di livello nazionale che restituisce finalmente prestigio e dignità ad un settore in forte sviluppo, troppo spesso soggetto a cattive interpretazioni per pratiche lavorative scorrette di alcuni, che ora invece è regolarizzato in ogni suo aspetto”.

“Il contratto – ha proseguito – ha richiesto oltre un anno di trattative ed è fortemente innovativo perché riguarda esclusivamente i lavoratori parasubordinati e, allo stesso tempo, pone i presupposti per un ottimo sviluppo in futuro.” Conclude D’Ambrosio: “Il prossimo passo è un confronto diretto col Governo per agevolare chi opera in un settore che risponde a pieno alle necessità di questa ripresa economica, occupando per oltre il 70% giovani al primo impiego e donne”.

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