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MERCATO

Conti in calo per Nokia, soffre il business di rete. Nuova linfa dal 5G

Delude la trimestrale dell’azienda finlandese: vendite in calo del 6% e utile operativo che crolla del 42%. Investitori in allarme, ma si conferma l’outlook per l’intero 2018 e la crescita della reddività nella vendita di apparati grazie al roll-out delle nuove reti mobili in America

27 Lug 2018

Patrizia Licata

giornalista

Il colosso finlandese degli apparati di rete Nokia ha pubblicato una trimestrale che ha messo in allarme il mercato: fra aprile e giugno 2018 le vendite sono scese del 6% a 5,3 miliardi di euro e l’utile operativo è sprofondato del 42% a 334 milioni di euro, contro i 373 milioni attesi dagli analisti. Gli investitori si preoccupano perché quattro quinti dell’utile deriva dalle licenze dei brevetti, mentre il business di rete, che rappresenta l’88% del fatturato di Nokia, ha nel secondo trimestre un margine operativo solo dell’1,5%, contro il consenso del 4%. Le vendite in Cina e in Europa sono in calo, mentre continua a crescere il mercato nordamericano (dove Nokia registra il 31% delle vendite del secondo trimestre).

Gli analisti del mercato telecom guardano alle prestazioni dei fornitori di attrezzature come a una cartina di tornasole che misura la spesa delle telco nell’aggiornamento delle loro reti, in particolare in vista del roll-out del 5G. La debolezza delle prestazioni del gruppo di Helsinki spicca perché la sua concorrente europea Ericsson nel secondo trimestre ha fatto meglio: Ameet Patel, analista di Northern Trust Capital Markets, osserva che “la gara per il 5G è ancora agli inizi ed è difficile dire come si svolgerà e quale vendor ne uscirà vincente, in particolare in termini di crescita effettiva degli utili, ma per ora è Ericsson è il titolo da comprare”.

Nokia ha rassicurato il mercato confermando l’outlook per l’anno intero sostenendo che le vendite connesse con le implementazioni 5G diventeranno rilevanti nella seconda metà del 2018, soprattutto grazie agli investimenti delle telco statunitensi. “La nostra visione sull’accelerazione del 5G non cambia, continuiamo a credere che Nokia sia ben posizionata per beneficiare del prossimo ciclo tecnologico grazie alla forza del portafoglio end-to-end. Il ritmo con cui sigliamo contratti è molto buono”, ha dichiarato l’azienda in una nota. Nokia si aspetta un margine operativo del 6-9% per la divisione di rete a fine anno.

La settimana scorsa Ericsson ha presentato i risultati del secondo trimestre: nonostante la perdita netta sia in crescita a 1,8 miliardi di corone svedesi (175 milioni di euro) e le vendite in calo dell’1% a 49,8 miliardi di corone, il margine lordo, esclusi i costi di ristrutturazione, è migliorato di circa 6 punti percentuali, al 36,7%; si tratta di un risultato superiore alle previsioni degli analisti e che ha fatto volare il titolo in Borsa. “Nel corso del trimestre si è vista un’accelerazione delle dinamiche per il 5G ed è chiaro che il portafoglio 5G è attrattivo e concorrenziale”, ha spiegato il Ceo Borje Ekholm. “E’ un rapporto positivo, tenendo conto del mercato”, ha commentato Joakim Bornold, analista di Nordnet.

Nokia però potrebbe recuperare posizioni nel secondo semestre. Nei giorni scorsi ha siglato un accordo quadro di un anno con China Mobile del valore di 1 miliardo di euro con cui fornirà prodotti e servizi a supporto della transizione dell’operatore mobile cinese verso un’infrastruttura di rete “a prova di futuro” capace di sostenere la domanda crescente di traffico dati e adatta all’era del cloud e delle comunicazioni machine-to-machine. Nokia e China Mobile hanno anche siglato un memorandum of understanding per la ricerca e i test nell’ambito delle funzionalità di intelligenza artificiale e machine learning delle reti di prossima generazione.

In Italia, Nokia, insieme a Huawei, ha fornito gli apparati di rete a Vodafone per la prima connessione dati in 5G conforme allo standard del 3GPP approvato a dicembre scorso: la connessione è stata fatta nei giorni scorsi da Vodafone Italia nell’ambito della sperimentazione promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico a Milano e area metropolitana.

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