IL PARTENARIATO

Dal 5G ai big data, è “caccia al talento” con il progetto UniversiTim

L’iniziativa punta a sostenere il dialogo tra azienda e mondo accademico sui temi strategici dell’innovazione. “Così promuoviamo l’eccellenza nel campo della ricerca”

24 Feb 2020

L. O.

5G, Iot, big data, Intelligenza artificiale, cybersecurity. Sono questi i 5 filoni che terranno banco con il progetto UniversiTim annunciato oggi a Roma e che punta a rafforzare la collaborazione fra l’azienda e gli atenei. Obiettivo “la promozione della ricerca tecnologica avanzata e lo scouting di nuovi talenti nel campo dell’innovazione”.

Focus sul perimetro dell’iniziativa presentata presso la sede di Tim alla presenza del presidente Salvatore Rossi, dell’Ad Luigi Gubitosi e dei rettori dell’Università di Trento, del Politecnico di Milano, dell’Università degli Studi di Milano, del Politecnico di Torino, dell’Università di Bologna, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dell’Università la Sapienza di Roma, dell’Università Federico II di Napoli e dell’Università di Catania.

Cos’è il progetto UniversiTim

In programma diverse iniziative, tra cui il finanziamento di Borse di Dottorato (PhD), l’attivazione di Competence Center congiunti e progetti di ricerca complessi.

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Nel campo del sostegno ai nuovi talenti, la collaborazione tra Tim e gli atenei permetterà di facilitare il riconoscimento e la valorizzazione di giovani talenti, accompagnandone l’inserimento nel mondo professionale attraverso internship che assicurino un’esperienza concreta in Tim anche attraverso la realizzazione di tesi di laurea in azienda.

In ambito education, il progetto promuoverà un’offerta formativa integrata, grazie alla quale percorsi universitari e master potranno avvalersi delle competenze messe a disposizione di Tim in una logica di “knowledge sharing”.

“Attraverso questo progetto – fa sapere Tim – l’azienda conferma il proprio ruolo di punto di riferimento per lo sviluppo e l’innovazione tecnologica in Italia, puntando su alcune delle risorse più importanti a disposizione del Paese, i giovani studenti e ricercatori, nel quadro di una visione sostenibile e di lungo periodo di un settore che è atteso da importanti trasformazioni e novità negli anni a venire”.

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