LA CRISI

Energia e Tlc, è allarme rosso: “Reti a rischio collasso”

Asstel tiene alta l’attenzione sulla questione dell’ipotesi razionamenti. E anche Cgil e Uilcom si appellano al governo: “Accelerare il percorso di approvvigionamento da fonti rinnovabili, rendendo strutturale l’integrazione fra transizione digitale ed ecologica”. La filiera intanto si attiva: Cogepa prima impresa di rete a prevedere un bonus per i dipendenti

03 Ott 2022
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Monta la preoccupazione per l’impatto della crisi energetica nel settore delle Tlc. Dopo vari appelli al governo provienienti dalle associazioni di categoria, da Asstel ad Aiip, passando per Assoprovider, adesso anche i sindacati lanciano l’allarme.

In allerta Cgil e Uilcom

“Preoccupa l’allarme lanciato, nelle ultime ore, da Asstel riguardo il rischio di collasso delle reti fisse e mobili in caso di razionamento delle forniture di energia elettrica. Un rischio che riguarderebbe in misura maggiore le infrastrutture meno performanti, ampliando ulteriormente il digital divide che ancora condanna ampie parti del Paese ad una condizione di arretramento tecnologico – evidenzia il segretario confederale della Cgil Emilio Miceli – Una preoccupazione che temiamo abbia qualche fondamento e che rappresenterebbe un pericolo anche in tema di cybersecurity”.

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“Il settore delle Tlc – spiega Miceli – è un grande consumatore di energia, un consumo che sta aumentando in maniera esponenziale con lo sviluppo e la diffusione dei servizi cloud, si stima ad esempio che il consumo mondiale per i data center si aggiri oggi intorno agli 800 terawattora”.

Per il segretario confederale “non si può dunque non tenere conto degli impatti che una riduzione, o peggio, una sospensione della fornitura di energia avrebbero sulla tenuta del sistema. Allo stesso tempo però è urgente accelerare il percorso di approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili, rendendo strutturale l’integrazione fra transizione digitale e transizione ecologica”, conclude Miceli.

“Siamo fortemente preoccupati sul rischio che anche su questo settore possa pesare il problema del caro energetico. Sappiamo bene le dimensioni del problema, una delle priorità a cui la politica ed il governo deve provare a dare una veloce risposta”, è quanto afferma il segretario generale della Uilcom, Salvo Ugliarolo. “Siamo allo stesso tempo preoccupati sulle ricadute che può provocare anche alle aziende delle tlc e non solo. Questo settore, seppur non classificato tra quelli ‘energivori’ è un grande consumatore di energia. Eventuali scelte di riduzione o peggio di spegnimento a vario titolo – ha aggiunto – significherebbe mettere il paese in forte difficoltà sia in termini di collegamento, sia in termini di sicurezza. Abbiamo avuto prova del ruolo che le telecomunicazioni hanno avuto durante il periodo difficile della pandemia”. Per il sindacalista, “gli aumenti sproporzionati a cui stiamo assistendo rischiano di mettere fortemente in ginocchio un settore che già paga per colpa dell’incapacità di terzi e che ora, a causa di questo problema, acuisce ancora di più il contesto dell’intera filiera. Non vorremmo che il problema venga a sua volta ribaltato sui lavoratori che di fatto, prima ancora come cittadini, vivono le difficoltà di tutto il contesto che riguarda l’Intero paese”.

Asstel rilancia: estendere aiuti al settore

Tra le prime associazioni di categoria a lanciare l’allarme sull’impatto che la crisi energetica potrebbe avere sulla filiera delle Tlc, Asstel adesso rilancia chiedendo aiuti ad hoc per il settore.

“Le imprese della filiera delle telecomunicazioni stanno sperimentando una situazione di estrema criticità con riferimento agli aumenti oltre ogni previsione dei costi di approvvigionamento energetico, a fronte della necessità di non interrompere i servizi di comunicazione e della loro, evidente, dipendenza dall’alimentazione energetica degli impianti trasmissivi – sottolinea la direttrice di Asstel, Laura Di Raimondo – Considerando l’importante ruolo di pubblica utilità che rivestono i servizi di telecomunicazione, – evidenzia – le misure per il contenimento degli oneri di sistema dovrebbero essere rese strutturali per le imprese di settore, che dovrebbero essere ammesse anche alle misure di mitigazione del costo dell’energia predisposte a favore delle imprese energivore”.

La proposta di Aiip

Le limitazioni all’erogazione dell’energia elettrica, così come proposto nel Piano europeo per la riduzione dei consumi presentato a Strasburgo, possono costituire – se non coordinate correttamente – una seria minaccia alla sopravvivenza delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica e alla disponibilità di dati e servizi di interesse pubblico. A dirlo è l’Aiip (Associazione Italiana Internet Provider), che nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme chiedendo al Governo garanzie concrete sul fatto che non ci sarà il black-out per la rete Tlc italiana.

“Da molti mesi sappiamo che, a fronte del crescente rischio concreto di razionamento, l’unico modo per calmierare i picchi elettrici nell’arco di una giornata consiste nel limitare i contatori riducendo la potenza elettrica rispetto a quella inizialmente contrattualizzata”, ha spiegato il presidente di Aiip, Giovanni Zorzoni. “Se questa operazione troverà concreta realizzazione senza escludere i contatori che alimentano gli elementi di rete degli operatori Tlc, la rete italiana andrà incontro a un sicuro collasso. Infatti, se i siti trasmissivi (Pop armadi attivi, siti di rigenerazione) verranno limitati da remoto a meno della potenza necessaria al loro funzionamento, smetteranno di funzionare a macchia di leopardo provocando un effetto a catena di dimensioni nazionali con interruzioni generalizzate, con conseguenze devastanti e non prevedibili”.

Per scongiurare il pericolo di black-out dei servizi di telecomunicazione, Aiip propone di creare una whitelist dei Pod (codici dei contatori) in bassa tensione degli operatori di telecomunicazione da trasmettere a E-Distribuzione. In questa maniera – è questo l’auspicio dell’Associazione – in caso di limitazioni, queste non andranno a colpire gli elementi di rete degli operatori.

“La situazione è grave”, ha ribadito Zorzoni. “Per questo chiediamo che il Governo istituisca un tavolo tecnico urgente affinché i benefici che derivano dalla protezione delle reti di telecomunicazione non vengano minacciati da quello che, di fatto, sarebbe il marginale risparmio energetico derivante dalla limitazione selettiva di determinate reti. Abbiamo lanciato il nostro appello ai Ministeri della Transizione Ecologica e dello Sviluppo Economico ma anche ad AgCom, alle altre Autorità, e all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che abbiamo incontrato solo pochi giorni fa. L’auspicio di Aiip è che, grazie anche al contributo dell’Associazione, le autorità competenti possano raggiungere una piena consapevolezza delle interazioni tra sistemi cloud-centric, e quindi delle possibili ripercussioni che potrebbe provocare un razionamento indiscriminato dell’energia elettrica”

Per scongiurare il pericolo di black-out dei servizi di telecomunicazione, Aiip propone di creare una whitelist dei Pod (codici dei contatori) in bassa tensione degli operatori di telecomunicazione da trasmettere a E-Distribuzione. In questa maniera – è questo l’auspicio dell’Associazione – in caso di limitazioni, queste non andranno a colpire gli elementi di rete degli operatori.

“La situazione è grave”, ribadisce Zorzoni. “Per questo chiediamo che il Governo istituisca un tavolo tecnico urgente affinché i benefici che derivano dalla protezione delle reti di telecomunicazione non vengano minacciati da quello che, di fatto, sarebbe il marginale risparmio energetico derivante dalla limitazione selettiva di determinate reti. Abbiamo lanciato il nostro appello ai Ministeri della Transizione Ecologica e dello Sviluppo Economico ma anche ad AgCom, alle altre Autorità, e all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che abbiamo incontrato solo pochi giorni fa. L’auspicio di Aiip è che, grazie anche al contributo dell’Associazione, le autorità competenti possano raggiungere una piena consapevolezza delle interazioni tra sistemi cloud-centric, e quindi delle possibili ripercussioni che potrebbe provocare un razionamento indiscriminato dell’energia elettrica”.

In campo anche Assoprovider

Futuro a rischio per gli operatori di prossimità a causa dell’incremento dei costi energetici. Anche Dino Bortolotto, presidente di Assoprovider, l’associazione che raggruppa i provider indipendenti dal Nord al Sud del Paese, lancia l’allarme, spiegando che la recente crisi energetica che si sta ripercuotendo sul settore delle Tlc sta impattando sul costo complessivo dei bit trasportati.

“Per fare un esempio, un operatore di prossimità che prima aveva un consumo energetico annuale di circa 4mila Kwh, con un costo pre-crisi di 0,10 euro, per Kwh pagava circa 400 euro l’anno, da ripartire su 10-20 clienti. Oggi con il costo a 1 euro Kwh, parliamo di 4mila euro», ha detto Bortolotto.

Secondo il presidente di Assoprovider “gli operatori di prossimità potrebbero essere spazzati via con questi costi. Nessuno – ha detto – potrebbe mantenere gli obblighi contrattuali di prima della crisi. I danni che questo potrebbe comportare per i servizi di connettività sarebbero enormi, specie nelle zone digital divise nelle quali l’attività degli operatori è fondamentale per far funzionare l’economia locale, le scuole e le istituzioni”.

“Chiediamo pertanto al nuovo governo di garantire che gli operatori di Tlc siano esenti da da operazioni di razionamento e che il costo dell’energia erogata loro sia agevolato, come dovrebbe essere per tutte le tipologie di operatori”, ha concluso Bortolotto.

Reti mobili a rischio?

E intanto, proprio sulla  base proprio delle considerazioni dei rappresentanti del settore delle telecomunicazioni, Reuters ha lanciato un importante allarme, ventilando l’ipotesi che i telefoni cellulari possano oscurarsi in tutta Europa nei prossimi mesi se gravi interruzioni di corrente o piani di razionamento energetico mettessero fuori combattimento parte delle reti mobili attive sul continente. 

Top manager delle telco europee hanno infatti detto a Reuters che un inverno rigido metterà alla prova l’infrastruttura europea, costringendo le aziende e i governi a cercare di mitigare l’impatto.

Attualmente non ci sono abbastanza sistemi di backup in molti paesi europei per gestire interruzioni di corrente diffuse, hanno affermato quattro dirigenti, il che rafforza la prospettiva di interruzioni di linea.

Gli operatori di Francia, Svezia e Germania stanno già lavorando per garantire che le comunicazioni possano continuare anche se le interruzioni di corrente esauriranno le batterie di backup installate sulle migliaia di antenne cellulari sparse sul loro territorio. L’Europa ha quasi mezzo milione di torri di telecomunicazioni e la maggior parte di esse dispone di batterie di riserva che offrono un’autonomia dalla rete elettrica di circa 30 minuti.

La mossa di Cogepa

La filiera intanto si attiva. Cogepa prima impresa di rete a prevedere un bonus per i dipendenti. “Non possiamo restare a guardare – ha dichiarato Massimo Mazzocchini, Ad Cogepa – Tenendo conto del momento economico difficile, abbiamo deciso di introdurre un sostegno per tutti i dipendenti Cogepa. Quest’ultimo consiste in un contributo di 100 euro al mese, almeno fino a dicembre, per aiutare i nostri dipendenti ad affrontare le difficoltà quotidiane. Ci sembrava la maniera più giusta per far sentire a tutti i dipendenti la vicinanza dell’azienda e della proprietà”.

Sulla stessa linea Marianna Paone, Cfo Cogepa. “La nostra è un’azienda che ha a cuore i suoi dipendenti, perché quest’ultimi sono il cuore dell’azienda. Creare delle condizioni ottimali di lavoro attraverso gesti concreti è il miglior modo per tendere una mano a chi, quotidianamente, dimostra di esserci con il proprio lavoro e dedizione. Anche noi ci siamo”.

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