Ericsson conferma gli esuberi in Svezia, via 3mila posti di lavoro - CorCom

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Ericsson conferma gli esuberi in Svezia, via 3mila posti di lavoro

La riduzione interesserà 1.000 posizioni nella produzione, 800 nel settore R&S e 1.200 in altre attività. Gli impianti di Boras e Kumla verso la chiusura totale. Ma la multinazionale annuncia l’assunzione di mille ingegneri

04 Ott 2016

Federica Meta

Ericsson conferma il taglio di 3mila posti di lavoro in Svezia. Tuttavia la multinazionale ha annunciato l’intenzione di assumere mille persone – soprattutto ingegneri pescati nelle università – all’interno del piano di ristrutturazione più imponente della sua storia. Attualmente la società conta 116 mila addetti nel mondo di cui 16mila in Svezia

La riduzione della forza lavoro interesserà 1.000 posizioni nella produzione, 800 nel settore R&S e 1.200 in altre unit nelle sedi di Boras, Goteborg, Karlskrona, Kumla, Linkoping e Stoccolma.

Ericsson ha spiegato che le riduzioni più significative riguarderanno che i siti produttivi di Boras e Kumla e che verranno effettuate una combinazione di uscite volontarie e forzate e di ricorso all’outsourcing. Nel programma generale di riduzione dei costi verrà ridotto anche il numero di consulenti in Svezia che attualmente sono 900.

Sono stati avviati colloqui coi sindacati sulla ristrutturazione che sarà completata nel primo trimestre del 2017 mentre la chiusura delle attività a Boras e Kumla sarà un processo più lungo che sarà chiuso nella seconda metà del prossimo anno.

Nel complesso la multinazionale punta a risparmiare 9 miliardi di corone svedesi nel 2017. Il totale degli oneri di ristrutturazione per il 2016 sono stimati intorno di 4-5 miliardi di corone svedesi.

E in Italia inizia il conto alla rovescia per i tagli annunciati dalla filiale italiana. Lo scorso 13 settembre non è stato raggiunto l’accordo tra azienda e sindacati sulla sulla vertenza Ericsson coinvolge 322 lavoratori. “Nonostante non sia stato raggiunto un accordo, l’azienda ha dichiarato la propria volontà di aprire una finestra di esodi volontari e incentivati che terminerà il prossimo 31 ottobre 2016 – spiegava una nota dell’azienda – Fermo restando il necessario adeguamento dell’organico, l’azienda al fine di limitare le conseguenze sul piano sociale e in continuità con i precedenti piani di ristrutturazione, privilegerà lo strumento dell’accesso volontario alla mobilità con il sostegno di un incentivo economico e il servizio di outplacement”.

I tagli – 291 persone in Ericsson Telecomunicazioni te 31 persone in Ericsson IT Solutions and Services – riguarderanno le sedi di Roma (122 addetti), Erzelli a Genove (103) e il restante a Napoli.