IL CASO

Huawei fuori dal 5G? I ministri Uk contro Johnson: “A rischio la rete Tlc nazionale”

Il premier vorrebbe escludere la compagnia cinese dalle reti di nuova generazione ma il governo si spacca: bisognerebbe “rifare” tutta l’infrastruttura di British Telecom. E la deadline del 2023 è impraticabile

26 Mag 2020

Patrizia Licata

giornalista

Dopo i rumors diffusi dai media britannici su un possibile “ban” contro Huawei nelle infrastrutture di telecomunicazione e nelle reti 5G del Regno Unito, i ministri del governo guidato da Boris Johnson cercano di porre dei paletti. Secondo quanto appreso dal Times, l’esecutivo sta studiando un piano per proibire l’acquisto e l’installazione di attrezzature di Huawei a partire dal 2023, ma senza arrivare a un vero e proprio ban, come chiesto dall’ala conservatrice del Parlamento. Il divieto assoluto significherebbe infatti, ha detto una fonte del governo, “chiedere a BT praticamente di smontare la sua intera rete in fibra ottica, rendendo irraggiungibile il nostro obiettivo di portare la banda larga in tutto il paese entro il 2025″.

Il compromesso britannico

La tecnologia di Huawei è ampiamente utilizzata nella fibra, nelle reti 4G e anche nella nascente infrastruttura 5G britannica. I ministri del governo Uk pensano che un compromesso con i Tory più estremisti potrebbe essere un divieto dal 2023 di usare gli apparati Huawei nelle nuove reti 5G.

Come noto, il vendor cinese è stato accusato da Donald Trump di fornire accesso al cyberspionaggio di Pechino e di rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale (accuse sempre respinte da Huawei e dalla Cina). Washington ha di conseguenza messo al bando le tecnologie per le telecomunicazioni dell’azienda di Shenzhen. La Casa Bianca ha anche esortato i paesi alleati a fare altrettanto, ma Londra ha sempre cercato un equilibrio tra le relazioni con gli Stati Uniti e quelle con la Cina.

A inizio anno il governo britannico ha  annunciato un compromesso sul caso Huawei: il vendor cinese sarà autorizzata a partecipare alla realizzazione della rete mobile 5G solo per la parte periferica e con un tetto massimo del 35% alla sua quota di mercato. Sarà invece esclusa dalle parti “core” dell’infrastruttura.

Le proteste dei Tory

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La decisione ha suscitato le proteste di 36 parlamentari Tory, riuniti in un gruppo chiamato “Huawei interest group” che nel frattempo si è allargato a 59 partecipanti. I conservatori premono per avere una rimozione totale degli apparati Huawei dalle reti Tlc britanniche, anche se alcuni sono disposti a spostare al 2025 la data entro la quale dovrà essere eliminata ogni tecnologia del vendor cinese.

Pressato dai Tory, Boris Johnson avrebbe dato istruzione ai suoi collaboratori di preparare un piano per eliminare le tecnologie Huawei dalle reti britanniche entro il 2023. Il primo ministro vuole salvaguardare le relazioni con la Cina, ma l’accordo su Huawei potrebbe essere notevolmente modificato: la partecipazione del vendor cinese al 5G potrebbe essere “in tempi rapidi” ridotta al minimo o azzerata per motivi di cybersicurezza. Ma i ministri ora chiedono una formula di compromesso rispetto al “ban” totale per non mettere in difficoltà BT.

L’indagine dell’intelligence dopo le sanzioni Usa

Nel frattempo il National Cyber Security Centre (Ncsc) britannico, parte dell’organo di intelligence Gchq specializzato nel controspionaggio digitale, ha avviato una verifica sull’impatto che potrebbe prodursi a seguito delle nuove restrizioni imposte da Washington contro Huawei. L’indagine mira a verificare la sicurezza e resilienza delle reti Tlc britanniche e se le nuove sanzioni Usa potrebbero creare ulteriori rischi nell’utilizzo dei prodotti di Huawei. Il timore è che, impossibilitata ad accedere alle tecnologie americane, il vendor cinese le sostituisca con tecnologie meno costose e meno sicure. L’esito di questa valutazione tecnica, secondo il Times, potrebbe convincere definitivamente Johnson a stralciare l’accordo che preserva a Huawei un ruolo nelle reti e nel 5G in Gran Bretagna.

Victor Zhang, vicepresidente di Huawei, ha minimizzato la situazione che si è creata a Londra assicurando che Huawei vuole “continuare a contribuire allo sviluppo di reti 5G affidabili e sicure in Uk”. “Saremo lieti di discutere con l’Ncsc di qualunque preoccupazione abbia e speriamo di poter proseguire la stretta e fruttuosa collaborazione con il Regno Unito”, ha concluso Zhang.

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