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L'ANALISI

In ripresa il mercato della fibra, in Europa è l’ora delle alleanze

Crescono le implementazioni di Ftth con alcuni paesi-traino tra cui Italia, Spagna e Francia. Ecco le mosse dei player sullo sfondo di uno scenario non omogeneo ma in forte movimento

12 Dic 2018

Patrizia Licata

giornalista

Le implementazioni Fiber-to-the-home (Ftth) in Europa occidentale continuano a crescere: stando alle recenti manovre sul mercato degli operatori telecom e agli ultimi rilevamenti dei regolatori sul numero delle connessioni, l’infrastruttura in fibra ottica si diffonde nel nostro continente con alcuni  mercati che fanno da traino, tra cui l’Italia, e un trend di crescita che sembra destinato a proseguire.

Il panorama dell’adozione delle reti in fibra – scrive Telecompaper – non è infatti omogeneo in Europa occidentale e i paesi leader, per incremento del numero di abitazioni raggiunte dall’Ftth e degli abbonamenti nel corso del 2018, sono Italia, Francia, Spagna e Portogallo.

In Italia i dati diffusi a fine novembre dall’Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (relativi al secondo trimestre del 2018) registrano +400mila accessi Ftth e crescita generalizzata per l’ultra-bandalarga.

Da noi la situazione è fluida per le trattative in corso sull’eventuale newco delle reti “nazionale”, con la messa in comune degli asset di Tim e Open Fiber, un’operazione che, se si farà, richiederà comunque tempi lunghi per la divergenza di vantaggi e obiettivi. Secondo gli osservatori esterni all’Italia, scrive Telecom Paper oggi, la fusione della fibra ha senso per evitare la duplicazione delle iniziative su scala regionale e gode del supporto di politici e industriali. I pareri di Cdp e Enel sono stati sentiti, anche se per l’Ad Francesco Starace la rete unica Tim-Open Fiber è “fantascienza” .

Anche in Francia si è formata una società della fibra solo wholesale: si tratta di Sfr Ftth, di cui il gruppo Altice (proprietario di Sfr) ha appena ceduto il 49,99% a un pool di investitori formato da Allianz capital partners (Acp), Axa investment managers e Omers infrastructure (società di investimenti canadese) per 1,8 miliardi di euro. Sfr Ftth è una newco della fibra nata per portare la connettività ultra-veloce a 5 milioni di edifici in Francia, con un minimo di 1 milione l’anno e la possibilità di ampliare gli obiettivi tramite alleanze o acquisizioni. Agirà come fornitore all’ingrosso, vendendo accesso alla sua rete ad altre telco con l’impegno di offrire termini e condizioni uguali per tutti, inclusa Sfr.

In Spagna gli operatori continuano a lavorare sulle alleanze per estendere la copertura; l’ultimo accordo annunciato è quello tra Masmovil e Vodafone con cui l’operatore britannico accede a 1 milione di linee in fibra di Masmovil e la società spagnola usa 942.000 connessioni di Vodafone. La partnership copre aree molto popolose come Barcellona, Madrid, Malaga, Siviglia. La crescita della fibra in Spagna procede veloce, con quasi 200.000 linee Ftth accese a settembre che hanno portato il numero totale di connessioni attive a più di 8 milioni, stando ai dati del regolatore Cnmc.

In Germania e Svizzera la diffusione dell’Ftth procede più lentamente e a macchia di leopardo, con gli incumbent che restano più cauti mentre le iniziative più aggressive sono appannaggio dei nuovi entranti, Sfn (Swiss Fiber Net) per la Svizzera, e Bbv per la Germania. Quest’ultima, che sta realizzando le reti Ftth in Baden-Wuerttemberg, Hesse, Turingia e Renania-Palatinato, ha appena attratto nuovi investitori locali per sostenere la sua espansione. Il maggior azionista resta il gruppo britannico degli investimenti Riverrock.

Anche in Belgio l’Ftth ha portato nella competizione un nuovo player, Fluvius, operatore di rete nell’industria dell’energia che svolgerà i suoi trial Ftth in ambito residenziale l’anno prossimo in cinque città con un budget di 30 milioni di euro. L’incumbent Proximus sta già iniziando il roll-out della fibra in città e distretti industriali, come Gand e Antwerp.

In Olanda, l’incumbent Kpn ha annunciato 1 milione di nuove case connesse con l’Ftth entro il 2021 e altri player si stanno unendo al roll-out, con il possibile ingresso anche di T-Mobile.

I passi avanti che vengono compiuti non devono spingere a riposare sugli allori: secondo il recente studio “State aid for broadband infrastructure in Europe. Assessment and policy recommendations”, stilato dal Cerre (Centre on regulation in Europe), la spesa pubblica per finanziare l’espansione della rete ultrabroadband è troppo bassa in Europa. Senza un colpo di acceleratore  ci vorranno trent’anni per raggiungere gli obiettivi che l’Unione europea si è posta rispetto alla copertura Ftth.

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