STRATEGIE

Italtel, appello della Fiom: “Rilanciare il sito di Carini, subito nuove assunzioni”

Il sindacato chiede interventi per la sede siciliana dove operano attualmente 175 lavoratori su oltre mille totali: “Serve riqualificare il personale e inserire nuove professionalità”

04 Apr 2022

F. Me

merger, digital

Parte la nuova Italtel e la Fiom Cgil Palermo attende adesso il rilancio del sito di Carini, lo storico comprensorio industriale “Marisa Bellisario” dove operano 175 dei 1000 e più lavoratori Italtel delle tre sedi italiane (circa 600 sono a Milano e 250 a Roma). Un sito, quello siciliano, in questi anni fortemente penalizzato con tante fuoriuscite e nessuna assunzione, come ricorda la Fiom.

Il 1 aprile il cda di Italtel ha nominato Benedetto di Salvo come nuovo amministratore delegato, confermando Claudio Calabi come presidente. “L’ingresso di un manager di solida esperienza nel settore delle Tlc e dell’IT – si legge in una nota della società – unitamente alla nuova compagine azionaria – Psc, il fondo Clessidra Capital Credit e il Gruppo Tim – segnano per Italtel il superamento di una fase complessa che si è protratta fino alla fine del 2021”. Umberto Pesce diventa vicepresidente.

Italtel, multinazionale dell’Ict, che progetta e realizza soluzioni e servizi per la trasformazione digitale, ha oggi un capitale sociale detenuto per il 54% dal Gruppo Psc, il 28% dal fondo Clessidra Capital Credit e il 18% dal Gruppo Tim. L’operazione su Italtel condotta dai tre azionisti comporta un aumento di capitale di 56,3 milioni di euro, di cui circa 48 milioni di euro per cassa.

In questo contesto la Fiom auspica che, con la riorganizzazione in corso, possa essere la volta buona, dopo anni di disattenzione nei confronti del sito di Palermo, per procedere a integrazioni di personale e a nuovo impulso per le attività del sito.

“La storica e colpevole mancanza di attenzione nei confronti della sede di Carini – dichiarano per la Fiom Cgil Palermo il segretario generale Francesco Foti e il segretario Rosario Tomaselli, assieme a Filippo Lupo, Rsu Fiom di Italtel – è testimoniata dal fatto che da ben più di 10 anni a questa parte solo tre persone sono state assunte, due nel 2020 e una nel 2021, a fronte di più di 60 uscite. Un blocco del turnover che comporta oggi che circa il 60 per cento dei lavoratori si colloca nella fascia di età tra i 50 e i 60 anni, mentre solo un misero 2 per cento ha meno di 40 anni. Parallelamente, circa il 65 per cento dei lavoratori di Carini ha un’anzianità di servizio superiore ai 30 anni e meno del 5 per cento ha un’anzianità inferiore ai 20”.

La  impiega soprattutto progettisti specializzati nello sviluppo di reti multimediali, di applicazioni innovative, con ruoli che vanno dall’offering al marketing, dall’assistenza tecnica all’ingegneria, fino al project management per il 5G e i Fixed Wireless Access per la Bul. A Carini, in particolare, è presente un forte nucleo di progettisti software.

“Oltre al mancato turnover e al progressivo ‘invecchiamento’ del personale, quello che blocca lo sviluppo della sede di Carini è anche l’eccessiva dipendenza gerarchica e funzionale dalla casa madre – aggiungono Foti, Tomaselli e Lupo – Con le professionalità presenti, il sito sarebbe in grado di lavorare con maggiore autonomia, con mandati specifici che potrebbero anche portare un effetto virtuoso per il consolidamento e lo sviluppo del comprensorio”.

“Senza contare la possibilità di riqualificare quella parte di personale che l’azienda considera invece, sbagliando, non riconvertibile, e che tiene confinata in un reparto di parcheggio, in cui i lavoratori vengono umiliati non ricevendo alcun incarico”.

 

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