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L'AUDIZIONE ALLA CAMERA

Levi: “Iliad danneggia il mercato delle Tlc? Semmai spinge gli investimenti”

Il ceo del quarto operatore mobile in audizione alla Camera definisce “strumentali” le interpretazioni dei dati presentati da Mediobanca, che quantifica in 300 milioni le perdite per i competitor dal debutto della francese. E ribalta completamente lo scenario: “Competizione innesca aumento della spesa”

05 Feb 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Colpevoli di aver innescato una nuova guerra dei prezzi a danno dei concorrenti? Niente affatto, anzi semmai si è innescata una nuova competizione a beneficio degli investimenti e della salute del mercato. Questo in sintesi il commento di Benedetto Levi, numero uno di Iliad – in audizione alla Commissione Trasporti e Tlc della Camera – alla situazione di mercato che si è venuta a creare in Italia a seguito dello sbarco sul mercato del quarto operatore mobile sul quale i j’accuse dei competitor si rimbalzano di trimestrale in trimestrale.

“L’ingresso di un nuovo operatore nel mercato ha un effetto palese sull’aumento degli investimenti di tutto il settore. Questo è avvenuto in Francia dove dal 2012 al 2017 gli investimenti sono aumentati del 17% all’anno”, ha detto il giovane amministratore delegato puntualizzando che “la nostra volontà è quella di mantenere il settore in salute”. Riguardo ai 300 milioni di perdite per le telco concorrenti quantificate da Mediobanca dal debutto di Iliad a maggio 2018 – Levi non solo ha parlato di “strumentalizzazioni” sui dati del rapporto stesso, ma ha ribadito che l’azienda sta operando al fine di generare ricavi fondamentali agli investimenti.

Lo sviluppo della nostra rete è la priorità. Stiamo lavorando per infrastrutturarci e diventare un operatore mobile indipendente al più presto possibile”, ha puntualizzato Levi chiarendo che non ci sono al momento intenzioni di allargare gli orizzonti al fisso. “Il nostro focus è continuare a fare quello che stiamo facendo. Ci arrivano tante richieste di lanciarci nel fisso. Naturalmente ha senso nel medio termine diventare un operatore convergente. Ha senso, ma non è oggi la nostra priorità”. Riguardo ai “numeri” Levi ha sottolineato che a cento giorni dal lancio delle offerte in Italia, l’azienda ha superato i 2 milioni di clienti, vanta 12 uffici in tutta Italia e 140 punti vendita. Il numero dei dipendenti è passato da 77 nel 2017 ad oltre 300 a fine 2018. “Con i posti di lavoro indiretti arriviamo complessivamente a 1.000″, ha evidenziato l’Ad sottolineando che l’80% dei dipendenti è assunto con contratti a tempo indeterminato e che la media si attesta attorno ai 34 anni.

“Crediamo nell’innovazione in questo settore e crediamo che le persone giovani possano portare ad una ventata di novità e con il 5G a tutta una serie di nuove competenze benefiche per il Paese”. Sul fronte investimenti Levi ha ricordato che in 2 anni – ossia dalla costituzione della filiale italiana nel 206 – l’azienda ha investito più di 2 miliardi di euro e 1,2 miliardi per le frequenze 5G anche se “stiamo sviluppando la rete che non sia solo per la tecnologia 5G ma anche per il 4G e il 3G per offrire tutti i tipi di tecnologie”.

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