Mediaset-Vivendi, il caos calmo che fa sperare il mercato - CorCom

LA BATTAGLIA

Mediaset-Vivendi, il caos calmo che fa sperare il mercato

Dal board di Cologno Monzese nessuna grossa novità sull’affaire Premium: segnale di apertura a Bolloré? Intanto aumentano le voci di un nuovo tentantivo di accordo con un terzo socio al 20%: de Puyfontaine guarda agli Emirati Arabi, Telecom Italia si chiama fuori

28 Set 2016

Andrea Frollà

Mediaset lascia aperta la porta a un accordo con Vivendi su Premium. Il cda del Gruppo si è riunito ieri a Milano, senza effettuare comunicazioni al mercato al termine dell’incontro. Un silenzio che, in un momento delicato della situazione legata alla battaglia con Vivendi, assume una sua valenza specialmente se a due giorni da venerdì, termine ultimo per il closing indicato nell’accordo siglato ad aprile stracciato da Vincent Bolloré.

Il cda, secondo indiscrezioni non confermate da Mediaset, si è comunque mostrato “molto combattivo” e “ha espresso apprezzamento per tutte le condotte messe in atto dai vertici aziendali”. Secondo quanto si apprende, ha deliberato di proseguire nel contenzioso “secondo le linee guida già espresse e ha dato mandato – riferiscono fonti vicine al dossier – agli amministratori di intraprendere se opportuno nuove azioni per ottenere la massima tempestività”.

Se è pur vero che i legali della compagnia italiana sono già da tempo al lavoro, con richieste milionarie di risarcimento già avanzate e una prima udienza fissata a Milano per il 21 marzo, bisogna ricordare che l’ipotesi di un nuovo accordo non è ancora tramontata del tutto. Il caos calmo che agita l’asse Milano-Parigi è l’emblema di una partita a scacchi in cui non si capisce bene a chi toccherà la prossima mossa. Entrambi i giocatori sembrano optare per una strategia attendista, ma in attesa di cosa? Se Vivendi aspettava un’apertura da parte di Mediaset, il silenzio del cda di ieri potrebbe essere un segnale da leggere in questo senso. Il condizionale è d’obbligo vista la tensione in campo, ma rispetto ai duri botta e risposta di agosto i toni dello scontro si sono notevolmente abbassati. Da qua a dire che la pace sia dietro l’angolo ce ne passa. A diminuire le possibilità di un nuovo accordo potrebbe essere la richiesta di procedura d’urgenza, che Mediaset potrebbe avanzare al Tribunale di Milano ma sulla quale sta ancora ragionando.

Le indiscrezioni su una nuova proposta in arrivo da Vivendi sono tuttavia in aumento, seppur di passi concreti ancora non se ne sia vista nemmeno l’ombra. L’ipotesi a cui starebbero lavorando a Parigi si basa su uno schema di partecipazione a 3: il 40% a Mediaset, il 40% a Vivendi e il 20% a un terzo player. Una divisione di quote che potrebbe alleggerire il peso di Premium sui conti dei Gruppi, coinvolgendo inoltre un partner strategico per la creazione del nuovo business sui contenuti. Il pensiero degli analisti è subito volato ad una società di telecomunicazioni, in quanto le sinergie potenziali a livello commerciale e tecnologico sarebbero numerose.

Dalla partita si sono praticamente chiamate fuori Telefonica, oggi socio di Premium all’11% che ha già fatto capire di voler salutare la pay-tv tricolore, la sempre tirata in ballo Sky (“Noi siamo interessati a noi stessi”, ha spiegato l’Ad id Sky Italia Andrea Zappia) e Telecom Italia, di cui Vivendi è socio di maggioranza al 24,9%. Ieri, per bocca del presidente Giuseppe Recchi, la telco ha ribadito di non aver nessun interesse su Mediaset Premium”.

Così, l’Ad di Vivendi Arnaud de Puyfontaine sta spostando spostato le sue mire su altri potenziali partner, come i fondi degli Emirati Arabi e la compagnia del Qatar Bein Sports, con cui Vivendi aveva tentato un accordo di distribuzione da 1 miliardo e mezzo bloccato dall’antitrust francese a giugno. Sicuramente la tattica sta svolgerà ancora un ruolo chiave in una partita che dopo i caldi scossoni estivi sta vivendo una fase di calma apparente. Qualora nuovo accordo non fosse, sia Mediaset sia Vivendi dovrebbero spiegare agli azionisti i perché di una guerra legale lunga dalle conseguenze impreviste dopo la firma in pompa magna che avevano fatto tutti contenti. Forse proprio questo sta tenendo qualche spiraglio aperto.