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L'INTERVENTO

Palermo, Cdp: “Fibra importante per il Paese, faremo quanto necessario”

In occasione dei 170 anni di attività di Cassa Depositi e Prestiti l’amministratore delegato evidenzia il ruolo delle infrastrutture strategiche. Il tutto alla vigilia della deadline per la presentazione, da parte dei fondi, delle offerte non vincolanti per il progetto Tim-Open Fiber. Asati e Uilcom sul piede di guerra

18 Nov 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Cdp investe nelle infrastrutture strategiche del Paese e il nostro obiettivo è creare un sistema di infrastrutture efficienti. La fibra ottica è una di quelle importanti in quanto è abilitante per lo sviluppo e faremo quanto necessario per fare si che un’infrastruttura moderna ed efficiente sia presente nel Paese”: Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cassa Depositi e prestiti che oggi celebra i 170 anni di attività  punta i riflettori sul ruolo determinante delle reti in fibra ottica. E l’impegno della Cassa a procedere in tal senso arriva alla vigilia della deadline (domani 19 novembre) per la presentazione, da parte dei fondi, delle offerte non vincolanti per il progetto Tim-Open Fiber.

Cdp coinvolta direttamente nella partita

Cassa depositi è azionista al 50% di Open Fiber ed è salita al 9,89% di Tim. Dunque è coinvolta direttamente nel “dossier” di cui si discute da mesi. Al momento di discute sull’integrazione di Open Fiber in Tim per la successiva creazione di una newco delle reti. Ma la questione non è chiara: sul piatto ci sono sia questioni regolatorie – il nuovo Codice delle Comunicazioni elettroniche prevede “sconti” per le tariffe di accesso solo nel caso di wholesale company ossia di operatori non infrastrutturati – sia di antitrust, considerato che l’integrazione delle due società potrebbe creare un “monopolio” della fibra. In caso di newco Tim non potrebbe dunque detenere la proprietà a meno di non voler rinunciare ai benefici concessi dal regolatore. Su questo punto è intervenuta oggi l’associazione che rappresenta i piccoli azionisti di Tim, Asati: “Va chiarito tuttavia, che questo status di operatore non verticalmente integrato non rappresentava tuttavia una discriminante o una pregiudiziale per poter partecipare alle gare Infratel e ottenere i sussidi in caso di aggiudicazione della concessione. Riteniamo quindi che con opportune interlocuzioni con le autorità regolatorie e con la Commissione Europea ci siano i presupposti legali per consentire a OF di non perdere i sussidi Infratel (circa 1,4 miliadi) in caso di un cambio di controllo e di una combinazione societaria con Tim”.

Asati e Uilcom: “La proprietà della rete deve restare di Tim”

In vista dell’importante appuntamento di domani Asati ha però esortato Tim a mantenere la proprietà dell’infrastruttura “per massimizzare sinergie industriali e ritorni sugli investimenti e offrire le migliori tecnologie nelle diverse aree del Paese”. Asati, inoltre, punta il dito contro il presidente di Open Fiber Franco Bassanini, “intervenuto più volte nel corso della settimana per rimarcare la sua contrarietà al controllo dell’infrastruttura di rete da parte di Tim ed elaborando scenari su come strutturare una possibile combinazione tra Tim e OF”.

Sulle esternazioni riguardanti la vicenda Tim-Open Fiber sul piede di guerra anche Uilcom: “Mentre assistiamo al lavoro importantissimo messo in atto dall’Ad Tim Gubitosi e dal suo management finalizzato a dare un serio rilancio a tutto il Gruppo Tim, in Italia si continuano a fare dibattiti sul tema della rete in un’ottica penalizzante per Tim.; si continuano a dare soluzioni parziali senza mai aver speso una parola sulla privatizzazione sbagliata avvenuta in tempi in cui lo stesso Bassanini stava al Governo”, evidenzia il segretario generale del sindacato Salvo Ugliarolo. “Per quanto ci riguarda – prosegue Ugliarolo – la rete deve stare sotto il controllo di Tim e bene sta facendo Gubitosi a lavorare per unire le infrastrutture di Open Fiber con quella dell’operatore ex monopolista. Noi della Uilcom abbiamo sempre espresso la ns. contrarietà a scelte penalizzanti per Tim e, di conseguenza, per i suoi lavoratori che, purtroppo, ancora ricordano le scelte subite a causa della politica. Ci auguriamo – conclude Ugliarolo, che chi dovrà decidere tenga sempre conto delle ricadute sociali di certe scelte che, soprattutto in questo settore, andranno ad incidere più che mai nella vita dei lavoratori e dei cittadini italiani”.

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