L'AUDIZIONE AL SENATO

Rete nazionale Tlc, Urso: “Aperti a partecipazioni a partire dai fondi”

Il ministro conferma la roadmap serrata degli incontri “per avere una fotografia chiara della situazione”. Confronto con la Commissione Ue. Il Governo lavora a una serie di misure a sostegno del comparto “fortemente sotto pressione, ricavi scendono in maniera significativa”. Verifiche con il Mef per riduzione Iva: portarla al 5% costerebbe 784 milioni

Pubblicato il 17 Gen 2023

Mila Fiordalisi

Direttore

Adolfo Urso

Avanti tutta con l’obiettivo di trovare il prima possibile una soluzione sul dossier rete nazionale ma anche mettere a punto misure a sostegno del comparto delle tlc in forte sofferenza. In audizione al Senato sulle linee programmatiche nel settore delle comunicazioni, il ministro per le imprese e il made in italy Adolfo Urso fa il punto della situazione.

Il dossier rete unica

Siamo pienamente aperti alla partecipazione di soggetti a cominciare dai fondi di investimento che vorranno appoggiare questo progetto di sistema”, ha detto Urso in merito al dossier rete nazionale ricordando che si va avanti con gli incontri. “Confermo che il Governo intende sostenere la realizzazione di una rete di telecomunicazione a guida pubblica a copertura nazionale che consenta al paese di raggiungere gli obiettivi che si è prefissato”.

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Gli incontri “proseguono in un clima certamente positivo con tutti gli attori, come confermato positivamente dai mercati che nell’ultimo mese hanno premiato il titolo Telecom Italia con un aumento che qualcuno ha evidenziato essere stato del 25-26% da inizio anno, aumento significativo che rassicura gli azionisti anche i piccoli”. Nessuno “scossone” – come evidenziato da alcuni organi di stampa – all’indomani dell’annuncio delle dimissioni dal cda di Tim di Arnaud de Puyfontaine, numero uno di Vivendi, primo azionista della telco. E in effetti anche in Borsa il valore del titolo sta crescendo. E lo stesso ministro ha detto: “Sono scelte dell’azienda, non ho un giudizio da dare”.

Urso ha anche evidenziato che sul tema della rete nazionale “il confronto con la Commissione europea è assolutamente necessario e solo al termine del confronto potremo prospettare meglio quale sarà la rete nazionale”.

Non solo Tim, in ballo tutto il mercato delle Tlc

Urso ha ricordato inoltre che “nel corso dell’ultimo mese si sono svolti vari incontri al ministero con tutti gli attori coinvolti, per avere una fotografia chiara della situazione e per approfondire gli strumenti che il Governo può mettere in campo per sostenere il comparto oggi fortemente sotto pressione delle tlc“.  Nell’evidenziare dati alla mano che i volumi di traffico delle reti di comunicazione crescono a ritmo sostenuto – “negli ultimi due anni il traffico dei dati mobili ha registrato un +117%, quello fisso un +75%” – il ministro ha acceso i riflettori sui ricavi in progressiva e significativa contrazione. Una situazione che impone ragionamenti e misure sul da farsi non solo in ottica di politica industriale di lungo termine ma anche e soprattutto nel breve-medio periodo per dare ossigeno a un comparto, quello delle Tlc, ai limiti della sostenibilità economico-finanziaria che rischia impatti a catena più che preoccupanti. Dei giorni scorsi la notizia del maxi piano di licenziamenti da parte di Vodafone che con tutta probabilità riguarderà anche l’Italia.

Riduzione dell’Iva per le imprese delle Tlc

“Stiamo verificando con il ministero dell’Economia il tema delicato ma importante della riduzione dell’Iva per le imprese delle telecomunicazioni”, ha detto Urso. “Secondo le stime del Mef, il passaggio dal 22% al 10% costerebbe 553 milioni di euro che arriverebbero a 784 milioni riducendo l’aliquota al 5%. Gli effetti positivi sul sistema Tlc sono noti, così come è nota la necessità di trovare con il Mef le necessarie coperture“.

La questione della carenza di manodopera

Il ministro si è soffermato anche sulla questione della carenza di progettisti e operai specializzati per i lavori legati alla posa della fibra ottica. “Dovremmo lavorare con il ministero del lavoro per affrontare con misure ad hoc il tema della carenza di progettisti e operai che sta rallentando lo sviluppo di infrastrutture in fibra ottica in Italia”.

Via al tavolo sulle comunicazioni elettroniche

Il ministro ha annunciato l’avvio di un tavolo di confronto sulle comunicazioni elettroniche. “Si riunirà in modo cadenzato nel corso dell’anno. In particolare, ho convocato il tavolo radio per il primo febbraio e intendo convocare il tavolo televisivo per il prossimo 7 febbraio. A seguire ci saranno gli altri tavoli settoriali”.

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