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MERCATO

Samsung investe 8 miliardi di dollari nella fabbrica cinese dei chip di memoria

Il colosso coreano aumenta l’impegno nei semiconduttori da cui dipende metà della sua reddività. Previsto per l’anno prossimo un boom di domanda grazie ai nuovi dispositivi 5G

12 Dic 2019

Patrizia Licata

giornalista

Samsung Electronics investirà altri 8 miliardi di dollari nella sua fabbrica di chip di memoria flash Nand in Cina. Lo riportano i media locali. Samsung sta spendendo pesantemente per potenziare la produzione di chip di memoria in vista della ripresa di mercato attesa nel 2020 grazie alla domanda di nuovi dispositivi 5G.

Samsung ha due stabilimenti per la produzione di chip nella regione dello Xian. Nel 2017 aveva annunciato un investimento di 7 miliardi di dollari cui ora se ne aggiungono altri otto. Uno sforzo totale di 15 miliardi di dollari che dovrà rilanciare la crescita del colosso sud-coreano i cui conti sono in sofferenza.

Le due fabbriche di chip in Cina sono gli unici impianti produttivi di chip di memoria che Samsung ha fuori dalla Corea. Il primo è stato aperto nel 2014; il secondo sarà operativo dalla metà dell’anno prossimo.

Il 5G rilancia il business

Il terzo trimestre 2019 si è chiuso per Samsung con un crollo dell’utile netto: 6.290 miliardi di won, pari a 5,4 miliardi di dollari, il 52% per cento in meno rispetto all’anno precedente. “I guadagni dal settore dei chip di memoria sono crollati in modo significativo anno su anno, poiché i prezzi hanno continuato la loro tendenza al ribasso”, si legge in una nota dell’azienda. L’utile operativo è a sua volta precipitato del 55,7% a 7.800 miliardi di won nel terzo trimestre, mentre le vendite sono scese del 5,3% a 62.000 miliardi di won.

Gli analisti hanno però fatto notare che le prospettive per il futuro non sono negative: il calo dei livelli di inventario per i semiconduttori potrebbe infatti contribuire a stabilizzare i prezzi dei chip.

La ripresa prevista per il 2020 grazie al 5G dà dunque una boccata d’ossigeno a Samsung i cui utili dipendono per oltre la metà dalla vendita di chip, mentre la divisione smartphone soffre la concorrenza dei rivali cinesi ed è costretta ad aumentare l’offerta di modelli di fascia medio-bassa che garantiscono vendite robuste ma non ampi margini.

La stessa concorrenza cinese ha costretto Samsung a rinunciare alla produzione di smartphone in Cina: a ottobre la casa coreana ha chiuso l’ultimo impianto locale rimasto attivo. “In Cina le persone acquistano smartphone a basso prezzo da marchi nazionali mentre per i telefoni di fascia alta scelgono Apple o Huawei. Samsung ha poche speranze di far rivivere la sua quota di mercato”, ha commentato l’analista di Cape Investment & Securities, Park Sung.

Samsung regina sul mercato dei chip

Samsung è il maggior produttore mondiale di chip di memoria Nand che sono usati, tra l’altro negli smartphone, nelle memory card e nei flash drive Ubs. 

In questo segmento Samsung ha rivali come la connazionale Hynix, la statunitense Micron Technology e la giapponese Toshiba Corp, mentre sono ancora pochi i concorrenti cinesi. La Cina sta comunque provando a entrare sul mercato dei chip di memoria; tra i player c’è Yangtze Memory Technologies Company che ha annunciato nei mesi scorsi l’avvio della produzione dei chip Nand 64-layer 3D.

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