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LA TRIMESTRALE

Samsung, profitti più che dimezzati. Crolla anche il fatturato

L’utile operativo del primo trimestre – a 5,4 miliardi di dollari – è il più basso da due anni. Ricavi a -13,5%. Il gruppo coreano soffre sul fronte dei chip e degli smartphone, dove il modello foldable è fermo e i device di fascia medio-bassa non decollano. Ma si prevede una ripresa già nel secondo semestre

30 Apr 2019

Patrizia Licata

giornalista

Samsung ha annunciato per il primo trimestre 2019 un utile operativo di 6.200 miliardi di won (circa 5,4 miliardi di dollari): è il più basso dall’ultimo trimestre del 2016, pur se in linea con quanto atteso dall’azienda di Seul. L’utile netto si è dimezzato a 5.000 miliardi di won e le entrate sono in calo del 13,5% a poco meno di 52.400 miliardi di won, anche qui in linea con la guidance fornita. Il margine Ebitda è sceso al 25% contro il 36% di un anno prima.

Nella seconda metà dell’anno i risultati saranno più soddisfacenti grazie alla ripresa delle vendite di smartphone e di chip di memoria; per il secondo trimestre, invece, i conti rifletteranno ancora i segnali di debolezza del mercato dei semiconduttori.

I dati comunicati da Samsung danno nuova urgenza alle sfide che il colosso sudcoreano dell’elettronica deve affrontare: ritrovare la strada verso la crescita in un contesto in cui le vendite di smartphone continuano a calare, sia per una generale contrazione del mercato sia per la concorrenza dei vendor cinesi, e dove il business più profittevole, quello dei semiconduttori, attraversa una fase di debolezza dovuta alla flessione dei prezzi e al calo della domanda sia degli smartphone che dei data center che ospitano i servizi di cloud computing. Questi trend si inseriscono poi in un rallentamento generalizzato delle economie globali, esacerbato dalle tensioni Usa-Cina. Anche per il secondo semestre 2019, nel quale Samsung si aspetta un recupero sul fronte dei chip grazie ai nuovi ordini dai data center, “le incertezze del contesto esterno resteranno”, ha affermato l’azienda.

L’attività dei semiconduttori risulta particolarmente sotto pressione nel primo trimestre, con una contrazione del 64% dell’utile operativo a 4.100 miliardi di won. Il business dei display, con vendite in calo del 19%, è in perdita per 560 miliardi di won.

Nella divisione che produce gli smartphone le vendite anno su anno sono in calo del 6% a 25.900 miliardi di won e l’utile operativo è sceso del 40% a 2.300 miliardi. Il nuovo Galaxy S10 ha aiutato ad arginare le perdite e permesso a Samsung di registrare nel primo trimestre un fatturato superiore del 17% a quello del quarto trimestre del 2018 nella divisione mobile; per ora, invece, non è significativo l’impatto sui volumi di vendita determinato dalla riorganizzazione dei modelli meno costosi. Nei prossimi mesi, l’azienda spera di rivitalizzare il business sia nella fascia medio-bassa sia con lo smartphone Foldable, le cui vendite sono al momento ferme per problemi con lo schermo pieghevole, ma che, ha garantito l’azienda coreana, riprenderanno presto perché questo dispositivo è il cavallo di battaglia nella fascia alta. Il successo dello smartphone pieghevole è fondamentale anche per rimettere in sesto la divisione display, visto che Samsung produce da sola gli schermi dei suoi smartphone.

La guidance di Samsung per gli smartphone punta su una lieve ripresa delle vendite già nel secondo trimestre grazie ancora al Galaxy S10 e ai nuovi modelli nella serie Galaxy A, al centro della sua strategia per la fascia media. In arrivo ci sono inoltre le innovazioni legate al 5G (Samsung ha già presentato a febbraio il nuovo Galaxy S10 abilitato al nuov standard mobile) e un nuovo Note.

Inoltre, Samsung indica che i clienti dei chip Dram per server faranno ripartire gli ordini di acquisto nella seconda metà dell’anno e i nuovi modelli di smartphone sosterranno le vendite di Dram mobile, mentre per i chip di memoria flash Nand i prezzi, in forte contrazione dalla fine dell’anno scorso, dovrebbero stabilizzarsi.

Samsung ha annunciato nei giorni scorsi un investimento pari a 116 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per la ricerca e sviluppo sul settore dei semiconduttori dedicati all’intera filiera dei device digitali, dai server agli smartphone.

Per gli analisti, una tregua commerciale tra Usa e Cina darebbe un supporto essenziale alla ripresa del business per Samsung facendo ripartire la domanda di prodotti di elettronica di consumo nel paese asiatico e sbloccando il mercato dei fornitori di servizi cloud cinesi, che, in vista di una prolungata trade war, hanno comprato chip in anticipo e ora smaltiscono il magazzino.

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