Smartphone, la crisi dei chip frena le vendite: -6,8% nel terzo trimestre - CorCom

IL REPORT

Smartphone, la crisi dei chip frena le vendite: -6,8% nel terzo trimestre

Rallentamenti lungo la catena di fornitura dei componenti la principale causa della flessione, secondo Gartner. Soffrono di più i modelli di fascia bassa. Samsung torna sul podio dei vendor, seguita da Apple e Xiaomi

24 Nov 2021

Patrizia Licata

giornalista

La crisi dei chip pesa sulle vendite globali di smartphone: nel terzo trimestre 2021 le consegne agli utenti finali sono in calo del 6,8% in confronto allo stesso periodo del 2020. Lo rileva Gartner indicando nei rallentamenti lungo la catena di fornitura dei componenti la principale causa della flessione: i vendor hanno scorte che si assottigliano e i prodotti non sono sempre disponibili in tempi rapidi.

La domanda dei consumatori è sostenuta, chiarisce Garner. Ma le vendite di smartphone subiscono l’effetto dei tempi di consegna allungati e dei rinvii nei lanci di nuovi prodotti.

Impatto sui modelli base. Crescono gli smartphone premium

La crisi dei chip ha rallentato la produzione e la vendita di smartphone su scala globale. La difficoltà di approvvigionarsi di componenti come i circuiti integrati per le radiofrequenze o la gestione della batteria ha rotto l’equilibrio domanda-offerta e i consumatori hanno avuto meno modelli tra cui scegliere per l’acquisto.

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Ma le roadmap di produzione e distribuzione risultano impattate più per gli smartphone di fascia bassa e media che in quelli del segmento premium. Questo ha favorito Samsung e Apple, anche se i tre maggiori vendor cinesi – Xiaomi, Vivo e Oppo – tengono il passo e continuano a crescere, mentre Huawei è da tempo fuori dai giochi.

La classifica globale dei vendor: Samsung torna sul podio

Con 69.000 unità vendute Samsung è prima (20,2% dello share) nella classifica mondiale delle vendite del terzo trimestre grazie alla gamma di fascia alta; la contrazione rispetto al terzo trimestre del 2020 è dell’1,9%.

Apple è seconda con 48.400 unità vendute e una quota di mercato del 14,2%, in crescita rispetto all’11,1% dell’anno precedente.

Xiaomi è al terzo posto con circa 44.400 unità vendute e una quota del 13%, in crescita anno su anno (12,1% nel terzo trimestre 2020).

In classifica seguono Vivo e Oppo, rispettivamente con uno share del 10,5% (+2,4% anno su anno) e 9,8% (+1,7% anno su anno).

Il 5G fattore chiave per spingere le vendite

Apple trae beneficio dalla domanda robusta di iPhone trainata dalle nuove funzionalità che hanno convinto il mercato, evidenziano gli analisti, come il sensore A15 bionico potenziato, la miglior durata della batteria e l’ottimizzazione dei sensori della fotocamera. Anche i modelli 5G sono una carta vincente perché qui Apple aggredisce un mercato ancora tutto da conquistare. I miglioramenti nei canali di vendita online e i programmi di trade-in, con cui si può ottenere valore dalla sostituzione del vecchio iPhone con uno nuovo, continueranno a far salire la domanda fino alla fine del 2021.

Xiaomi riesce a crescere grazie alla strategia di vendita online, all’espansione in Europa e Medio Oriente e alle alleanze con le aziende telefoniche.

Anche Vivo avanza grazie ai 13 nuovi smartphone introdotti, all’espansione in Europa e Medio Oriente e ai nuovi negozi fisici, molti dei quali concepiti secondo il modello “esperienziale”.

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