Telecom Italia, ecco cosa accadrà in Assemblea - CorCom

Telecom Italia, ecco cosa accadrà in Assemblea

Riflettori puntati sull’assise di domani che dovrà decidere se revocare o meno il cda in carica. Punto per punto tutto l’iter che si seguirà in caso di revoca o non revoca del cda

19 Dic 2013

Federica Meta

Il Telecom Italia si scaldano i motori in vista dell’assemblea di domani chiamata a votare, nella parte “ordinaria” la proposta di revoca del cda avanzata dalla Findim. In vista della delicata assise di domani la compagnia comunica alla Consob i dettagli sullo svolgimento dei lavori. In caso di approvazione della proposta di revoca si procederà alla nomina del nuovo cda mentre, in caso contrario, si darà seguito alla nomina di due amministratori, a integrazione del consiglio in carica.

Per quanto riguarda il raggiungimento del quorum, TI esclude criticità dato che l’assemblea si svolge in convocazione unica, per cui può discutere e deliberare degli argomenti di parte ordinaria “qualunque sia il numero delle azioni con cui gli aventi diritto di voto partecipano ai lavori, e degli argomenti di parte straordinaria là dove siano presenti/rappresentate azioni in numero superiore a 1/5 del capitale ordinario della aocietà”.

A questo riguardo, alle ore 15.00 del 17 dicembre 2013, risultano pervenute alla società “da intermediari a ciò abilitati comunicazioni per un numero di azioni pari al 53,8% del capitale ordinario, includendo comunicazioni riferite a soggetti riconducibili a BlackRock Inc. per oltre il 4,8% del capitale di categoria (dato provvisorio)”.

Per la proposta di revoca del Cda avanzata dalla Findim di Fossati, Telecom spiega che “la sua approvazione richiede il voto favorevole della maggioranza assoluta delle azioni con le quali gli aventi diritto di voto partecipano all’assemblea”. In questo modo per la formazione del quorum deliberativo, saranno “considerate anche le azioni rispetto alle quali gli aventi diritti decidano eventualmente di astenersi o di esprimere una posizione di non voto. Per non concorrere alla formazione della predetta base di calcolo, gli azionisti dovranno lasciare la riunione o comunque le azioni dovranno essere espressamente registrate come non partecipanti alla votazione”.

Se la revoca passasse “la prima deliberazione ancillare da assumere sarà quella relativa al numero dei componenti dell’organo, entro i limiti stabiliti dallo statuto: tra 7 e 19 consiglieri”. Anche in questo caso si tratta di deliberazione da assumersi con le modalità ordinarie di legge, ma né il cda né gli azionisti che hanno presentato liste di candidati hanno formulato proposte in materia. Pertanto “il presidente della riunione inviterà o gli stessi partecipanti ai lavori a formulare proposte. Che verranno messe in votazione in successione, fin tanto che una di esse ottenga la maggioranza assoluta dei voti spettanti alle azioni con le quali gli aventi diritto di voto partecipano all’assemblea”. Nel caso in cui nessuna proposta incassi la maggioranza richiesta verrà applicato “l’articolo 9.1 dello statuto secondo il quale l’assemblea determina il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione, numero che rimane fermo fino a sua diversa deliberazione. Il numero dei componenti resterà dunque stabilito in 15, come da deliberazione dell’assemblea ordinaria del 12 aprile 2011”.

Le liste al momento sono due. La prima presentata da Assogestioni e investitori istituzionali internazionali composta da: Luigi Zingales, Lucia Calvosa, Davide Giacomo Federico Benello, Francesca Cornelli, Giuseppe Donagemma, Maria Elena Cappello, Francesco Serafini; la seconda è stata presentata da Telco ed è composta da Marco Patuano e Stefania Bariatti (Julio Linares, il terzo candidato di telco, si è dimesso e pertanto i candidati ora sono solo due).

“All’elezione del Consiglio di Amministrazione – aggiunge la nota – si procederà secondo le regole stabilite in Statuto, le quali prevedono che alla prima lista spettino i 4/5 del numero complessivo di componenti, mentre alla seconda lista spettano i posti residui”. Inoltre su richiesta della Consob la società precisa che il Comitato per le nomine e la remunerazione non ha formulato “raccomandazioni sul numero e sul profilo dei possibili candidati, anche alla luce della intervenuta presentazione di due liste qualificabili di minoranza”.

In caso di mancata approvazione della proposta di revoca del Cda, l’assemblea procederà a nominare i due amministratori a integrazione del board in carica. A questo proposito Telecom chiarisce che “la circostanza delle dimissioni di due Consiglieri in data 13 dicembre 2013 (Cesar Alierta e Julio Linares) non autorizza l’Assemblea a procedere, sempre nell’ipotesi in cui la proposta di revoca fosse respinta, alla eventuale nomina di Consiglieri in loro sostituzione”.

“Come da avviso di convocazione e relazione illustrativa, i soci sono chiamati a rimpiazzare esclusivamente Elio Catania e Franco Bernabè – prosegue la nota – cessati per dimissioni anteriormente al 7 novembre 2013, mediante nomina di due Consiglieri con scadenza insieme agli Amministratori in carica e dunque con durata fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2013”.

Se la nomina dei consiglieri integrativi non avenisse “sulla scorta delle proposte pubblicate a precedere l’evento assembleare”, il Presidente della riunione inviterà gli stessi partecipanti ai lavori a formulare proposte, stabilendo un apposito termine e le opportune modalità operative, e tutti i presenti risulteranno a ciò legittimati.

Per quanto riguarda la parte straordinaria dell’Assemblea all’ordine del giorno è prevista l’eliminazione dell’indicazione del valore nominale delle azioni ordinarie e di risparmio e la modifica dello statuto sociale; l’aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione mediante emissione di azioni ordinarie, a servizio della conversione del prestito obbligazionario emesso dalla controllata Telecom Italia Finance Sa per 1,3 miliardi euro.