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SENATO

Telecom Italia, Patuano in audizione da Mucchetti e Matteoli

L’Ad di Telecom Italia il 21 novembre chiamato a riferire in Senato alle commissioni “Lavori pubblici e Comunicazioni” e “Industria, Commercio e Turismo”, presiedute dai primi firmatari della mozione e dell’emendamento sulle modifiche alla legge sull’Opa

15 Nov 2013

Antonello Salerno

L’amministratore delegato di Telecom Italia, Marco Patuano, è stato convocato in Senato per giovedì 21 novembre alle 14. L’audizione è fissata nella sede dell’ottava commissione permanente, che si occupa di “Lavori pubblici e Comunicazioni”, e che è presieduta da Altero Matteoli (Pdl). Non sarà una seduta plenaria, si legge nella comunicazione pubblicata sul sito Internet di Palazzo Madama, ma di una riunione a cui parteciperanno gli uffici di presidenza dell’ottava e della decima Commissione. Quest’ultima, che si occupa di Industria, Commercio e Turismo, è guidata dal senatore Pd Massimo Mucchetti.

Proprio Mucchetti e Matteoli sono i primi firmatari della mozione che in molti hanno definito “anti Telefonica”, approvata in Senato il 17 ottobre. Un testo passato con 248 sì, un no e 4 astenuti, che impegnava il Governo a modificare le norme di legge sull’offerta pubblica di acquisto, abbassando la soglia sopra la quale scatta l’obbligo di scalata, allargato anche al “controllo di fatto”. Constatata l’indisponibilità dell’esecutivo a varare in tempi rapidi il provvedimento, i due senatori, insieme al resto dello schieramento bipartisan che aveva promosso la mozione, hanno ripresentato soltanto pochi giorni fa il testo, con qualche modifica, sotto forma di emendamento alla legge di stabilità.

Patuano potrebbe essere chiamato a riferire di fronte ai senatori degli uffici di presidenza delle due commissioni sui contenuti e sulle prospettive del piano 2014-2016 varato dal Cda Telecom il 7 novembre: un’operazione da 4 miliardi che ha congelato lo scorporo della rete e ha previsto investimenti per 9 miliardi. Tra i punti fermi del piano compariva la vendita dei Telecom Argentina, portata poi a termine il 14 novembre, e la valorizzazione degli asset, tra cui le torri in Italia e in Brasile, i multiplex e gli immobili.

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