Telecom Italia, spunta una cordata anti-Telefonica - CorCom

L'OPERAZIONE

Telecom Italia, spunta una cordata anti-Telefonica

Secondo indiscrezioni si tratterebbe di operatori “privi di conflitti di interesse”. E il titolo vola in Borsa. Conto alla rovescia per la decisione dell’Antitrust brasiliano sull’operazione Telefonica-Telco. Mucchetti: “Bisogna vedere se l’autorità si è mossa solo per abbassare il prezzo di Tim Brasil”

29 Nov 2013

Federica Meta

Spunta una cordata alternativa a Telefonica per Telecom Italia e il mercato premia i rumors, rilanciati oggi dall’agenzia Radiocor, che parlano di operatori “privi di conflitti di interesse”. Oggi il titolo della compagnia ha aperto e proseguito la volata, attestandosi alle 16.00 a +4,15%, per chiudere a +4,5%. A trainare la azioni anche la votazione da parte dei fondi esteri (che partecipano con circa lo 0,5% a TI) a favore del consiglio di amministrazione, in vista dell’assemblea del 20 dicembre, di cui Marco Fossati ha chiesto la convocazione per revocare l’attuale cda. Reuters, intanto, rivela che i fondi che detengono più di 60 milioni di azioni Telecom hanno votato contro la proposta di revoca mentre quelli con oltre 20 milioni si sono astenuti. Sono i risultati emersi dal votro elettronico di questi giorni. Nessuno ha votato a favore di Fossati. Questo significa che, nel campione considerato, oltre il 70% dei voti è a favore del consiglio. “Questo è un primo segnale iniziale del sentiment dei fondi esteri rispetto alla proposta di Fossati,” spiega Miguel Carrasco, managing director a Proxy Census, una società internazionale di raccolta deleghe.

Intanto l’affaire Brasile continua a tenere banco. Oggi il senatore Pd Massimo Mucchetti, a margine della presentazione del ddl sul marchio Italian Quality, commentando le osservazioni dell’autorità brasiliana sull’operazione Telefonica-Telco ha sollevato dubbi sulla mossa del Cade. “Bisogna vedere se l’Antitrust brasiliano si è mosso solo per abbassare il prezzo di vendita di Tim Brasil”.

L’Antitrust brasiliano, il Cade, potrebbe decidere non più tardi di mercoledì 4 dicembre sui risultati dell’istruttoria avviata dopo la salita di Telefonica in Telco. Secondo il parere espresso a alla fine del procedimento non vincolante dell’antitrust brasiliano, Telefonica va multata per l’operazione che l’ha portata a rafforzare il controllo di Telecom Italia – pur mantenendo al momento invariati i diritti di voto – perché ha violato un accordo regolatorio che separa gli interessi delle due aziende in Brasile. Nello specifico lo staff tecnico dell’ente regolatorio brasiliano chiede che il colosso spagnolo venda immediatamente le nuove azioni acquisite in Telco, la holding che detiene la quota di riferimento in Telecom. Il parere proibisce, inoltre, ulteriori acquisti di azioni Telcom previsti da Telefonica. La multa proposta è di 6,5 milioni di dollari (15 milioni di reais) e non sono esclusi interventi più severi.

L’accordo fra gli azionisti raggiunto lo scorso settembre prevede che Telefonica possa acquisire il controllo di Telco dal prossimo gennaio, ma un esponente della società telefonica ha precisato che l’azienda non intende esercitare l’opzione così presto a causa dei timori regolatori.

Sulla vicenda è intervenuto anche Franco Lombardi, presidente di Asati, l’associazione dei piccoli azionisti di Telecom Italia, che ieri pomeriggio ha avuto un incontro col sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Patroni Griffi. Asati “invita senza indugio il Governo ad intervenire anche a livello diplomatico, come fanno i grandi Paesi, in Brasile affinché si tutelino gli interessi di Tim Brasil, di cui da informazioni della Reuters stessa risulterebbe che Telefonica stia cercando di convincere a vendere la partecipata Brasiliana di TI per tutelare solo i propri interessi e non danneggiare Vivo (TE)”.

Secondo Lombardi, “si tratta di uno scandalo che, con un Cda a maggioranza 4/5 di Telco i cui soci Italiani sono prigionieri di Telefonica (vedi chiamata della call), Tsi debba vendere Tim Brasil facendo così pagare un conto drammatico a TI per conflitti di interesse e decisioni delle autorità brasiliane scaricate dal palese predatore su TI stessa. Se esiste un Governo forte che agisca immediatamente anche a livello Internazionale per ridare dignità al Paese che agisca immediatamente”.