Telemarketing selvaggio, più forte l'impegno Assocontact-consumatori - CorCom

LA PARTNERSHIP

Telemarketing selvaggio, più forte l’impegno Assocontact-consumatori

L’associazione dei Business Process Outsourcer e Oic rilanciano sul Codice Procedurale: bollino blu per le aziende che rispettano la privacy e promozione dei modelli virtuosi gli obiettivi della collaborazione

02 Nov 2020

F. Me

Asscontact e consumatori rafforzano l’impegno contro il telemarketing selvaggio. L’associazione dei Business Process Outsourcer e l’Osservatorio Imprese e Consumatori (Oic) riprendono i lavori del Codice Procedurale in materia di telemarketing.

I temi di confronto saranno l’analisi dei rischi connessi alle scorrette modalità di telemarketing, la promozione di una sana autoregolamentazione dell’attività, la definizione di un percorso volto all’adozione di modelli virtuosi, fino al raggiungimento del Bollino Blu, il certificato di qualità con cui si vuole dare riconoscimento ai Contact Center che investono in formazione, innovazione, smartworking, data protection e trasparenza, incrementando efficacia, tempestività e sicurezza dei servizi al cittadino, al consumatore e alle imprese.

“In un contesto mutevole e fortemente data driven, è di fondamentale importanza tenere sempre alta la guardia contro vecchi e nuovi comportamenti scorretti o illegali – spiega Lelio Borgherese, Presidente di Assocontact, l’Associazione dei Business Process Outsourcer – Prevedere un meccanismo di raccolta e segnalazione al Garante della Privacy delle denunce dei cittadini rafforza la missione di OIC e di Assocontact per un mercato dei servizi più sano, più sicuro e più competitivo. Solo così potremmo fare dell’eccellenza il driver di questo settore”.

Forte sarà anche l’impegno nell’incrementare l’attività di informazione a beneficio dei consumatori, focalizzata sui loro diritti in questo ambito. Il fine è di aumentare il loro livello di consapevolezza, tutelare la collettività e offrire ulteriori strumenti di denuncia degli operatori scorretti.

Cosa prevede il Codice Procedurale Oic-Assocontact sul telemarketing

Ppubblicato nel 2018, il codice ha rappresentato un primo traguardo per strutturare regole di condotta e di gestione anche grazie al contributo dei committenti.

Al centro del documento, regole di condotta e di gestione per le aziende e il rispetto dei diritti dei consumatori anche attraverso un dialogo continuo tra le diverse parti coinvolte (Associazioni e Istituzioni, imprese e cittadini). Maggior forza al Codice Etico già approvato da Assocontact nel 2016 che stabilisce nero su bianco il diritto dei consumatori a non esser disturbati e tutela il lavoro dei dipendenti dei call center; infine, il divieto alle pratiche commerciali scorrette e ingannevoli.

Particolare attenzione è riservata al trattamento dei dati personali dei clienti e all’adeguamento a quanto previsto dal Gdpr. “Massima attenzione deve essere posta al trattamento dei dati personali”, avvisa infatti il documento. In questo senso va letto il richiamo al Gdpr e alla nomina di un Dpo (Data Protection Officer).

 “Le imprese che effettuano attività di telemarketing e che gestiscono dati personali di clienti /consumatori, se previsto dalla legge, debbono munirsi e nominare un Data Protection Officer, così come confermato dal Garante per la Protezione dei Dati Personali – precisa il codice – Le imprese nell’ambito delle proprie attività devono vigilare sulla completa aderenza al dato normativo e la conformità dei sistemi aziendali ai presidi prescritti dalla legge quale quello dell’adozione di un Dpo, ove previsto”.

Il Dpo non deve essere in conflitto di interessi e, pertanto, non potrà essere l’amministratore della società o il direttore operativo.

Le imprese devono svolgere una Data Protection Impact Assessment e, munirsi di un Business Continuity Plan adeguato e fornirlo in copia (aggiornandolo periodicamente) alla funzione aziendale di controllo che vigila su questo adempimento. In caso di Data Breach, si deve provvedere prontamente a notificare al Dpo il Data Breach entro 24 ore dal momento in cui la violazione viene rilevata, mediante comunicazione mail o pec.

Il Dpo si impegna ad indagare sul Data Breach e adottare le opportune misure di sicurezza volte alla mitigazione degli effetti e alla minimizzazione di eventuali danni derivanti dal Data Breach.

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