LA RIORGANIZZAZIONE

Tim, braccio di ferro per la poltrona di Gubitosi

Se il manager non dovesse fare un passo indietro Vivendi dovrà per forza di cose rinunciare a uno dei suoi consiglieri per fare spazio a Labriola. Il 17 dicembre il cda: sul tavolo il dossier Kkr e il contratto con Dazn per il quale sarebbe stata chiesta una rimodulazione al ribasso

09 Dic 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

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Se l’ex amministratore delegato di Tim, Luigi Gubitosi, non dovesse fare un passo indietro, Vivendi dovrà per forza di cose rinunciare a uno dei suoi consiglieri per fare spazio a Pietro Labriola candidato ad assumere l’incarico di amministratore delegato.  Questa la partita in ballo in vista del cda del 17 dicembre durante il quale potrebbe essere presentata una prima valutazione del dossier Kkr sul tavolo degli advisor.

Bocca cucita per ora da parte di Labriola che in occasione della conferenza stampa in Brasile sull’aggiudicazione da parte di Tim Brasil, con Telefonica e Claro, di gran parte delle licenze 5G nel Paese sudamericano, ha declinato ogni commento sulla manifestazione di interesse da parte del fondo americano.

Labriola nomina le prime linee

Intanto però il neo direttore generale sta già procedendo sul fronte della squadra: nominate le prime linee e riviste alcune funzioni con accorpamenti di responsabilità. La funzione Chief Technology & Operations Officer confluisce nella nuova funzione Chief Network, Operations & Wholesale Office affidata a Stefano Siragusa, che assume il ruolo di Deputy del Direttore Generale. Esce di scena, dunque, il Cto Nicola Grassi. Ed esce di scena anche Carlo Nardello, Business Development & Transformation Officer: la nuova funzione Chief Strategy & Business Development Office viene affidata ad interim a Claudio Ongaro (QUI TUTTE LE NUOVE NOMINE).

Operazione Dazn, si va verso rimodulazione del contratto

Il dossier Opa non sarà l’unico sul tavolo dell’ultimo cda convocato prima della pausa natalizia: all’esame anche l‘operazione Dazn. secondo Il Sole 24 Ore, Tim potrebbe chiedere uno sconto di 60-80 milioni annui al suo partner per compensare i risultati non soddisfacenti sul fronte abbonamenti. E non è escluso il ricorso alle vie legali in caso di assenza di una rimodulazione del contratto.

Fibercop, i dossier sul tavolo di Agcom e Antitrust

È attesa intanto per fine mese la decisione Agcom sull’offerta di coinvestimento sottoposta da Fibercop, la società guidata da Carlo Filangieri. Il documento dovrà poi essere sottoposto al vaglio della divisione Reti della Commissione Ue per il parere finale. Contemporaneamente è atteso il parere dell’Antitrust italiano sugli accordi stipulati fra Tim, Kkr, Fastweb e Tiscali: l’Authority è chiamata a valutare eventuali profili concorrenziali anche se Tim ha già proposto una serie di rimedi. A seguito del verdetto dell’Antitrust il dossier dovrà poi andare in consultazione. Le due partite dovrebbero chiudersi, secondo gli auspici di Fibercop, entro il primo trimestre del 2022.

Vanno intanto avanti gli accordi di co-investimento: siglato oggi quello con Netoip che utilizzerà la rete di accesso secondaria in fibra ottica per sviluppare il mercato dell’accesso Fiber-to-the-Home su 9 comuni delle Marche e su altri comuni delle regioni Calabria, Sicilia e Sardegna. L’accordo fa seguito a quelli siglati nei giorni scorsi con AfinnaOne – che utilizzerà la rete di accesso secondaria in fibra ottica fino alle abitazioni di FiberCop secondo il modello ‘accesso all’armadio ottico’, basata sull’acquisto, in modalità Iru a 20 anni, di apparati dell’infrastruttura in fibra dedicata-  e con Connectivia – che utilizzerà, in 6 comuni della Campania, la rete di accesso secondaria in fibra ottica fino alle abitazioni.

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