SCENARI

Tlc, in Europa si prospetta una stagione di consolidamento

La previsione del ceo di Telefonica Álvarez-Pallet: “Non ha più senso la presenza di centinaia di operatori”. Ma per competere con i colossi del digitale serviranno regole sulla concorrenza che agevolino gli investimenti

26 Giu 2020

Patrizia Licata

giornalista

L’industria delle telecomunicazioni si prepara a una stagione di consolidamento: lo afferma José María Álvarez-Pallete, presidente e ceo di Telefonica, in un’intervista col Financial Times. La spinta all’attività M&A sarà data, secondo il numero uno della telco spagnola, dall’allentamento delle restrizioni sulle fusioni tra aziende telecom decretata dalla recente sentenza della Corte generale europea, che ha dato ragione a CK Hutchisone ribaltato la decisione della Commissione Ue che nel 2016 aveva bloccato l’offerta di 10,3 miliardi di sterline fatta da Three Uk per l’acquisto di O2 Uk da Telefonica.

Il via libera ottenuto dalla stessa Telefonica per la fusione della sua filiale britannica O2 con Virgin Media di Liberty Global e il proposto takeover da parte del private equity della sua concorrente spagnola MasMovil sono, afferma Álvarez-Pallete, il segnale che il settore si muove e che c’è un valore “nascosto” nelle aziende europee delle telecomunicazioni che verrà liberato dalle operazioni di mercato.

La vera competizione è con i colossi digitali americani

“Penso che le regole sulla concorrenza saranno interpretate in modo diverso”, ha dichiarato Álvarez-Pallete riferendosi alla sentenza della Corte generale dell’Ue. La decisione sul caso O2- K Hutchison è importante perché ribalta l’argomento chiave della Commissione europea che sostiene che ridurre il numero di attori telecom su un mercato nazionale va contro la concorrenza e l’interesse dei consumatori.

Ma, argomenta il ceo di Telefonica, “io non competo solo con i player tradizionali, competo anche con WhatsApp, con Facebook, anche con FaceTime. I tempi sono cambiati: “Non ha senso che ci siano centinaia di operatori telecom in Europa”, prosegue Álvarez-Pallete osservando che i grandi mercati di Usa e Cina ora hanno solo tre grandi player. Il numero uno di Telefónica parla senza mezzi termini: le regole dell’Ue sulla concorrenza hanno fatto crollare i ritorni delle aziende europee e reso più difficile investire e tenere testa ai colossi americani.

Telefonica pronta all’M&A

Ora però “Qualcosa sta cambiando in Europa e nel panorama delle telecom”, ha proseguito Álvarez-Pallete, e Telefonica si aspetta di giocare un ruolo da protagonista nel nuovo boom dell’M&A.

Il colosso spagnolo, fortemente indebitato e esposto alle fluttuazioni monetarie, è uno dei gruppi telefonici più impattati dalle restrizioni alle fusioni e acquisizioni imposte dalla Commissione europea e dagli uffici Antitrust guidati da Margrethe Vestager. Il valore di mercato di Telefonica si è ristretto a 23 miliardi di euro da circa 70 miliardi cinque anni fa. La capitalizzazione di mercato complessiva delle aziende dell’intero settore Tlc è crollato del 75% dal 2000 e il valore aggregato è oggi di 300 miliardi di euro, secondo i dati di Morgan Stanley.

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Morgan Stanley ha descritto il mercato telecom europeo come uno dei più deflazionari al mondo, col prezzo medio di un gigabit di data che scende del 33% l’anno a causa della regolamentazione dei prezzi e mancanza di consolidamento. “La deflazione sta completamente cancellando gli effetti di un traffico e volume di dati molto sostenuto portando a una crescita negativa del fatturato”, ha dichiarato l’analista Emmet Kelly.

Álvarez-Pallet riconosce tuttavia che lo stop all’accordo fra O2 e Three Uk imposto dalla Commissione europea si è alla fine rivelato favorevole per Telefonica, che ha ottenuto un accordo ancora più vantaggioso col merger con Virgin Media perché chiuso a una “valutazione nettamente più alta” rispetto a quella del 2015.

Spagna e Scandinavia i primi mercati “papabili” per il consolidamento

La commissaria Antitrust dell’Ue Vestager si è opposta a ogni operazione di consolidamento nella sua Danimarca proprio per timori legati alla riduzione della concorrenza e a un aumento dei prezzi per i consumatori. Ciò avrebbe fatto saltare il progetto di fusione fra Telia e Telenor che le due aziende hanno accarezzato nel 2015. Ora la situazione sembra più favorevole alle due telco scandinave.

La Spagna, che ha addirittura cinque operatori telecom attivi, è un altro potenziale candidato per operazioni di consolidamento, soprattutto dopo che MasMovil, il nuovo entrante che sta rapidamente guadagnando quote di mercato, ha acconsentito ad essere acquisito da tre grandi fondi di investimento effettuando il delisting dalla Borsa. Questo ha portato gli analisti a ipotizzare una vicina alleanza tra MasMovil e Vodafone oppure Orange, per ridurre la guerra dei prezzi sul mercato iberico.

La sentenza della Corte di giustizia europea ha ridato fiducia alle telco. Anche laddove queste aziende non credevano fattibile puntare al merger adesso potrebbero tentare un deal”, ha commentato sul Financial Times Sara Ashall dello studio legale Shearman & Sterling a Bruxelles.

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