DECRETO CONCORRENZA

Tlc, scoppia il caso servizi Vas. AssoCsp: “Servono regole chiare, provider considerati capro espiatorio”

In una lettera a CorCom l’associazione punta il dito contro la distinzione netta fra Vas e carrier billing auspicata dalle telco. E chiede l’avvio di un tavolo in Agcom con tutti gli stakeholder per la definizione di un percorso condiviso senza barring preventivo. “Basta con operazioni di screditamento”

16 Feb 2022

Mi Fio

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Avviare con l’Agcom un percorso condiviso e partecipato da tutti gli stakeholder, inclusi gli Ott e gli operatori di Tlc, che porti alla “definizione di regole chiare e precise per la fruizione dei servizi Vas in direct carrier billing senza alcun barring preventivo”: questo l’appello di AssoCsp, l’Associazione dei Content e Service Provider.

In una lettera a CorCom, la presidente dell’associazione Chiara Caimmi evidenzia le criticità sul cammino, partendo da quanto sostenuto da WindTre in occasione di un’audizione in Senato nei giorni scorsi sul Decreto Concorrenza. “L’operatore ha evidenziato che la mancata differenza tra Vas e carrier billing rischia di diventare un unicum a livello mondiale con tutta una serie di criticità operative. Al riguardo, AssoCsp ritiene che le disposizioni inserite nel Ddl Concorrenza non rappresentano una novità sotto il profilo della gestione dei servizi che possono essere fruiti dagli utenti mediante l’addebito sul credito telefonico”.

Sebbene a livello europeo tali termini possono essere distinti – spiega l’associazione – intendendosi con Vas i servizi offerti tramite telefonate vocali o messaggi di testo e con direct carrier billing il pagamento tramite credito telefonico per l’acquisto di beni o servizi in Italia, da diverso tempo, entrambi i termini sono connotati da interdipendenza – spiega l’associazione sottolineando che “i servizi Vas, da più di 10 anni, possono essere acquistati direttamente con il credito telefonico quindi mediante direct carrier billing”. Da qui l’opposizione a quanto sostenuto da WindTre: “Si alimenta l’idea che i Vas siano in antitesi al direct carrier billing, con una connotazione negativa, peraltro supportata da tutti gli operatori che in realtà non parrebbero essere stati in grado di raccogliere il previo consenso dell’utente né di risolvere i problemi presenti nella catena del valore del mercato, dove diversi attori responsabili della compliance erano in palese conflitto di interessi visti i molteplici ruoli ricoperti”, sottolinea l’associazione denunciando che “gli operatori hanno interrotto qualsiasi relazione con i Csp, con i quali hanno lavorato dall’anno 2000 e, di fatto, avallato la proposta regolatoria di introdurre il barring. Con l’espressione direct carrier billing gli operatori stanno provando a dare un nome nuovo – e di conseguenza nuove regole – ad un settore già definito e regolamentato, quale quello dei Vas”.

Secondo AssoCsp il decreto Concorrenza parla chiaro prevedendo che “è fatto obbligo ai soggetti gestori dei servizi di telefonia e di comunicazioni elettroniche, ai fini dell’eventuale addebito al cliente del costo di servizi in abbonamento offerti da terzi, di acquisire la prova del previo consenso espresso del medesimo” ossia “si cristallizza quanto già previsto nel Casp (Codice di Autoregolamentazione dei Servizi Premium) cioè che gli operatori telefonici sono gli unici responsabili dell’acquisizione della volontà dei clienti che fruiscono di servizi, come quelli Vas, utilizzando per il pagamento degli stessi il credito telefonico”.

L’associazione denuncia il tentativo, dunque, “di screditare i Csp, per anni relegati a capro espiatorio delle problematiche dei servizi Vas, che non solo hanno subito un grave pregiudizio economico per le suddette problematiche ma hanno perso la possibilità di operare, causa la scelta non equilibrata dell’Agcom nell’inserimento del barring, tuttora oggetto di ricorsi al Tar, e, da ultimo, si vedrebbero preclusi la possibilità di accedere al direct carrier billing, contrariamente con quanto sempre avvenuto”.

L’unicum mondiale – a cui fa riferimento WindTre – “semmai se ne volesse trovare uno, è l’implementazione in Italia del barring che, a differenza di quanto avviene nel resto del mondo, proibisce, di fatto, l’utilizzo del direct carrier billing e dei Vas”.

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