CONSOLIDAMENTO TLC

WindTre, accordo per l’acquisizione di Opnet: sprint al 5G standalone

L’operazione da 485 milioni prevede l’acquisto del 100% di una newco in cui confluiranno tutte le attività con l’esclusione di Tessellis, la ex Tiscali di cui Opnet è azionista al 59,26%. Nel “pacchetto” anche le frequenze Fwa, ossia 60 Mhz di spettro nella banda 3.5-3.7 GHz

Pubblicato il 05 Feb 2024

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OpNet nelle mani di Wind Tre. La società che ha in pancia l’ex rete Linkem “ha sottoscritto un accordo con Wind Tre per l’acquisizione, da parte di quest’ultima, dei beni e delle attività, incluse quelle di sviluppo commerciale, direttamente detenute da Opnet”, si legge in una nota. Opnet è il primo operatore in Europa ad avere sviluppato una rete nazionale 5G Stand Alone e ad aver lanciato i servizi su questa tecnologia in Italia per il mercato wholesale”.

L’perazione ha un valore di 485 milioni di euro, soggetto ad aggiustamenti.

La transazione sarà pagata in parte in contanti per coprire il debito finanziario di Opnet, i costi della transazione e altri obblighi, mentre circa 225 milioni di euro saranno potenzialmente pagati in contanti o in obbligazioni triennali emesse da CK Hucthison.

Nello specifico l’operazione verrà realizzata mediante l’acquisto da parte di Wind Tre del 100% di una società nella quale Opnet conferirà il relativo ramo d’azienda, con esclusione di Tessellis – la ex Tiscali di cui Opnet è azionista al 59,26% – e le altre società controllate o partecipate da Opnet.

Grazie all’operazione, WindTre acquisirà anche le frequenze Fwa di OpNet (60 Mhz di spettro a disposizione nella banda 3.5-3.7 GHz). Con questa dote frequenziale Wind3 potrà servire meglio i propri clienti, ma anche continuare sostanzialmente a offrire “ospitalità” agli altri operatori.

“L’operazione, soggetta ad approvazioni governative e regolamentari, vedrà nei prossimi mesi la messa in campo di tutte le azioni propedeutiche alla finalizzazione del closing – spiega ancora la nota – Durante tale periodo le due società continueranno a sviluppare i rispettivi business operando in piena e assoluta autonomia, nel totale rispetto delle regole di concorrenza”.

La rete di Opnet

OpNet, proprietaria di una infrastruttura di rete nazionale basata principalmente su frequenze licenziate che copre circa il 75% della popolazione, è un’azienda specializzata nella progettazione, realizzazione e gestione di reti di telecomunicazione per servizi evoluti focalizzati sulle esigenze del cliente finale. Offre, inoltre, soluzioni su misura per la realizzazione di processi di trasformazione digitale e automazione, in ambiti pubblici e privati.

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Fondata nel 2001 dall’imprenditore Davide Rota, la società ha operato nel mercato delle telecomunicazioni come Linkem fino a settembre 2022 per poi cambiare ragione
sociale in Opnet a valle dello scorporo societario del ramo retail e della sua recente fusione per incorporazione in Tiscali, oggi Tessellis. In esito all’operazione, perfezionatasi a luglio 2022, Opnet è l’azionista di maggioranza di Tessellis con il 59,26% delle azioni.

Il commento degli analisti

Secondo Intermonte l’operazione potrebbe impattare anche sulle tower company. “Non escludiamo qualche impatto per Inwit laddove, a valle dell’operazione, WindTre dovesse iniziare a fare efficienze, trasferendo parte degli apparti Fwa di Linkem/OpNnt dalla rete di Inwit a quella di Cellnex, che storicamente gestisce gran parte dell’infrastruttura passiva di WindTre – spiegano gli analisti – Nel corso del 2023 Linkem ha investito molto poco in nuove coperture e ha continuato a perdere quota di mercato: non escludiamo quindi che con il passaggio di controllo Opnet possa riprendere a fare investimenti e richiedere nuove ospitalità”.

L’operazione WindTre-Eqt

L’operazione Opnet cade in un momento particolare per WindTre: il 12 febbraio scadrebbe la deadline per finalizzare l’accordo con il fondo svedese Eqt relativo allo spin off della rete della compagnia controllata al 100% da CK Huchtison.

Ma i tempi rischiano di allungarsi. Come scritto da CorCom, l’operazione con il fondo svedese sarebbe stata mandata avanti senza tenere conto delle partite in essere tra WindTre e Iliad e Fastweb, con le due telco interpellate a “giochi fatti”.

La joint venture Zefiro Net con Iliad

Riguardo a Iliad il casus belli riguarda la joint venture Zefiro Net, tenuta a battesimo appena un anno fa, a gennaio 2023, quindi pochi mesi prima del deal con Eqt. La joint venture paritetica (WindTre e Iliad vantano ciascuna il 50% della newco) è stata creata per la condivisione e gestione congiunta delle infrastrutture di rete mobile (5G incluso) nelle aree meno densamente popolate d’Italia per una copertura pari al 27% della popolazione. Nel perimetro dell’accordo siglato fra WindTre e Eqt c’è anche Zefiro, alias il 50% in capo a WindTre che non si sarebbe dunque posta il problema di capire: se Iliad fosse d’accordo a mandare avanti la jv insieme con il nuovo socio Eqt e soprattutto a quali condizioni in termini di business e remunerazione, insomma senza tenere conto degli accordi pattuiti e delle relative clausole contrattuali.

Le frequenze 5G di Fastweb

Riguardo a Fastweb la questione riguarda le frequenze 5G che la telco si era aggiudicata nel 2018 per poi cederle in gestione a WindTre con relativo accordo sul pricing di accesso ai servizi: anche in questo caso Fastweb non sarebbe stata consultata preventivamente ossia alla società non sarebbero state fornite informazioni dirimenti sugli impatti della discesa in campo di Eqt.

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