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LA DECISIONE

Zte, anche il Congresso Usa depone l’ascia di guerra. Si chiude il “caso” Usa

Stralciato l’emendamento di Camera e Senato in contrasto con la decisione del Dipartimento del Commercio. L’azienda cinese pienamente operativa dal 13 luglio. Si guarda al futuro con ottimismo e determinazione. In Italia accelerazione della roadmap

21 Lug 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

La strada ora è sgombra da ogni ostacolo. Anche il Congresso americano ha deposto l’ascia di guerra e il cammino di Zte può dunque procedere senza più “timori” .

Camera e Senato Usa hanno deciso – questa la notizia circolata nelle ultime ore – di archiviare il “dossier” a seguito del pieno rispetto di tutti gli accordi presi dalla compagnia cinese con il Dipartimento del Commercio Usa. L’emendamento al National Defense Authorization Act – il voto in calendario in settimana – è stato stralciato. E da venerdì 13 luglio Zte non fa più ufficialmente parte della black list stilata dal governo Usa per ragioni di sicurezza nazionale e ha ripreso tutte le attività.

Se è vero che in base ai termini dell’accordo la compagnia cinese non potrà essere parte di progetti pubblici ossia di tipo “governativo”, sul fronte del private business sono caduti tutti i veti. Un team dedicato, istituito dal governo, si occuperà inoltre di monitorare il “comportamento” della società a garanzia ulteriore del rispetto di tutte le “clausole”. Ma la rapida riorganizzazione del management, la multa da 1 miliardo di dollari e la cauzione aggiuntiva per 400 milioni sono già state considerate risolutive della vicenda, al punto da far cadere definitivamente il “bando” che bloccava le attività dell’azienda.

Archiviato il capitolo più difficile Zte guarda avanti con fiducia. La vicenda certamente ha avuto impatti notevoli: nel primo semestre di quest’anno l’azienda ha bruciato 1 miliardo di dollari, ma all’indomani dell’annuncio della ripresa delle attività il titolo ha guadagnato il 17%. E i vertici hanno annunciato che si lavora affinché il valore della società torni ai livelli “pre-crisi.

In Italia sono molti i progetti che vedono protagonista l’azienda, in particolare sul fronte 5G. L’amministratore delegato, nonché presidente di Zte Western Europe, Hu Kun ha sottolineato che l’azienda “è consapevole dell’enorme lavoro da fare” e che “dimostrerà ancora una volta sul campo di essere perfettamente in grado di innovare l’Italia con soluzioni tecnologiche all’avanguardia e di presentare nuove soluzioni e prodotti che rilancino l’economia”.

Nei giorni scorsi è arrivata anche una nota di chiarimento in merito al contratto con Wind Tre, che ha deciso di appaltare ad Ericsson parte delle attività relative alla modernizzazione della rete Ran (ad aprile scorso la società svedese si è aggiudicata anche l’appalto per la Core Network). “Wind Tre e Zte annunciano che proseguirà la partnership tra le due società in Italia sui progetti pilota 5G e sulla modernizzazione e il consolidamento della rete mobile dell’operatore italiano” chiarisce la nota per sgombrare il campo dai misunderstanding inevitabilmente circolati in fase di “bufera”.

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