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TRADE WAR

Nessun blocco a Windows sui device Huawei: via alla licenza

Disco verde a Microsoft dal Dipartimento del Commercio americano. Molte le autorizzazioni già concesse, ma alcuni senatori Usa intimano l’alt: “I rischi per la sicurezza nazionale non sono risolti”

22 Nov 2019

Patrizia Licata

giornalista

Microsoft ha ottenuto dal governo statunitense l’autorizzazione a esportare software in Cina per venderlo a Huawei. La licenza, ha fatto sapere il colosso dell’informatica all’agenzia Reuters, è arrivata il 20 novembre  dal dipartimento del Commercio in risposta alla specifica richiesta inoltrata da Microsoft per “l’esportazione di software mass-market a Huawei”. Redmond non ha fornito ulteriori dettagli ma, secondo gli analisti sentiti da Reuters, l’autorizzazione riguarda il sistema operativo Windows.

L’amministrazione Trump ha reso noto questa settimana che consentirà ad alcuni fornitori Usa di riavviare le vendite al gigante cinese delle telecomunicazioni inserito a inizio anno nella lista nera del dipartimento del Commercio per motivi di sicurezza nazionale. Dopo il ban voluto da Donald Trump le aziende americane che vogliono vendere prodotti e servizi a Huawei devono prima ottenere un’autorizzazione. Il segretario americano al Commercio, Wilbur Ross, ha detto che il suo dipartimento ha ricevuto quasi 300 richieste per specifiche licenze. Circa metà sono state già elaborate: “Abbiamo cominciato a mandare alcune lettere di approvazione e concedere delle licenze in queste ore”, ha affermato Ross.

Boccata d’ossigeno per le aziende americane

Secondo Reuters, le licenze finora assegnate alle aziende americane che vogliono vendere a Huawei riguardano componenti per smartphone, incluse parti non elettroniche.

Il via libera all’export verso il colosso cinese delle telecomunicazioni è un sollievo per molte aziende statunitensi che l’anno scorso hanno venduto a Huawei componenti per un valore di diversi miliardi di dollari. L’arrivo delle licenze porta in generale maggiore chiarezza all’industria americana della componentistica Tlc: molte imprese attendevano un segnale dall’amministrazione Trump per capire come ricalibrare il business.

Nei giorni scorsi il dipartimento del Commercio Usa ha anche deciso di prorogare di ulteriori 90 giorni l’entrata in vigore dello “stop” definitivo alle aziende cinesi nei progetti di infrastrutturazione Tlc. Si tratta del secondo rinvio dopo quello – sempre di 90 giorni – concesso ad agosto a seguito del “ban” imposto dagli Stati Uniti contro i fornitori cinesi.

La proroga arriva a seguito del pressing delle stesse aziende Usa, che rischiano di essere penalizzate dal “ban” perché costrette a sostituire apparati e attrezzature di rete nell’ambito di progetti già in corso, in particolare quelli che riguardano la realizzazione di infrastrutture 5G nelle aree rurali.

Senatori in rivolta: rischi per la sicurezza Usa

Le concessioni del dipartimento del Commercio potrebbero servire a Trump come “merce di scambio” nei complessi negoziati con la Cina per risolvere la trade war, ma non sono piaciute ad alcuni parlamentari americani. Un gruppo bipartisan di 15 senatori ha scritto a Trump chiedendo di interrompere l’assegnazione delle licenze e fornire quanto prima al Congresso un resoconto dettagliato dei criteri usati per concedere le autorizzazioni alla vendita a Huawei: il parlamento vuole capire se persistono i rischi per la sicurezza degli Stati Uniti.

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