Bruxelles mette sul piatto 750 miliardi: digitale priorità strategica - CorCom

POST COVID-19

Bruxelles mette sul piatto 750 miliardi: digitale priorità strategica

La Commissione Ue approva il fondo per la ripresa “Next generation Eu”: si punta su transizione 4.0 e su green economy. Previsto anche un “Recovery and resilience facility” da 560 miliardi di euro e incentivi agli investimenti privati. L’esecutivo Ue reperirà le risorse sul mercato con l’emissione di bond

27 Mag 2020

Patrizia Licata

giornalista

La Commissione europea ha approvato un Recovery fund da 750 miliardi di euro per aiutare la ripresa economica dei paesi dell’Unione dopo il grave impatto del coronavirus. Sarà un fondo con un attento sguardo agli investimenti digitali e green, ha sottolineato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Il recovery fund è inserito all’interno della proposta di bilancio europeo da oltre 1 trilione di euro presentata dall’esecutivo dell’Ue con un discorso che la presidente von der Leyen ha tenuto davanti all’Europarlamento.

Per assicurare che la ripresa sia sostenibile, equa, inclusiva e giusta per tutti gli Stati membro, la Commissione europea ha proposto in realtà di creare un nuovo strumento per la ripresa post-Covid 19:  il Next  generation Eu, inserito all’interno del nuovo bilancio. La Commissione ha anche presentato la nuova versione del Work programme for  2020 che dà la priorità alle azioni necessarie per stimolare la ripresa e la resilienza dell’Europa.

“Il piano per la ripresa trasforma l’immensa sfida che ci troviamo di fronte in una opportunità non solo per sostenere la ripresa ma anche per investire nel nostro futuro: l0 European Green Deal e la digitalizzazione, che creeranno posti di lavoro e alimenteranno la crescita, la resilienza delle nostre società e la salute del nostro ambiente”, ha affermato von der Leyen.

Il Next generation Eu da 750 miliardi di euro e il potenziamento del bilancio dell’Unione porterà il totale della dotazione finanziaria per il budget Ue del periodo 2021-2027 a 1,85 trilioni di euro.

Prova di forza finanziaria e politica da Bruxelles

La Commissione emetterà bond per 750 miliardi: le risorse raccolte sul mercato saranno ripartite in 500 miliardi per le sovvenzioni e 250 in prestiti agli Stati. Le risorse saranno canalizzate attraverso i programmi Ue e ripagati nel lungo periodo tramite i bilanci futuri della Ue non prima del 2028 e non dopo il 2058. Per questo la Commissione propone una serie di nuove entrate proprie e per usare i nuovi strumenti già nel 2020 propone di emendare l’attuale quadro finanziario Ue per avere disponibilità di 11,5 miliardi di finanziamenti.

Anche nel Recovery fund proposto da Francia e Germania il centro dell’attenzione erano gli investimenti ad alto contenuto tecnologico, che sono pilastri della strategia delineata dalla presidente della Commissione von der Leyen. Ma rispetto alla proposta franco-tedesca di 500 miliardi in aiuti sotto forma di sussidi la Commissione europea ha alzato l’asticella configurando un pacchetto di misure di assoluta rilevanza sia finanziaria che politica. Per fare ciò alzerà temporaneamente al 2% il tetto delle entrate del bilancio in modo da usare la sua notazione di credito (tripla A) per reperire sul mercato 750 miliardi.

Focus su digitale e ambiente

Tre i pilastri del fondo per la ripresa. Il primo è il supporto agli Stati membro su investimenti e riforme. Questo pilastro include una nuova Recovery and resilience facility da 560 miliardi di euro che offrirà sostegno finanziario a investimenti e riforme, con un’attenzione specifica ai progetti di digitalizzazione, sostenibilità ambientale e resilienza delle economie nazionali. Questo strumento sarà integrato col semestre europeo e sarà ripartito tra sovvenzioni (310 miliardi di euro) e prestiti (250 miliardi). Ci sono inoltre 40 miliardi di euro per il Just Transition Fund per sostenere un’economia a zero impatto ambientale.

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Il secondo pilastro è l’incentivo agli investimenti privati. La Commissione propone un nuovo strumento per il sostegno della solvibilità delle imprese per mobilitare risorse private nei settori, nelle regioni e nei paesi più colpiti dalla crisi coronavirus. Potrà essere operativo dal 2020 (attraverso la Bei) con un bilancio di 31 miliardi che potrebbero generare fino a 300 miliardi con l’effetto leva. Inoltre InvestEu, lo strumento principale dell’Ue per sostenere gli investimenti, sarà portato a 15,3 miliardi per mobilitare investimenti privati in ogni settore in tutta l’Ue. All’interno di InvestEu sarà realizzata una nuova Strategic investment facility per generare investimenti fino a 150 miliardi di euro finalizzati ad aumentare la resilienza dei settori strategici, in particolare quelli legati alla transizione green e digitale.

Il terzo pilastro mira a preparare l’Europa a prossime eventuali crisi. La Commissione propone di istituire, tra l’altro, il nuovo programma sanitario EU4Health con un budget di 9,4 miliardi di euro, e di dotare Horizon Europe di 94,4 miliardi di euro per rafforzare la ricerca nel campo sanitario e ancora una volta agevolare la transizione green e la digitalizzazione dell’Europa.

Compromesso con i paesi “frugali”

La proposta dell’esecutivo Ue dovrà passare attraverso l’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri dell’Ue. Bruxelles ha sottolineato che raggiungere rapidamente l’accordo politico del Consiglio su Next generation Eu e l’intero bilancio europeo 2021-2027 entro luglio è “necessario per conferire nuovo dinamismo alla ripresa e dotare l’Ue  di un nuovo potente strumento per rimettere in moto l’economia ed essere più forti nel futuro”.

Secondo fonti della Commissione sentite da Euractiv, il modo in cui i fondi europei per la ripresa saranno spesi dagli Stati membri sarà oggetto di attento vaglio. Le richieste di accedere ai prestiti e alle sovvenzioni dovranno essere approvate dalla Commissione e dal Consiglio in modo da assicurare che i soldi siano usati davvero per “investimenti e riforme” e nelle aree  che più sono state colpite dalla crisi.

Questa misura servirebbe da compromesso con il punto di vista dei paesi cosiddetti “Frugal Four” – Austria, Danimarca, Svezia e Olanda – che sostengono che i paesi Ue del sud e dell’est non possiedano la disciplina necessaria per spendere i fondi in modo oculato e mirato.

Per questo Bruxelles ha proposto il collegamento col semestre europeo: per garantire che siano rispettate tutte le raccomandazioni che l’Ue fa specificamente per ogni paese membro e che il budget sia usato per le priorità su cui le istituzioni europee si sono accordate, a cominciare dalla transizione digitale.

Il Parlamento europeo sarà coinvolto come co-legislatore sul bilancio dell’Ue e potrà dire la sua su come i fondi sono spesi.

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