Chip, Giorgetti: “Questione strategica, incentiviamo le imprese che operano nel settore” - CorCom

LA CRISI

Chip, Giorgetti: “Questione strategica, incentiviamo le imprese che operano nel settore”

Il ministro dello Sviluppo economico accende i riflettori sul piano da 400 milioni di Stm in parte sostenuto da contributi statali. “Rafforzerà indotto e occupazione”. Il Governatore della Banca d’Italia Visco: “Italia e Germania i Paesi più colpiti da carenza seminconduttori, si troverà una soluzione ma ci vorrà tempo”. I 5Stelle: “Serve un piano industriale per spingere auto elettriche”

14 Ott 2021

Domenico Aliperto

Sull’ormai conclamata crisi dei chip Giancarlo Giorgetti ha garantito “l’attenzione massima” da parte del governo, “proprio per l’interesse nazionale che è connesso”, al comparto dell’elettronica e dell’innovazione tecnologica e “l’intenzione di assicurare a tutti coloro che sono intenzionati a investire e produrre nel settore il massimo l’accompagnamento governativo”. Così ha parlato il ministro per lo Sviluppo economico nel corso del question time che si è svolto ieri alla Camera.

Confermando “la strategicità” del comparto dell’elettronica e della microelettronica, Giorgetti ha sottolineato il particolare le difficoltà che si stanno riscontrando nella produzione dei micro chip. “Abbiamo ben conosciuto questo problema, in momenti in cui alcuni settori produttivi, penso all’automotive, che è sostanzialmente bloccato proprio per carenza semiconduttori”. Ed è la “consapevolezza della strategicità di questo settore ha condotto il governo, sia attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo sia con l’allocazione di importanti risorse del Pnrr, a incentivare e assistere le imprese che operano nel settore”.

Il ministro ha ricordato una realtà in particolare, “che costituisce un’eccellenza a livello europeo e globale”, quella della società italio-francese StMicroelectronics che ha un importante centro di produzione e di ricerca in Sicilia, nel catanese. Su questa realtà “la società ha annunciato un ulteriore investimento di 400 milioni di euro, che è assistito parzialmente e da contribuzione statale”. Un investimento che ”contribuirà a rafforzare la dimensione sia diretta che dell’indotto dell’industria, e quindi conseguentemente dell’occupazione”, garantendo “quell’autonomia strategica che dovrebbe avere l’industria nazionale ed europea in merito alla fornitura di semiconduttori. Purtroppo”, ha continuato Giorgetti, “la situazione ha subito una battuta arresto, perché la normativa europea in materia di aiuti di Stato pone la necessità dell’autorizzazione a livello comunitario di queste forme d’investimento, in particolare dell’assistenza da parte dello Stato. A questa situazione gli uffici del ministero stanno cercando di ovviare, con continue pressioni e pressing a livello comunitario”.

Visco: “Per una soluzione occorrono mesi”

I problemi nelle forniture di semiconduttori “sono una questione cruciale che colpisce in particolare paesi come la Germania, ma anche l’Italia: si troverà una soluzione ma ci vorrà qualche mese per adeguare l’offerta a una domanda che è cresciuta molto più di quanto previsto”, ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in conferenza stampa al termine del meeting dei Ministri delle finanze e dei Governatori delle banche centrali nell’ambito del G20.

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Movimento 5 Stelle: “Serve un piano industriale”

“I cittadini che scelgono le auto elettriche per i propri spostamenti sono in crescita costante e la mobilità a zero emissioni si sta dimostrando uno strumento fondamentale per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione. Per questo è prioritario intervenire contro la ‘crisi dei semiconduttori’, quei materiali che si utilizzano per realizzare le componenti di base dei chip e che sono sempre più importanti nel settore automobilistico”. Così in una nota Luca Sut e Giuseppe Chiazzese deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Attività produttive della Camera. “Con un’interrogazione depositata a Montecitorio”, proseguono, “chiediamo al Ministero dello Sviluppo economico di salvaguardare l’operatività della filiera automotive. La mancanza di microchip danneggia, in particolare, il percorso verso l’elettrificazione del comparto automobilistico colpendo le materie prime fondamentali per il funzionamento delle e-car che sempre più richiedono un gran numero di metalli difficili da reperire e considerati per questo ‘rari’. In questi mesi molte case automobilistiche sono state costrette a chiudere per periodi più o meno lunghi numerose fabbriche proprio perché mancavano i microchip”.

“Nel piano che servirà per alleggerire la dipendenza di compenti dai Paesi asiatici un ruolo importante sarà ricoperto dalla gigafactory di Stellantis a Termoli e bisognerà garantire tutto il supporto necessario a questa operazione. L’Italia ha tutte le potenzialità per diventare un polo di ricerca e sviluppo, oltre che di produzione delle batterie, in grado di realizzare accumulatori sempre più innovativi e pensati in chiave circolare. Garantire gli approvvigionamenti di microchip significa anche agevolare il processo di riconversione della filiera produttiva verso l’elettrico”, hanno concluso i due deputati.

E Cnh chiude diversi impianti in Europa

Nel frattempo le conseguenze della crisi continuano a farsi sentire. Cnh Industrial chiuderà temporaneamente diversi dei propri siti produttivi di macchine agricole, veicoli commerciali e sistemi di propulsione in Europa, a causa delle interruzioni alla catena di fornitura e della carenza di componenti chiave, in particolar modo semiconduttori. È la stessa azienda a comunicarlo con una nota, in cui si sottolinea che la società “rivede costantemente i propri piani di produzione per rispondere a questo contesto altamente volatile e programma di chiudere gli impianti interessati per non più di otto giorni lavorativi nel mese di ottobre”. Cnh Industrial, inoltre, “rimane costantemente impegnata a ottimizzare le operazioni produttive al fine di rispondere alla continua forte domanda e servire al meglio i propri concessionari e clienti”.

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