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Cloud, per Google prima region in Africa. Parte la rincorsa a Aws e Microsoft

Stimati un contributo di oltre 2,1 miliardi di dollari all’economia del Paese e la creazione di oltre 40.000 posti di lavoro entro il 2030. L’iniziativa fa parte dell’investimento da 1 miliardo di dollari per spingere la digitalizzazione del Continente. La sede in Sudafrica dove sono già presenti i due competitor

05 Ott 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Google ha annunciato la sua prima cloud region africana, con  sede nello Stato del Sudafrica. L’iniziativa fa parte di un investimento di 1 miliardo di dollari in cinque anni nel continente e va incontro alle esigenze di cittadini e imprese dei Paesi africani che hanno approvato leggi sulla data sovreignty che obbligano a tenere i dati nella nazione di residenza.

“Stiamo dando a clienti e partner più scelta: potranno decidere dove conservare i dati e dove vogliono che risieda il loro servizio cloud”, ha affermato Niral Patel, direttore di Google Cloud Africa.

Google cerca anche di recuperare terreno rispetto ad Amazon web services (Aws) e Microsoft Azure, che hanno fatto già il loro ingresso nel continente. Alla sede in Sudafrica potranno fare seguito nuovi siti se la domanda lo consentirà, ha fatto sapere Google.

Google sfrutta il suo cavo sottomarino Equiano

I Paesi africani hanno leggi diverse sulla sovranità dei dati. Alcuni, come la Nigeria, obbligano a tenere i dati sul territorio nazionale e ciò aumenta la domanda di data center servizi cloud regionali flessibili per l’intero continente. 

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Google stima che la sua cloud region in Sudafrica contribuirà per oltre 2,1 miliardi di dollari all’economia del Paese e sosterrà la creazione di oltre 40.000 posti di lavoro entro il 2030.

Google sta anche costruendo siti di interconnessione cloud dedicati (che collegano le reti on-premise degli utenti alla rete di Google), a Nairobi (Kenya), Lagos (Nigeria) e Sudafrica (Capetown e Johannesburg), in modo da fornire funzionalità cloud su vasta scala per i suoi clienti e partner in Africa.

Il colosso americano sfrutterà il suo cavo sottomarino privato, Equiano, che collega l’Africa e l’Europa per alimentare i siti. Equiano è in fase di sviluppo dal 2019 e finora conta su quattro punti di approdo, in Togo, Namibia, Nigeria e Sudafrica.

Google espande le cloud region

Il Sudafrica si unisce alla rete globale di Google composta da 35 regioni cloud e 106 zone in tutto il mondo. L’annuncio segue il recente lancio delle regioni cloud in Malesia, Thailandia e Nuova Zelanda.

La decisione di istituire una regione in Sudafrica è stata guidata dalla domanda di servizi cloud e dal potenziale del mercato africano. Google è pronta ad aprire datacenter in più mercati in Africa man mano che la domanda per i suoi prodotti sale. I suoi primi utilizzatori includono grandi aziende e società di e-commerce come TakeAlot del Sudafrica e Twiga del Kenya.
Con il lancio di Google il Sudafrica ora ospita i quattro principali fornitori di cloud storage nel continente, includendo anche Microsoft, Aws e Oracle.

La competizione sui servizi cloud in Africa

Microsoft è stata pioniere con il lancio di due regioni cloud in Sudafrica nel 2019: Città del Capo e Johannesburg (solo la regione cloud in quest’ultima rimane attiva). Amazon ha seguito l’esempio nel 2020, portando i suoi data center Aws in Sudafrica attraverso Città del Capo. Oracle ha stabilito il suo data center a Johannesburg quest’anno.
In risposta al fatto che Google si trovi a competere con altri attori del cloud storage, Patel e Nitin Gajria, ceo di Google Africa, hanno assicurato che c’è spazio per tutti: ogni fornitore si occupa di ampliare l’ecosistema Internet in Africa attraverso i suoi data center piuttosto che rivaleggiare  sulle quote di mercato.
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