Coronavirus, stop di Amazon ai farmaci "fake" - CorCom

DISINFORMAZIONE

Coronavirus, stop di Amazon ai farmaci “fake”

Verranno rimossi dal sito di e-commerce tutti i prodotti spacciati come rimedi contro il virus: dai disinfettanti alla vitamina C. Potranno tornare in vendita solo a patto che rispettino le indicazioni della Fda Usa

21 Feb 2020

L. O.

“Questo prodotto riporta informazioni mediche sul coronavirus non approvate dalla Food & Drug Administration. La politica di Amazon ne vieta la vendita”. E’ questo il senso del messaggio che l’azienda guidata da Jeff Bezos sta inviando ai venditori di terze parti che sulla vetrina online promuovono “fake news sanitarie”: false indicazioni di prodotti farmaceutici, dalle vitamine ai disinfettanti, spacciati come terapeutici per la cura del virus che a oggi ha contagiato 75mila persone.

L’operazione “pulizia” è frutto dell’incontro che si è tenuto presso gli uffici di Menlo Park, California, fra Amazon e l’Organizzazione mondiale della sanità per discutere le strategie di prevenzione della disinformazione sul coronavirus, riporta Cnbc. Obiettivo la rimozione dal mercato online dei falsi farmaci.

E’ sufficiente digitare “coronavirus” sui siti di Amazon per ottenere liste di prodotti spacciati per antivirali o libri che fomentano la paura del virus.

Rimosse dagli elenchi anche le mascherine chirurgiche pubblicizzate come rimedi per svitare il contagio. I venditori potranno tornare a vendere i loro prodotti solo a patto che vengano eliminate le false “indicazioni mediche”.

Spray, detergenti e libri

In realtà, nonostante le misure che l’azienda sta mettendo in atto, sono ancora molti i prodotti in vendita che “cavalcano” l’onda della paura: fra gli altri, spray disinfettanti e detergenti che affermavano di “uccidere” il coronavirus. Anche sul sito italiano.

Nonostante la vetrina di e-commerce rappresenti oltre la metà delle vendite di Amazon, i prodotti esposti stanno finendo spesso nel mirino per accuse di contraffazione, alimenti scaduti e non sicuri. L’azienda replica dichiarando di effettuare pesanti investimenti per prevenire la vendita di prodotti contraffatti: “Tolleranza zero per chi viola le nostre politiche”.

L’incontro con l’Oms

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Oltre ad Amazon, all’incontro con l’Oms hanno partecipato anche Facebook, Google, Twitter, YouTube, tra i più grandi, ma anche una dozzina di altre società. Il principale argomento di discussione è stato il modo in cui le aziende stanno lavorando per ridurre la diffusione della disinformazione. Andy Pattison dell’Oms ha detto che il “tono sta cambiando”, dato che Big del tech stanno iniziando a farsi avanti per combattere le notizie false sul coronavirus. Pattison ha detto che durante la riunione si è offerto di aiutare le aziende a controllare le informazioni che loro o i loro utenti pubblicano, piuttosto che affidarsi a terzi non competenti sull’argomento.

“Twitter, YouTube e altri siti di social media sono ancora inondati di disinformazione: una vera “infodemia””, ha detto Pattison. L’incontro comprendeva anche spazio per la discussione sulla preparazione alle catastrofi in generale e sui modi per diffondere informazioni accurate ai consumatori.

Corcom ha pubblicato da tempo l’unica mappa con dati ufficiali sulla diffusione del Coronavirus nel mondo.

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