Dazn, stretta sui "furbetti": nuove regole per l'uso dei dispositivi - CorCom

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Dazn, stretta sui “furbetti”: nuove regole per l’uso dei dispositivi

Secondo indiscrezioni la piattaforma sarebbe pronta a limitare l’accesso ai contenuti in contemporanea, fatti salvi i nuclei familiari, per evitare che un unico abbonamento sia usato da utenti non paganti

09 Nov 2021

Stop alla “concurrency”. Dazn pronta a cancellare la possibilità di vedere contemporaneamente lo stesso contenuto sue due utenze collegate a uno stesso abbonamento. La pratica degli abbonamenti in condivisione, insomma. A quanto risulta al Sole 24 Ore, la piattaforma guidata in Italia da Veronica Diquattro (che è anche nel board del Gruppo 24 Ore) vuole fermare l’accesso a due device che si trovano a distanza l’uno dall’altro. Se ci si trova collegati alla stessa rete fissa
si potrà continuare.

Un “problema” soprattutto per gli abbonati alla Serie A. Dazn replica alle indiscrezioni con un “no comment”.

“Il “due al posto di uno” è però in procinto di lasciare la scena – scrive il quotidiano – E sarebbero infatti in partenza le comunicazioni agli abbonati che devono essere informati per avere la possibilità di esercitare il recesso, entro 30 giorni”.

La novità dovrebbe andare a regime a partire da metà dicembre, mettendo la parola fine a una possibilità, che per gli abbonati Dazn era finora prevista al punto 8.3 delle condizioni di utilizzo.

Sulle modalità ancora non vi sono certezze ma la piattaforma punta a salvare i nuclei familiari per i quali la multivisione in contemporanea sarà comunque garantita.

La mossa “viene considerata anche nell’interesse della Lega Serie A e dei presidenti dei club, perché in questo modo si colpisce l’utilizzo fraudolento degli accessi – a settembre erano oltre il 20% del totale – a Dazn e si arresta un fenomeno che, nei fatti, riduce il valore dei diritti”. Ma è figlia anche del semi-flop degli abbonamenti, che sarebbero sotto i 700mila abbonati per Tim e intorno agli 1,2 milioni per Dazn, almeno stando ai numeri generali anticipati dal Sole 24 Ore.

Ieri il presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino ha utilizzato toni distensivi su Dazn dopo le polemiche che hanno accompagnato le prime giornate di campionato trasmesse dalla piattaforma di streaming, e dimostra fiducia sul prosieguo della collaborazione che vedrà tutti i match del campionato trasmessi online fino al 2024, sette in esclusiva e tre in coesclusiva con Sky.

“Nelle ultime giornate di campionato si sono registrati miglioramenti sensibili – afferma ai microfoni di “la Politica nel Pallone” di Gr Parlamento – Il lavoro sta andando nella giusta direzione. Ogni giornata avrà le sue sfide, la struttura di Dazn dovrà mantenere le performance giorno dopo giorno. E’ quello che ci aspettiamo. Dopo gli interventi e i colloqui avuti ci sembra che si sia presa una buona strada – ha aggiunto – Speriamo che questo continui nei prossimi mesi”.

Il nodo audience

Il tema degli abbonamenti in multiuso è legato anche alla questione della misurazione dell’audience. Nelle scorse settimane in audizione in Lega Serie A dei vertici di Dazn il tema principale all’ordine del giorno è stato quello della rilevazione dell’audience dei match del massimo cmapionato trasmessi dalla piattaforma di streaming. Un argomento rispetto al quale, dopo le polimiche che si erano registrate nelle ultime settimane e l’istruttoria aperta da Agcom il 15 settembre, i toni sembrano più distesi e improntati alla collaborazione.

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“Ci teniamo a sottolineare che, oltre a lavorare con i nostri partner e con i principali operatori del mercato – ha detto Dazn in quell’occasione – siamo assolutamente disponibili, in questo momento di transizione tecnologica e relativa alla misurazione dell’audience, a un dialogo costruttivo e costante con tutti gli stakeholders del mercato”.

Il riferimento, seppure non esplicito, è ad Auditel e Upa, Utenti pubblicità associati, con quest’ultima che aveva a più riprese in passato avanzato le proprie perplessità sui criteri adottati da Dazn per misurare gli ascolti. Si tratterebbe, in ogni caso, almeno per quanto riguarda Auditel, di una ripresa di un confronto che già era iniziato nei mesi scorsi con alcuni contatti preliminari che poi però non avevano avuto seguito.

Fuori dall’ordine del giorno sono invece rimasti alcuni temi “caldi”, come l’estensione delle trasmissioni in digitale terrestre e l’eventualità di mettere in piedi una nuova gara per l’assegnazione dei diritti degli highlight delle partite.  Al momento Dazn dispone di un canale di backup sul digitale terrestre che mette a disposizione le immagini delle partite (almeno di una quando se ne giocano diverse in contemporanea) nelle aree bianche, quelle cioé dove la connessione non è sufficientemente performante per consentire lo streaming. Alla luce delle difficoltà di trasmissione che si sono registrate nelle prime giornate di campionato, l’ipotesi che circolava era quella della possibilità di estendere questa modalità di trasmissione “in parallelo” allo streaming su una porzione più ampia di territorio.

“Siamo soddisfatti del clima di collaborazione riscontrato oggi con la maggioranza dei club presenti all’Assemblea di Lega Serie A – proseguiva la nota di Dazn – Anche alla luce della stabilità della performance riscontrata negli ultimi weekend, abbiamo avuto modo di chiarire ulteriormente i temi legati alla misurazione dell’audience e i risultati ottenuti in queste prime giornate di campionato”.

“Il mercato – spiegava la piattaforma di streaming – sta dando fiducia all’offerta di Dazn registrando un incremento dell’audience di oltre il 10%, rispetto alla stagione 2019/2020, l’ultima pre-pandemia; trend che si dimostra ulteriormente in crescita e che fa prevedere un ulteriore rialzo del 20% nel prosieguo del campionato. Questo dato positivo è confermato anche dall’aumento, oltre il 10%, del numero totale di aziende che stanno investendo sul prodotto Serie A – sottolinra Dazn – in linea con un incremento già registrato di oltre il 10% di introiti pubblicitari sul girone d’andata, trend che conferma la coerenza della performance tra dati, audience e revenue”.

Codacons valuta esposto

La decisione di Dazn di bloccare a partire dalla metà di dicembre gli abbonamenti “multiuso” finisce all’attenzione dell’Agcom e dell’Antitrust. Il Codacons ha deciso
infatti di presentare un esposto all’Autorità per le comunicazioni e a quella per la concorrenza affinché si accerti la correttezza dell’operato della società.
“Se sarà confermata la decisione di Dazn di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali e bloccare l’accesso ai contenuti in contemporanea da due device, si potrebbe profilare un danno per quegli utenti che hanno attivato abbonamenti sulla base di condizioni su cui ora Dazn fa marcia indietro -spiega il Codacons -Se da un lato è comprensibile l’esigenza di combattere la pirateria, dall’altro è innegabile che modificare le regole del gioco dopo che gli utenti hanno accettato le condizioni proposte dalla società e siglato gli abbonamenti potrebbe configurare una violazione delle norme civilistiche e del Codice del Consumo, con una conseguente lesione dei
diritti dei consumatori”.

Per tale motivo il Codacons annuncia un esposto ad Agcom e Antitrust, affinché aprano una istruttoria sul caso e, se confermata la decisione di Dazn, accertino la correttezza dell’operato della società sanzionando qualsiasi violazione delle disposizioni in tema di
contratti.

In campo anche la politica. “Indiscrezioni circa le modifiche contrattuali che unilateralmente Dazn intenderebbe applicare rappresentano se confermate l’ennesima violazione dei diritti dei consumatori della cui difesa anche il Governo
non puo’ sottrarsi- dice la parlamentare di Fratelli d’Italia, Augusta Montaruli – Assisteremmo peraltro contestualmente ad una palese violazione delle regole anche di concorrenza da un lato e ad una palese compromissione dei diritti degli
abbonati. Per questo presentero’ un’interrogazione parlamentare dando forza alle legittime osservazioni delle associazioni dei consumatori che non possono rimanere
inascoltate alla luce anche del fatto che non siamo difronte al primo episodio discutibile nella condotta di Dazn”.

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