Elettronica, 2020 annus horribilis. Anie confida nel Recovery Fund - CorCom

GLI EFFETTI DELLA PANDEMIA

Elettronica, 2020 annus horribilis. Anie confida nel Recovery Fund

Calo di fatturato nei primi sei mesi per il 71% delle aziende del comparto rappresentate dalla Federazione di Confindustria. Lievi spiragli nel secondo semestre. Il presidente Busetto: “Ora più che mai occorrono competenze, tecnologie, risorse e volontà politica”

13 Ott 2020

Veronica Balocco

Calo di fatturato per il 71% delle imprese consociate. E’ lo sconfortante dato che fotografa l’andamento nel primo semestre dell’anno per la Federazione Anie, l’associazione di Confindustria che rappresenta tutta l’industria elettrotecnica ed elettronica nazionale con le tecnologie per i quattro settori strategici: trasporto ferroviario, energia, building e industria. Il dato, relativo al confronto con il semestre dell’anno precedente e frutto delle rilevazioni dell’Osservatorio sul mercato delle tecnologie della Federazione Anie, è ovviamente dovuto all’impatto “devastante” della pandemia.

Occupazione stabile e lievi segnali di ripresa nel secondo semestre

Lievi spiragli di positività si respirano invece sulle stime sul secondo semestre dell’anno, che intercettano la riapertura delle attività successiva al lockdown. Secondo l’indagine, scende infatti al 33% la quota delle aziende che dichiarano un’ulteriore flessione del fatturato. Sul fronte occupazionale emergono segnali di stabilità su entrambi i semestri per oltre il 70% delle imprese.
Va comunque detto che la lieve ripresa sul secondo semestre non attenua le pesanti perdite attese in chiusura d’anno: il 71% delle imprese del campione stima sull’intero anno 2020 un calo del fatturato (calo a due digit per il 40% delle aziende).
I ragionamenti sull’impatto dell’emergenza sanitaria, in ogni caso, non si fermano qui. Con l’arrivo della pandemia, il 65% delle imprese vede infatti la necessità di ripensare l’attività lavorativa e prevede investimenti in nuove tecnologie digitali. In un’ottica di più lungo periodo, il 70% delle imprese Anie ha compreso di dovere investire in tecnologie digitali anche oltre l’emergenza.

Quattro proposte per il Governo: “Attenzione all’industria diventi priorità”

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Dalla Federazione, alla luce di questi dati, arrivano quattro proposte rivolte al governo: riportare al primo gradino della priorità nazionale l’attenzione sull’Industria; utilizzare risorse significative del Recovery fund per favorire il processo di digitalizzazione; convogliare velocemente verso il settore delle costruzioni il processo di digitalizzazione che ha interessato il settore industriale; decarbonizzare il settore energetico; puntare sui sistemi European Rail Traffic Management System, sistema di trasporti interoperabile a livello europeo, in grado di migliorare sicurezza, prestazioni, affidabilità, puntualità e di ridurre i costi di manutenzione.

Busetto: “Favorire la trasformazione digitale”

“Ora più che mai occorrono competenze, tecnologie, risorse e volontà politica. Le risorse oggi ci sono: i 209 miliardi del Recovery Fund ci offrono un’occasione unica di completare la trasformazione digitale del nostro paese – ha affermato il presidente di Anie, Giuliano Busetto, nel corso dell’assemblea della Federazione di Confindustria -. Chiediamo vengano spesi secondo un disegno di politica industriale teso a favorire le tecnologie che abilitano la trasformazione digitale delle imprese italiane. La pandemia – ha aggiunto – ha messo in evidenza l’importanza della digitalizzazione in tutti gli ambiti della nostra vita. Le imprese Anie forniscono tecnologie che vengono impiegate ovunque dalla casa all’industria, dai trasporti alle infrastrutture energetiche e di comunicazione. Queste tecnologie abilitanti la transizione digitale, sono loro stesse elemento imprescindibile nella generazione e trasmissione di dati”.

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