Euro digitale, entra nel vivo il progetto della Bce: 24 mesi per studiare la misura - CorCom

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Euro digitale, entra nel vivo il progetto della Bce: 24 mesi per studiare la misura

Via alla fase di indagine: lavori in sinergia con Europarlamento e stakeholder. La moneta in bit sarà una valuta centralizzata gestita da intermediari regolati e non sostituirà il cash. Lagarde: “Si cambia marcia”

14 Lug 2021

Patrizia Licata

giornalista

Entra nel vivo il progetto dell’euro digitale: il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha avviato la fase d’indagine per la valuta in bit. Dopo la decisione il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, si è unito alla riunione e ha espresso il suo pieno sostegno al progetto, si legge nella nota della Bce.

La fase d’indagine durerà 24 mesi e servirà ad affrontare le questioni chiave riguardanti la progettazione e la distribuzione. Un euro digitale, sottolinea la Bce, deve essere in grado di soddisfare le esigenze degli europei e allo stesso tempo aiutare a prevenire attività illecite ed evitare qualsiasi impatto indesiderato sulla stabilità finanziaria e la politica monetaria.

L’indagine non condiziona una futura decisione sull’eventuale emissione di un euro digitale, che verrà solo in seguito. In ogni caso, un euro digitale completerebbe il contante, non lo sostituirebbe.

Lagarde: La moneta digitale più sicura è quella della Bce

“Sono passati nove mesi da quando abbiamo pubblicato il nostro rapporto sull’euro digitale. In questo lasso di tempo abbiamo condotto ulteriori analisi, chiesto il contributo di cittadini e professionisti e condotto alcuni test, con risultati incoraggianti. Tutto questo ci ha portato a decidere di fare un passo avanti e avviare il progetto dell’euro digitale”, dice la presidente della Bce Christine Lagarde. “Il nostro lavoro mira a garantire che nell’era digitale i cittadini e le imprese continuino ad avere accesso alla forma più sicura di denaro, quella della Banca centrale”.

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La Bce lavorerà insieme al Parlamento europeo e ad altri decisori europei e li informerà regolarmente sugli esiti dell’indagine, ha fatto sapere Fabio Panetta, membro del consiglio della Bce e presidente della task force di alto livello sull’euro digitale. Anche i cittadini, i commercianti e l’industria dei pagamenti saranno coinvolti nei lavori.

Focus sui casi d’uso per una moneta accessibile ed efficiente

Durante la fase d’indagine l’Eurosistema si concentrerà su un possibile design funzionale basato sulle esigenze degli utenti. Coinvolgerà focus group e includerà prototipazione e lavoro concettuale. La fase d’indagine esaminerà i casi d’uso che un euro digitale dovrebbe fornire in via prioritaria per raggiungere i suoi obiettivi: una forma di denaro digitale governata dalla Banca centrale senza rischi, accessibile ed efficiente.

Il progetto servirà anche a fare luce sulle modifiche al quadro legislativo dell’Ue che potrebbero essere necessarie per sostenere l’utilizzo della moneta digitale.

Sotto la lente gli impatti di mercato

La fase di indagine dovrà anche valutare il possibile impatto dell’euro digitale sul mercato, individuando le opzioni nella progettazione che garantiscono la privacy e evitano rischi per i cittadini, le banche e l’economia dell’Eurozona.

Verrà infine definito il modello di business per “intermediari sottoposti a vigilanza all’interno dell’ecosistema dell’euro digitale”.

Un market advisory group terrà in considerazione i punti di vista dei potenziali utenti e dei distributori riguardo all’euro digitale; queste opinioni verranno discusse anche all’interno dell’Euro Retail Payments Board.

Le tappe dell’Ue verso l’euro digitale

Lo scorso 22 settembre la Banca centrale europea ha registrato presso l’Ufficio per la proprietà intellettuale della Ue il marchio “Digital Euro”. Si tratta del primo passo verso la creazione di una valuta digitale che affianchi l’euro cartaceo e in moneta.

In audizione davanti alla Commissione Econ del Parlamento europeo Fabio Panetta ha detto che l’Europa deve farsi trovare “pronta” con “una forma di denaro emesso dalla banca centrale che andrebbe a complementare, non a sostituire, il contante”.

A gennaio Christine Lagarde ha annunciato che lEurozona avrà l’euro digitale, entro tempi non superiori ai 5 anni – possibilmente anche meno. “Nel mondo del fintech le cose si muovono a grandissima velocità – ha spiegato Lagarde – quindi dobbiamo essere pronti ma avendo sempre in primo piano la sicurezza. Guardando alle esperienze nel resto del mondo, in Cina, dove sono in corso esperimenti su ‘scala cinese’, ci sono voluti cinque anni dal primo progetto ad oggi. Quindi, per quanto ci riguarda ,non avverrà domani, ci vorrà del tempo, ma avremo l’euro digitale. Che non soppianterà, ma affiancherà le banconote. E spero che non ci vogliano più di cinque anni, ma chissà dove ci porterà la continua accelerazione che c’è nel mondo fintech. Di sicuro l’euro digitale risponde alla forte domanda che c’è da parte dei cittadini europei”.

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