Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

CONCORRENZA

Facebook, Whatsapp e Instagram, l’Antitrust Usa: “L’integrazione ostacolerebbe la competizione”

Il presidente della Ftc: “Si complicherebbe ogni ipotesi di spezzatino”. In corso l’indagine dell’agenzia, la conclusione attesa entro il 2020

20 Ago 2019

L. O.

Integrazione dei brand e spezzatino non vanno insieme. Interviene su Facebook il presidente della Federal Trade Commission Usa Joseph Simons, secondo cui il piano di Mark Zuckerberg che punta a unificare i vari pezzi della sua galassia – Facebook stessa con Instagram e WhatsApp – rischia di ostacolare qualsiasi tentativo di “frammentare” la società in chiave antitrust.

Se Facebook mantiene strutture societarie e infrastrutture separate – ha detto Simons al Financial Times – sarà molto più facile effettuare uno scorporo”. Al contrario, “se tutte le uova saranno state mescolate” l’azione antitrust sarà complicata.

Facebook è sotto indagine antitrust, un’operazione complessa che la Ftc spera di completare prima delle elezioni del 2020. In particolare il focus è sulle acquisizioni passate (cui peraltro la Ftc aveva dato l’ok): oggi viene ipotizzato che gli accordi fossero progettati per eliminare i concorrenti del proprio core business. Whatsapp e Instagram sono state acquisite nel 2012 e nel 2014, rispettivamente, e vengono attualmente utilizzate da oltre 1 miliardo di persone.

Ma la società è anche nel mirino dei regolatori di tutto il mondo per le politiche sulla privacy e sulle modalità di raccolta dei dati personali adottate da Whatsapp e Instagram.

A luglio Facebook ha patteggiato con le autorità americane 5 miliardi di dollari di multa per chiudere le indagini sulle violazioni alla privacy, puntando così a lasciarsi alle spalle mesi di critiche e ostilità politica. Al centro dell’indagine l’accusa di violazione di un decreto del 2012 sul consenso informato: la società aveva condiviso in modo inappropriato i dati di 87 milioni di utenti con la (ormai chiusa) società di consulenza britannica Cambridge Analytica.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Aziende

F
facebook
I
instagram
W
whatsapp

Approfondimenti

A
Antitrust
F
fusione

Articolo 1 di 5