LA DECISIONE

Fintech, stretta di Pechino: si rafforzano le misure antimonopolio

Il governo cinese teme che la presenza di colossi soffochi l’innovazione nel mondo hi-tech e l’ingresso delle startup sul mercato. In campo la Banca Centrale. Sanzione da oltre 400mila dollari a WeChat per violazione delle regole sui cambi valutari

30 Nov 2021

Patrizia Licata

giornalista

wechat

Tenpay, filiale del colosso tecnologico cinese Tencent, è stata multata per 2,8 milioni di yuan (438.000 dollari) per violazioni delle regole sui cambi valutari da parte del suo servizio di pagamento online, WeChat. Pechino ha inasprito i controlli sulle attività delle Big tech nazionali e le piattaforme di e-payment, insieme a tutte le attività fintech, sono tra le più sorvegliate.

Nel dettaglio la divisione di Shenzen dell’Amministrazione statale per i cambi (State Administration of foreign exchange, Safe) ha sanzionato Tenpay, divisione per i pagamenti digitali di Tencent Holdings, per aver condotto operazioni di cambio valuta al di là di quanto era autorizzata a fare. Safe ha ordinato all’azienda di rimediare alla mancata condivisione di documenti rilevanti con le autorità.

Pressing di Pechino contro i “monopoli”. WeChat apre ai link di terze parti

A seguito della sanzione, Tenpay ha affermato di aver proceduto alle dovute rettifiche e si è impegnata a condurre le proprie operazioni future in modo conforme alle regole di mercato. “Rafforzeremo ulteriormente la gestione della compliance secondo le indicazioni degli uffici Safe di Shenzhen”, ha fatto sapere Tenpay, come riportato dal South China Morning Post.

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WeChat ha anche annunciato  che consentirà di aumentare i collegamenti diretti a contenuti provenienti da terze parti all’interno delle chat degli utenti. Si tratta di una risposta alla pressione arrivata dalle autorità regolatorie cinesi, che stanno imponendo una maggiore interoperabilità tra i colossi hitech. D’ora in poi all’interno delle chat one-to-one di WeChat sarà possibile inserire link esterni che potranno essere aperti direttamente.

La Banca centrale cinese rafforza lo scrutinio antitrust

Quella contro Tenpay, nota anche come Caifutong, controlla insieme ad Alipay di Ant Group il mercato dei pagamenti elettronici nella Cina continentale, con uno share combinato che supera il 90%.

È proprio contro queste concentrazioni di mercato o “monopoli” che il governo cinese ha deciso di agire, temendo che la presenza di colossi soffochi l’innovazione nel mondo hitech e l’ingresso delle startup sul mercato.

Questo mese Pechino ha multato Alibaba, Baidu e Jd.com con sanzioni del valore di 500.000 dollari ciascuna. L’accusa è di non aver svelato una serie di accordi che queste aziende avevano stretto fra loro nel 2012 violando le norme cinesi antitrust.

La stretta governativa sui colossi tecnologici ha spinto anche la Banca centrale ad approfondire le sue indagini sulla concorrenza nel settore nazionale dei pagamenti mobili. L’istituto ha fatto sapere che intende applicare a tutte le società dei pagamenti  le stesse misure anti-monopolio adottate nei confronti di Ant.

La Banca centrale ritiene che l’industria dei pagamenti cinese si sia sviluppata molto rapidamente e che, durante questo sviluppo, si sia verificata una “espansione eccessiva del capitale e dei monopoli”.

Lo “spezzatino” di Ant group

A settembre il governo cinese ha portato a compimento la stretta regolatoria su Ant group, il colosso finanziario che fa capo ad Alibaba e ha ordina di dividere in due Alipay.

Alipay era già stata scorporata da Ant come parte di un pesante intervento di Pechino in ottica anti-monopolio. L’azione di Pechino contro il braccio fintech di Alibaba era cominciata con lo stop all’Ipo di Ant. Era poi arrivato l’ordine di separare il back end delle attività finanziarie condotte con i marchi Huabei (simile a una carta di credito) e Jiebei (prestiti non assicurati). Infine le autorità hanno chiesto la divisione tra le attività di pagamento e quelle di lending con la creazione di app separate. Ciò implicherà la nascita di una nuova società – una joint venture – che si occuperà della valutazione del merito creditizio e che sarà, in parte, di proprietà statale.

Attraverso Alipay, WeChat Pay e le altre app dei pagamenti sono passate nel 2020 transazioni pari a 5,4 trilioni di dollari, +9,6% rispetto al 2019, riporta il South China Morning Post. Il mercato cinese dell’online payment è il secondo più grande per volumi dopo quello degli Stati Uniti. In Cina l’intero ecosistema dei pagamenti non tramite banche vale nel 2020 l’equivalente di 45,6 trilioni di dollari, in crescita del 17,9% rispetto al 2019.

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