Faceboo, frenata storica: crescita "lenta" fino al 2025

SCENARI

Frenata storica per Facebook: crescita “lenta” fino al 2025

Le stime di E-marketer: dopo il +3,3% registrato nel 2020 l’outlook è dell’1% sul 2021 negli Usa. I giovani sempre meno attratti e si prevede che 2 milioni abbandoneranno la piattaforma in 5 anni. Pesa anche la mossa anti-tracciamento di Apple

15 Giu 2021

L. O.

Battuta d’arresto per Facebook. Quest’anno per la prima volta la crescita negli Usa della piattaforma di Mark Zuckerberg si attesta sullo 0,8% anno su anno. Un rallentamento, spiega E-marketer, dovuto in gran parte alla crescita superiore al previsto – il 3,3% – registrata lo scorso anno, guidata dai cambiamenti nei consumi dei media durante la pandemia. Di conseguenza Facebook dovrà fare i conti con una crescita degli utenti più lenta almeno fino al 2025.

I fattori che rallentano la crescita

Non solo post-pandemia, però. Tra i fattori del rallentamento anche i dati demografici degli utenti. Prosegue infatti la “fuga” di giovani: il numero di utenti di età compresa tra 12 e 17 anni scenderà da 10 milioni del 2019 ai 9,1 di quest’anno, fino agli 8,2 milioni entro la fine del 2025.

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Il numero di utenti ancora più giovani – tra i 18 e i 24 anni – scenderà da 20 milioni nel 2019 a 19,1 milioni quest’anno, fino a 17,8 milioni nel 2025.

Inoltre quest’anno, per la prima volta, ci saranno più utenti social di età pari o superiore a 65 anni di quelli fra i 55 e i 64 anni. Entro il 2023, gli utenti over65 supereranno anche gli under24.

Ma il primato rimane incontrastato

Ma anche così, ribadisce E-marketer, Facebook manterrà una penetrazione del 61% degli utenti Internet statunitensi fino alla fine del 2025, nonché la sua posizione di social network n. 1 in base agli utenti mensili totali. Al secondo posto Instagram – di proprietà di Facebook – con 118,9 milioni di utenti mensili previsti quest’anno, seguita da Pinterest con 91,1 milioni. Snapchat e TikTok completano le Top Five dei social.

L’impatto dell'”offensiva” Apple

Un altro fattore che gioca a sfavore della piattaforma, sempre negli Usa, potrebbe essere rappresentato dalla decisione di rendere permanente l’”interdizione” dell’ex presidente Donald Trump: il 50% degli adulti statunitensi intervistati dal Pew Research Center ad aprile ritiene che il divieto non dovrebbe essere permanente, contro il 49% che pensa l’opposto.

Anche il lancio di iOs 14.5, l’aggiornamento del sistema operativo di Apple che consente agli utenti di gestire il tracciamento, potrebbe giocare a sfavore della social. Ma su questo fronte i dati sono ancora contrastanti: secondo un sondaggio effettuato da SellCell, mercato online per la vendita di dispositivi mobili usati, il 39% degli utenti statunitensi di iPhone o iPad dichiara di acconsentire al tracciamento se effettuato da un’app “nota” come Facebook o Instagram. Ma secondo un altro studio condotto da Flurry (unit di Verizon), solo il 5% degli utenti iOs 14.5 ha optato per il tracciamento.

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