TRIMESTRALI BIG TECH

Meta in volata, Amazon e Google al ribasso e anche Apple col segno meno

La società di Zuckerberg guadagna in un solo giorno il 24% a Wall Street grazie ai risultati oltre le attese e al maxi piano di buyback da 40 miliardi. Per gli altri colossi americani performance deludenti e la Mela registra ricavi in calo per la prima volta dal 2019

Pubblicato il 03 Feb 2023

Domenico Aliperto

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Big tech in fibrillazione. Google e Apple comunicano risultati deludenti per l’ultimo trimestre del 2022, mentre Amazon ha battuto le aspettative (pur avvertendo che i prossimi mesi saranno incerti) e le azioni di Meta sono balzate in un solo giorno del 24%, dopo aver riportato performance migliori del previsto ma anche e soprattutto grazie al maxi piano di buyback da 40 miliardi di dollari e dall’impegno dell’amministratore delegato a fare del 2023 l’anno dell’efficienza.

In questo scenario, bisogna segnalare che Apple è l’unico gigante tecnologico che non ha ancora avviato massicce ristrutturazioni del personale e gli investitori hanno valutato con attenzione il fatto che le vendite siano state influenzate dalla politica cinese di “zero Covid”, revocata solo di recente. Elementi che hanno attutito le reazioni del mercato nei confronti di Cupertino.

Calano i ricavi pubblicitari di Google

Entrando più nello specifico delle singole performance, il titolo di Alphabet ha registrato un calo del 4% nell’after-hours, subito dopo la pubblicazione della trimestrale. Il colosso tech ha registrato un utile per azione di 1,05 dollari, contro attese per 1,18 dollari, su ricavi di 76,05 miliardi di dollari, inferiori al 76,53 miliardi del consensus e leggermente superiori a quelli di un anno prima. In calo, per la seconda volta da quando è quotata in Borsa (2004), i ricavi pubblicitari, paria 59 miliardi di dollari nel quarto trimestre, registrando un -3,6% rispetto all’anno precedente. La società comunica anche il secondo trimestre di ricavi in calo per YouTube, che ha messo a segno un -7,8% a 7,96 miliardi di dollari, contro attese per 8,25 miliardi. I ricavi di Google Cloud sono invece aumentati del 32% a 7,32 miliardi, pur rallentando dal +38% del trimestre precedente; le attese erano per 7,43 miliardi di dollari. I costi di acquisizione del traffico sono stati di 12,93 miliardi, contro i 13,32 miliardi del consensus.

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Alphabet ha registrato un utile netto inferiore alle previsioni degli analisti, sceso a 13,6 miliardi di dollari rispetto ai 20,6 miliardi dell’anno precedente. A gennaio, la società madre di Google e YouTube ha annunciato il licenziamento di 12 mila dipendenti, il 6% della sua forza lavoro.

Amazon performa bene, ma l’outlook non convince gli analisti

Anche il titolo di Amazon ha registrato un calo del 5% nell’after-hours, subito dopo la pubblicazione della trimestrale, nonostante i buoni risultati raggiunti. Il colosso dell’e-commerce dichiara infatti un utile per azione di 1,30 dollari su ricavi di 149,2 miliardi di dollari, superiori ai 145,42 miliardi delle attese e in rialzo del 9% rispetto a un anno prima, ma fornisce un outlook per il primo trimestre del 2023 inferiore alle previsioni degli analisti. Per i primi tre mesi del 2023, Amazon prevede ricavi tra i 121 miliardi e i 126 miliardi, pari a una crescita rispetto a un anno prima tra il 4% e l’8%; le attese degli analisti erano per 125,1 miliardi di dollari. I ricavi per Amazon Web Services sono stati di 21,4 miliardi, inferiori ai 21,87 miliardi delle attese, mentre il dato sui ricavi pubblicitari è stato di 11,56 miliardi di dollari, superiore al consensus di 11,38 miliardi di dollari.

Lo scorso mese, la società ha annunciato il licenziamento di oltre 18 mila dipendenti, dopo averne assunti 800 mila tra la fine del 2019 e il 2021. “Siamo incoraggiati dai progressi che stiamo facendo in termini di riduzione dei costi”, ha dichiarato Andy Jassy, numero uno di Amazon. “Nel breve termine, ci troviamo di fronte a un’economia incerta, ma rimaniamo abbastanza ottimisti sulle opportunità a lungo termine”.

Apple, stop alla serie positiva: fatturato giù del 5%

Apple interrompe la serie di 14 trimestri consecutivi di crescita delle revenue. Negli ultimi tre mesi del 2022, Cupertino ha registrato il maggior calo dei ricavi dal 2016 e il primo dal 2019. Il fatturato è diminuito di oltre il 5%, a causa – secondo l’amministratore delegato Tim Cookdel dollaro forte, dei problemi alla produzione in Cina e dalla situazione macroeconomica complessiva. “Stimiamo che saremmo cresciuti in assenza” di problemi di approvvigionamento, ha detto Cook.

L’utile per azione è calato del 10,9% a 1,88 dollari, contro attese per 1,94 dollari, su ricavi a 117,15 miliardi, contro i 121,10 miliardi del consensus. In calo e sotto le attese le revenue per iPhone (-8,17% a 65,78 miliardi) e Mac (-28,66% a 7,74 miliardi), in rialzo e sopra le attese quelli dell’iPad (+29,66% a 9,40 miliardi). I ricavi per gli altri prodotti sono calati dell’8,3% a 13,48 miliardi, contro attese per 15,23 miliardi. In rialzo del 6,4% i ricavi per i servizi a 20,77 miliardi, contro attese per 20,67 miliardi.

Per il trimestre in corso, Apple non ha fornito una guidance, come ha scelto di fare dal 2020, inizialmente a causa delle incertezze provocate dalla pandemia. Gli analisti, per quello che è il secondo trimestre fiscale di Apple, attendono ricavi di circa 98 miliardi di dollari.

Lo slancio di Meta

Come detto, l’unica a spiccare il volo in questo scenario è Meta: dopo la pubblicazione della trimestrale, i titoli della società di Mark Zuckerberg sono saliti del 24,02%. Il gruppo ha chiuso il quarto trimestre con ricavi per 32,2 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti che avevano pronosticato un fatturato di 31,6 miliardi di dollari. Le revenue sono calate del 4% rispetto allo stesso periodo del 2021 a 32,2 miliardi di dollari, ma si sono situati nella fascia alta della guidance e leggermente al di sora delle attese degli analisti. La società ha anche ridimensionato i suoi programmi di spesa per il 2023 di 5 miliardi di dollari e ha annunciato un riacquisto i azioni proprie da 40 miliardi.

Grazie al rialzo delle azioni, la società oggi vale in borsa 100 miliardi di dollari in più di ieri, recuperando il tracollo da 89 miliardi provocato nei mesi scorsi dai trader, preoccupati per la costosa scommessa sul metaverso.

Durante la chiamata con gli analisti, Zuckerberg ha affermato che l’investimento dell’azienda nell’intelligenza artificiale sta dando i suoi frutti, e ha detto di sperare che Meta diventi “un leader” nell’IA generativa, una tecnologia emergente che può essere utilizzata per produrre nuovi contenuti. Anche la crescente base di utenti di Meta è rimasta un fattore positivo. Gli utenti attivi mensili di una o più delle sue app sono aumentati del 4% a 3,74 miliardi nel quarto trimestre, mentre il numero di utenti per l’app di Facebook è aumentato del 2% a 2,96 miliardi.

“La nostra community continua a crescere e sono soddisfatto del forte coinvolgimento nelle nostre app. Facebook ha appena raggiunto il traguardo di 2 miliardi di contatti attivi giornalieri”, ha dichiarato Mark Zuckerberg in una nota. “I progressi che stiamo facendo sul nostro motore di scoperta AI e Reels sono i principali fattori trainanti. Il 2023 è l’anno dell’efficienza e il nostro obiettivo è diventare un’organizzazione più forte e più agile”.

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