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BANDA ULTRALARGA

Open Fiber avanti tutta sul piano, a Perugia fibra nel 50% degli edifici

La società punta a raggiungere l’80% entro maggio: focus sulle aree industriali. Pompei: “Nostro programma serrato”. Via alla partnership con Tiscali per la banda ultralarga in 10 città. A Roma in corso attività operative con Acea

25 Gen 2017

Federica Meta

Open Fiber spinge su Perugia. E’ stata già raggiunta la copertura del 50% degli edifici della città come predisposto dal piano per diffondere la fibra ottica ultraveloce sul territorio comunale. L’avanzamento dei lavori è stato illustrato oggi alla presenza del sindaco Andrea Romizi e dell’ad Open Fiber, Tommaso Pompei. Grazie ad accordi con i primi operatori del settore (Wind Tre, Vodafone, Tiscali e Go Internet) è già partita la commercializzazione del servizio con velocità di trasmissione fino a 1 Gbps.

Open Fiber vuole realizzare una rete a banda ultra larga, in fibra ottica e offrire diritti di accesso wholesale a condizioni tecniche ed economiche non discriminatorie. Gli obiettivi ambiziosi su Perugia però non terminano qua, Open Fiber punta all’80% della copertura degli edifici entro maggio di quest’anno, comprese le 8 aree industriali della città. Lavori che riguardano una rete di 700 km, 385 di rete interrata e 315 di rete aerea. Appartamenti ed edifici riceveranno la fibra ottica in modalità Fiber to the nome (Ftth), con download e upload fino a 1 Gbps. Investimento totale da 20 milioni, interamente sostenuto da Open Fiber, e ricadute sull’occupazione visto che a Perugia lavorano 450/500 persone.

L’Ad di Vodafone Italia, Aldo Bisio, ha spiegato il perché della collaborazione con Of. “Abbiamo visto un cambio radicale di modello – ha detto – In Italia non si è mai avuta competizione sulla rete fissa. Ci è sembrata un’occasione irripetibile per usare la rete passiva e offrire servizi ai clienti. La terzietà è per noi una rivoluzione rispetto al modello Telecom con cui ci confrontiamo ancora oggi”.

“Stanno consegnando in anticipo rispetto al previsto e noi – ha spiegato – possiamo iniziare la nostra attività di commercializzazione anche con investimenti. Perugia abbandona il rame a va verso la fibra che è la vera tecnologia a prova di futuro”. Bisio ha poi annunciato che al momento Vodafone ha stipulato “qualche centinaio di contratti con le famiglie”. “Crediamo che saranno disposte a spendere poco di più per servizi migliori”, ha concluso.

“Siamo orgogliosi che questo importante progetto di crescita del sistema Paese abbia come punto di partenza la città di Perugia, che si è affermata come il laboratorio nazionale degli investimenti in reti a banda ultralarga di nuova generazione – ha dichiarato Alessandro Frizzoni, Ad di GO internet La collaborazione con Open Fiber rappresenta un’opportunità di crescita significativa per la nostra società e il piano di espansione previsto ci permetterà di estendere il nostro operato in gran parte del territorio nazionale e di contribuire all’innovazione del nostro Paese e al superamento del divario digitale che lo penalizza da tempo. Un passo molto importante – conclude – che permetterà alla società di competere con i più importanti player del mercato delle telecomunicazioni, potendo contare su un’offerta di servizi altamente performante, conveniente per i cittadini e differenziata in base al target e alle fasce di mercato”.

In occasione dell’evento perugino, Open Fiber ha siglato una partership anche Tiscali. L’accordo si si integra strategicamente, al roll-out da parte della compagnia sarda della rete di accesso Lte Fixed Wireless ultra broadband di ultima generazione che si svilupperà con particolare focalizzazione nelle aree di esteso digital divide. “L’accordo per le 10 città -si legge nella in una nota – prevede considerevoli obiettivi di clienti Tiscali sulla fibra OF entro la primavera 2019. La migrazione avverrà in parallelo al piano di roll-out della rete in fibra ottica di Open Fiber. Il programma di lavoro di Open Fiber prevede la cablatura dell’80% almeno delle unità immobiliari, con le tempistiche indicate nel piano di roll-out”.

“Siamo particolarmente soddisfatti della partnership con Open Fiber che ci permette, a partire da Perugia e Cagliari , dove Tiscali ha un’ampia market share in banda larga, e a seguire nelle altre città – ha evidenziato Riccardo Ruggiero, Ad di Tiscali – di offrire ai nostri clienti servizi di banda ultralarga integrando gli investimenti già avviati con la rete di accesso Lte Wireless Fiber To The Home (Wftth), che stiamo realizzando con particolare focus alle aree di digital divide, con un’offerta Ftth basata sulla rete ultra broadband che Open Fiber sta sviluppando, garantendo performance di accesso alla rete fino a 1 Gigabit al secondo”. “Nei prossimi 2 anni Tiscali prevede di portare un numero considerevole di clienti su questa nuova infrastruttura in fibra ottica”

Open Fiber ha accordi stipulati anche con le città di Bari, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Padova, Palermo e Venezia. Secondo l’Ad di Of, Tommaso Pompei, quando si lavorerà “a pieno regime avrà un impatto occupazione intorno alle 6mila persone in tutto il territorio italiano E alcune professionalità saranno anche abbastanza nuove”.

Perugia, secondo Pompei, è la dimostrazione di come Open Fiber, rispetto ai suoi concorrenti fa “seguire i fatti agli annunci”. “Il nostro programma – ha sottolineato Pompei – è molto serrato: a livello europeo ci sono delle realtà simili, ma per caratteristiche ed estensione il nostro è un unicum. Una volta tanto corriamo il rischio di non essere quelli che arrivano sempre più tardi, ma fra i primi”. Il manager ha ricordato che Open Fiber “ha due genitori importanti, come Enel e Cdp, un programma ben delineato e non forniamo servizi direttamente ai cittadini, ma solo l’infrastruttura. Questo è un unicum che dovrebbe tranquillizzare tutti e che mette gli operatori in condizioni di competere su una base paritaria. Tutti coloro che condividono con noi il disegno sono dei clienti, alcuni sono più simpatici di altri, ma questa è un’opinione personale”. Ieri la notizia che OF si è aggiudicata i 5 lotti della gara Infratel: “Siamo stati i più bravi, nessuna irregolarità”, ha evidenziato Pompei.

Quanto ai finanziamenti per la realizzazione della rete (circa 3,9 miliardi per la copertura di 271 città), Pompei ha detto che “le risorse provengono in parte dagli azionisti e in parte dal sistema bancario: siamo in fase avanzata di negoziati con la Bei, cui seguirà un pool di 10-15 banche. Oggi c’è molta liquidità sul mercato e quindi c’è una buona opportunità finalizzata alla realizzazione di grandi progetti industriali”.

Infine Pompei ha annunciato contatti con Acea, la municipalizzata del Comune di Roma, riferendosi alla possibilità di creare una rete in fibra anche nella Capitale. “Con Acea c’è un’attività operativa in corso, stiamo lavorando per definire se è possibile un piano di sviluppo su Roma basato sulle infrastrutture che l’azienda capitolina mette a disposizione”.

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