TikTok cancella 100 milioni di video. E chiede un'alleanza fra social - CorCom

STRATEGIE

TikTok cancella 100 milioni di video. E chiede un’alleanza fra social

La piattaforma nel mirino del governo Usa lancia un appello a Facebook & co per una partnership sulla sicurezza digitale. Transparency Report 2020: ecco i contenuti “bannati”. E anche Youtube dà una stretta sui video “vietati ai minori”

23 Set 2020

L. O.

Missione sicurezza per TikTok. Nel pieno della guerra commerciale con l’amministrazione Trump l’applicazione di proprietà della cinese ByteDance rilancia. E nel suo Transparency Report annuncia di aver rimosso, nel primo semestre 2020, oltre 104 milioni di video a livello globale per violazioni alle regole del gruppo o ai termini di servizio. Non basta: la piattaforma invoca una partnership con le altre piattaforme social per garantire maggiore tutela degli utenti. Ma non è solo TikTok a stringere sulla sicurezza. Anche Youtube annuncia nuove regole per i video “vietati ai minori”.

Il Transparency Report

In totale i video cancellati sono 104.543.719, meno dell’1% del totale: si legge nel rapporto sulla trasparenza pubblicato oggi. “Di questi video, il 96,4% li abbiamo rimossi prima che un utente li segnalasse, e il 90,3% prima ancora che venissero visualizzati” viene precisato nel Transparency Report 2020. Il 9,4% dei video rimossi a livello globale sono stati rimossi negli Stati Uniti (9.822.996).

“In fatto di sicurezza degli utenti – fa sapere la società – TikTok si impegna a essere l’azienda più trasparente e responsabile del settore”.

Inoltre la piattaforma segnala di avere ricevuto 1.768 richieste di dati degli utenti da parte di 42 tra Paesi e mercati, 290 delle quali, il 16,4%, provenienti da forze dell’ordine statunitensi. Mentre sono 135 le richieste arrivate da agenzie governative per la rimozione di contenuti, quattro delle quali provenienti da agenzie governative statunitensi. Dall’Italia sono state inoltre 12 richieste di informazioni sugli utenti, il 25% delle quali evase.

Una partnership fra social media

Non basta. Il Ceo ad interim di TikTok, Vanessa Pappas, lancia un appello ai numeri uno delle altre piattaforme – Facebook, Instagram, Google, Youtube, Twitter, Twitch, Snapchat, Pinterest, Reddit – esortandoli ad un’alleanza per rimuovere contenuti che creano danni sociali. La lettera, inviata lunedì, cerca una partnership come quella usata per eliminare i contenuti terroristici.

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La missiva è stata divulgata da Theo Bertram, direttore delle relazioni governative e delle politiche pubbliche per Europa, Medio Oriente e Africa, durante l’audizione davanti ad una commissione parlamentare del Regno Unito. La lettera fa seguito ad un video su un suicidio avvenuto il 31 agosto, originariamente trasmesso in live streaming su Facebook Live e poi promosso sulla piattaforma TiKTok dal dark web, dove il video originale era stato modificato e condiviso.

Nuove regole per Youtube

Anche Youtube, la piattaforma di proprietà di Google, annuncia una serie di nuove regole per l’accesso ai video da parte dei minori. Nei prossimi mesi cambieranno le modalità con cui vengono applicate restrizioni relative all’età. I tre principali cambiamenti riguarderanno l’uso di machine learning per l’applicazione automatica delle restrizioni. Ancora, quando gli utenti trovano video con restrizioni, presenti su altri siti web, dovranno effettuare il log-in e guardare quei video direttamente su YouTube per verificare l’età. Per finire, in Europa, in linea con le nuove direttive (fra cui l’Audiovisual Media Services Directive), potrà essere richiesto ad alcuni utenti europei di verificare la propria età tramite un documento in corso di validità o una carta di credito.

Avast: app-truffa su TikTok e Instagram

Ma i guai non finiscono per TikTok: i ricercatori di Avast annunciano di aver scoperto 7 applicazioni truffa promosse attraverso profili dedicati su TikTok e Instagram. Le app truffa si presentano camuffate da app di intrattenimento come giochi, sfondi o download di musica, ma nascondono pubblicità indesiderata o addebiti fraudolenti sul conto dell’utente.

Complessivamente, le app sono state scaricate più di 2.400.000 volte e hanno fruttato ai truffatori più di 500.000 dollari.

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