Trump al colpo di coda, doppio attacco alle big tech cinesi - CorCom

IL CASO

Trump al colpo di coda, doppio attacco alle big tech cinesi

Un ordine esecutivo mette al bando negli Usa le transazioni con le app Alipay e altre 7 piattaforme made in China. Ma anche Alibaba e Tencent finiscono nel mirino: potrebbero entrare nella black list delle aziende “proibite” agli investitori americani

07 Gen 2021

L. O.

Usa, divieto di pagamenti digitali attraverso app cinesi e divieto di investimento per le aziende americane in Alibaba e Tencent. Si consuma all’insegna dell’escalation l’ultimo doppio attacco sferrato dal presidente Donald Trump alle big tech made in China all’indomani dei tumulti di Washington e alla vigilia dell’insediamento di Joe Biden. 

Il presidente Usa ha firmato infatti un ordine esecutivo per la messa al bando di 8 app cinesi compresa Alipay, ha reso noto la Casa Bianca. L’ordine entrerà in vigore entro 45 giorni di tempo, ma il Dipartimento del Commercio prevede di identificare già entro il 20 gennaio le transazioni vietate. Biden potrebbe revocare l’ordine il primo giorno della sua presidenza. Ma il suo team non ha ancora commentato l’operazione.

Nell’ordine il presidente Trump sottolinea la necessità per la sicurezza nazionale di “ulteriori azioni per affrontare la minaccia posta da applicazioni software cinesi”. Le altre app cinesi nel mirino dell’amministrazione americana, oltre ad Alipay, sono CamScanner, QQ Wallet, ShareIt, Tencent QQ, VMate, WeChat Pay e Wps Office.

Alibaba e Tencent nella black list

Ma non basta: al vaglio dell’amministrazione Trump anche l’inclusione di Alibaba e Tencent nella black list di aziende ipoteticamente controllate dall’esercito cinese. Se aggiunti alla lista, Alibaba e Tencent sarebbero soggetti all’ordine esecutivo firmato da Trump a novembre, che vieta agli investitori statunitensi di acquistare azioni delle società “ostracizzate” a partire da novembre 2021. Nella lista attualmente figurano 35 aziende, tra cui il principale produttore di chip cinese Smic.

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La mossa viene guardata con scetticismo dalla finanza americana: Alibaba e Tencent  valgono un totale di 1,3 trilioni di dollari, gran parte dei quali detenuti dagli investitori Usa.

Nonostante il valore di Alibaba si sia ridotto di oltre un quarto da novembre dopo il fallimento dell’Ipo di Ant Group, la società con i suoi 600 miliardi di dollari di valutazione è ancora tra le 10 più grandi società a livello globale.

Questione di “sicurezza nazionale”

Sul fronte delle app per i pagamenti digitali il presidente Trump, accusa le società cinesi di raccogliere dati confidenziali e di essere utilizzate dal governo guidato da Xi Jinping a fini di spionaggio.

“Accedendo a dispositivi elettronici personali come smartphone, tablet e computer, le applicazioni software cinesi connesse possono accedere e acquisire vaste quantità di informazioni dagli utenti, comprese informazioni sensibili”, si legge nell’ordine esecutivo. La raccolta di dati consentirebbe alla Cina “di localizzare e identificare personaggi del governo e imprenditori”.

La risposta del governo cinese

La Cina ha fatto sapere che adotterà le misure necessarie per salvaguardare i diritti delle società coinvolte – ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri Hua Chunying – e ha denunciato da parte degli Usa l’abuso di potere e la violazione delle leggi sulla concorrenza.

Inoltre, secondo il governo cinese, la mossa di Trump danneggia non solo gli interessi delle aziende cinesi, ma anche dei loro clienti Usa che avevano “ampiamente accolto” le app come opzione di pagamento contactless durante la pandemia.

Nonostante la scadenza di 45 giorni stabilita dall’ordine, il Dipartimento del Commercio Usa prevede di agire prima del 20 gennaio per l’identificazione delle transazioni vietate, riporta Reuters. La direttiva rispecchia del resto gli stessi ordini esecutivi di Trump firmati ad agosto che ordinano al Dipartimento di bloccare alcune transazioni statunitensi con WeChat e l’app video di proprietà cinese TikTok. Se quegli ordini fossero entrati in vigore – nota Reuters – avrebbero effettivamente vietato a Apple e Alphabet di offrirle nei propri store digitali.

Ma le restrizioni di agosto sono ancora ferme in tribunale. Il segretario al commercio degli Stati Uniti Wilbur Ross ha dichiarato di sostenere “l’impegno di Trump a proteggere la privacy e la sicurezza degli americani dalle minacce poste dal Partito Comunista cinese”.

In novembre il Dipartimento di Stato americano aveva presentato una proposta, poi accantonata, per aggiungere Ant Group a una black list mirata a dissuadere gli investitori statunitensi dal prendere parte alla sua Ipo. Ant è la principale società cinese di pagamenti mobili, posseduta al 33% da Alibaba e controllata dal fondatore di Alibaba Jack Ma. Alipay è stata scaricata dall’app store di Apple e da Google Play 207mila volte nel 2020, mentre l’app di scansione delle immagini CamScanner e l’app per suite per ufficio Wps Office sono state scaricate rispettivamente 4,4 milioni e 563mila volte, secondo SensorTower.

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