L'INTERVENTO

Twitter, Unipol svela le carte. Cimbri: “Ritorno nel medio periodo”

“L’investimento è marginale”, evidenzia il presidente della società italiana che ha partecipato all’operazione Musk. “Abbiamo puntato non tanto sulla valutazione del settore tecnologico ma sull’imprenditore e sul progetto”

08 Nov 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Un investimento “marginale” rispetto a quelli di Unipol, ma che punta sulla visione di Elon Musk e scommette su un ritorno dell’investimento nel medio periodo. Si è espresso così Carlo Cimbri, presidente di Unipol, in merito alla partecipazione della società italiana all’acquisizione di Twitter, a margine dell’Insurance Summit organizzato da Il Sole 24 Ore a Milano.

“Abbiamo avuto l’opportunità di un investimento e l’abbiamo fatto. È, però, una piccola cosa per noi in termine economici, anche se capisco che faccia più rumore visto l’oggetto, ma, rispetto agli investimenti di Unipol, è una percentuale veramente marginale. Inutile dire le cifre, la quota è talmente piccola”, ha dichiarato Cimbri. “È un investimento non tanto fatto sulla valutazione del settore tecnologico, più sull’imprenditore e sul progetto”.

A Unipol piace il progetto di Musk

Cimbri ha detto che ad Unipol “interessa Musk come imprenditore per la visione che spesso ha avuto, ben diversa rispetto al tempo, penso allo spazio e alle auto elettriche, anticipando di molti anni le scelte globali. Poi ci interessava il progetto che, come ha detto lo stesso Musk, prevede di fare di Twitter una base per una piattaforma molto più ampia di servizi per le persone. Poi – come sempre – un conto è il progetto e un conto la realizzazione, ma speriamo che si realizzi positivamente e di avere dei ritorni sul nostro investimento nel medio periodo”.

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In base ai documenti presentati da Musk alla Sec il secondo maggior investitore della società (dopo Musk stesso) è il principe saudita Alwaleed bin Talal, che ha spostato quasi 35 milioni di azioni Twitter attraverso la Kingdom Holding co. dell’Arabia Saudita, per un valore di circa 1,9 miliardi di dollari.  

L’acquisto di Twitter da parte di Musk è stato garantito con il finanziamento di numerosi altri investitori, tra cui Larry Ellison, il co-fondatore della società di software Oracle, e Qatar Holding, controllata dal fondo sovrano del Qatar.

Un altro importante investitore è l’exchange di asset digitali Binance, che ha fornito 500 milioni di dollari all’operazione di Musk, indicando che ciò che li ha convinti del progetto è il forte accento sulla libertà di parola.

Musk ha venduto altre azioni di Tesla

Sempre dai documenti della Sec emerge che Musk ha venduto 19,5 milioni di azioni di Tesla dopo l’acquisto di Twitter (dal 4 novembre all’8 novembre), per un valore di 4 miliardi di dollari.

L’imprenditore miliardario aveva già venduto 7 miliardi di dollari delle sue azioni Tesla ad agosto mentre lavorava per finanziare l’acquisto della piattaforma social (anche se in quel momento stava cercando di ritirarsi dal deal). In tutto, Musk ha ceduto azioni Tesla per un valore di oltre 19 miliardi di dollari da aprile, compresi gli ultimi 4 miliardi.

Stando ai dati aggiornati riportati da Forbes, il patrimonio netto personale di Musk è calato sotto i 200 miliardi di dollari, perché il titolo Tesla è in ribasso (ha perso il 52% del valore dall’inizio dell’anno). Ciononostante, il ceo di Tesla, SpaceX e Twitter è ancora la persona più ricca del mondo.  

Twitter, “crollo” delle ads ma boom di utenti

Intanto, a dieci giorni dall’acquisizione costata 44 miliardi di dollari, Twitter è alle prese con un “calo massiccio delle entrate” a causa della diffidenza di molti grandi inserzionisti (tra cui Audi, General Motors, United airlines, General Mills, L’Oreal), che hanno deciso di mettere in pausa gli investimenti pubblicitari  sulla piattaforma in attesa di vedere quale forma e direzione prenderà sotto la guida di Musk.

Lo ha dichiarato lo stesso ceo di Tesla, Twitter e SpaceX con un tweet, prendendosela con “gruppi attivisti che hanno fanno pressione sugli inserzionisti”. Musk ha ribadito che la strategia sulla moderazione dei contenuti non è cambiata e che l’azienda ha fatto “tutto il possibile per soddisfare gli attivisti”.

Secondo la piattaforma di ad analytics platform MediaRadar, le entrate pubblicitarie di Twitter erano in calo già prima dell’acquisizione e prima che gli attivisti della società civile cominciassero a esercitare pressione sui brand in merito a hate speech, discriminazione e fake news che possono imperversare sui social. MediaRadar ha rilevato che il numero di inserzionisti su Twitter è cresciuto fra aprile e maggio, quando è stato annunciato il progetto di acquisizione di Musk, ma poi è diminuito da una media di 3.900 a maggio a 2.300 ad agosto. A settembre risulta una media di 2.900 inserzionisti.

D’altro lato, nella prima settimana dopo l’acquisizione, gli utenti attivi monetizzabili – ovvero il numero di utenti a cui la piattaforma mostra la pubblicità – ha raggiunto i massimi di sempre, accelerando al 20% dal 15% del secondo trimestre, secondo quanto riferisce il Financial Times sulla base di un’email della società inviata ad alcuni inserzionisti. “L’uso di Twitter è ai massimi di sempre. Spero che i server non si sciolgano”, ha twittato Musk.

L’etichetta “Official” e l’ipotesi paywall

Il nodo pubblicità potrebbe essere risolto rendendo l’intera piattaforma a pagamento: l’ipotesi paywall per Twitter è tra quelle al vaglio di Musk, secondo il sito Platformer, ma, per ora, resta solo una delle tante opzioni allo studio.

È invece confermata l’evoluzione del servizio Twitter Blue a pagamento: gli abbonati avranno la spunta blu sui loro account al prezzo di 8 dollari al mese, ma ciò non significa che le identità degli utenti saranno verificate. È quanto si legge nei tweet della manager Esther Crawford, early stage products executive di Twitter. Verrà invece introdotta l’etichetta “Official” per alcuni account verificati, per esempio quelli dei giornali e dei governi.  

Si tratta ancora una volta di scelte destinate a far discutere: la mancata verifica delle identità che si celano dietro la spunta blu ha già spinto Twitter a rimandare l’implementazione dei cambiamenti a dopo le elezioni i midterm, come ha ammesso lo stesso head of safety and integrity della piattaforma, Yoel Roth.

I licenziamenti: “Twitter perde 4 milioni al giorno”

Sui licenziamenti del personale, circa la metà (3700 persone) secondo le ultime indiscrezioni dei media Usa, Musk ha twittato: “Purtroppo non c’è scelta quando un’azienda perde più di 4 milioni di dollari al giorno. Abbiamo offerto a ogni persona mandata via 3 mesi di stipendio, che è il 50% in più di quanto richiesto dalla legge”.

Non basterà a placare le polemiche: un gruppo di ex dipendenti di Twitter ha intentato una causa collettiva in tribunale contro la compagnia statunitense lamentando di non aver ricevuto il preavviso di 60 giorni previsto dalla legge. La class action, riferiscono i media Usa, è stata presentata al tribunale federale di San Francisco e denuncia  la violazione delle leggi federali e della California sui licenziamenti.

Twitter nel secondo trimestre dell’anno ha registrato una perdita di 270 milioni di dollari e i ricavi sono scesi dell’1% a 1,18 miliardi. Tuttavia, il numero di utenti attivi giornalieri è aumentato del 16,6% a 237,8 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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