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L'ANNUNCIO

Unicredit dice addio a Facebook. Mustier: “Per noi questioni etiche fondamentali”

L’istituto di credito ha interrotto tutte le attività di pubblicità e marketing legate all’uso della piattaforma social a seguito dello scandalo Cambridge Analytica. “Non diamo i dati a nessuno”. La replica del social network: “Molti inserzionisti ci sostengono. Lavoriamo a piattaforme più sicure”

08 Ago 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

Ha fatto il giro del mondo la notizia dell’addio a Facebook da parte di Unicredit. Ad annunciare l’interruzione delle attività di pubblicità e marketing portate avanti sulla piattaforma social l’Ad Jean Pierre Mustier il quale ha specificato che la decisione è legata a questioni etiche.

“UniCredit ha interrotto ogni attività pubblicitaria e di marketing con Facebook a seguito dei recenti episodi e della reazione dell’azienda rispetto a essi”, ha detto il ceo senza però entrare nel dettaglio delle questioni in essere. “UniCredit prende molto seriamente le questioni etiche”, ha puntualizzato il manager e da quanto si apprende l’interruzione delle attività risalirebbe allo scorso mese di marzo, a seguito dell’esplosione del caso Cambridge Analytica ossia dell’utilizzo improprio dei dati degli utenti del social network.

Noi non dividiamo i nostri dati con altri”, ha aggiunto Mustier. Al momento non è chiaro se l’istituto di credito abbia rotto ogni rapporto con il social di Mark Zuckerberg. “Prendiamo le questioni di business ed etica molto seriamente e abbiamo interrotto ogni interazione con Facebook perché non riteniamo che Facebook si stia comportando in modo appropriato ed etico. Unicredit come gruppo non sta utilizzando Facebook per ordine del ceo e non lo utilizzerà fino a quando non avrà un comportamento etico appropriato“, ha detto Mustier lasciando dunque “aperta” la porta al social in caso di “rimedi” considerati efficaci.

La notizia arriva peraltro a poche ore dalle rivelazioni del Wall Street Journal secondo cui Facebook avrebbe chiesto a tutta una serie di istituti di credito di poter accedere ai dati degli utenti. Notizia però smentita in parte dallo stesso social che ha puntualizzato di non essere intenzionato a utilizzare le informazioni per scopi pubblicitari “ma solo per facilitare la comunicazione”.

Immediata la replica di Facebook attraverso un suo portavoce interpellato dall’agenzia Radiocor: “Gli inserzionisti sono interessati alle persone, e anche noi. Mentre alcuni di loro hanno sospeso gli annunci, molti altri hanno espresso il loro sostegno per le misure che stiamo prendendo per proteggere le informazioni delle persone. Prendiamo sul serio tutti i feedback: stiamo lavorando con i nostri partner per rendere le nostre piattaforme ancora più sicure”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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