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PRIVACY

I dati bancari a Facebook? “Non è vero, vogliamo solo favorire i clienti”

La replica del social al Wall Street Journal che punta il dito sui rapporti che la piattaforma sta costruendo con gli istituti di credito. L’azienda: “Non vogliamo utilizzare le informazioni per scopi pubblicitari, ma solo per facilitare la comunicazione”

07 Ago 2018

“Non è vero”. E’ la replica di Facebook al Wall Street Journal (e agli altri giornali che lo riprendevano) secondo cui il social starebbe “corteggiando” gli istituti bancari per avere i dati dei clienti: “L’articolo è fuorviante. Come molte aziende online collaboriamo con banche e società che emettono carte di credito per offrire servizi come la chat per i clienti o la gestione degli account – ha detto la portavoce di Facebook Elisabeth Diana a TechCrunch -. Il collegamento all’account consente alle persone di ricevere via Messenger aggiornamenti in tempo reale sui dati delle proprie transazioni, saldi contabili, ricevute. L’idea è che chattare con la banca è meglio che aspettare a telefono, e inoltre rispetta le richieste privacy”.

Facebook ha aggiunto che “non stiamo usando queste informazioni se non per permettere questo tipo di esperienze e non per scopi pubblicitari o di altro tipo”. Una partnership con American Express permette agli utenti Facebook di contattare un rappresentante dell’azienda di carte di credito. Grazie a un accordo siglato lo scorso anno con PayPal, gli utenti del social network possono usare Messenger per inviare denaro. Inoltre, chi ha una carta Mastercard può fare ordini online con determinati commercianti via Messenger utilizzando il digital wallet del gruppo di carte di credito, Masterpass.

L’iniziativa, se confermata, mostra ancora di più l’intenzione e gli sforzi di Facebook per affermarsi come piattaforma per la vendita e l’acquisto di beni e servizi. Fra le banche contattate – riporta il Wall Street Journal – ci sarebbero JPMorgan, Wells Fargo, Citigroup e U.S. Bancorp.

Uno dei maggiori ostacoli nella fase iniziale delle trattative sarebbe quello della privacy dopo i ripetuti scandali che hanno travolto Facebook, ultimo in ordine temporale quello di Cambridge Analytica. E proprio i timori sulla privacy avrebbero spinto una delle banche a prendere le distanze e abbandonare i contatti preliminari.

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