LA PROPOSTA

Xerox alza (ancora) la posta su Hp: sul piatto 35 miliardi di dollari

Sforzo finanziario enorme, occorrono prestiti per più di 24 miliardi. Gli analisti divisi sull’esito positivo del deal, ma l’investitore attivista Icahn è in pressing per il sì: “Le sinergie sono ovvie”

10 Feb 2020

Patrizia Licata

giornalista

Prosegue il pressing di Xerox per acquisire Hp. L’azienda ha alzato l’offerta a 24 dollari per azione contro la precedente di 22 dollari per share nel tentativo di vincere le resistenze di Hp, che ha sempre rifiutato l’offerta di takeover da parte dell’azienda specializzata in soluzioni di printing e imaging. La nuova offerta cash and stock vale complessivamente 35 miliardi di dollari; la precedente proposta messa sul tavolo da Xerox era di 33,5 miliardi. 

Xerox ha lanciato la sua prima offerta di takeover di Hp, un’azienda che ha dimensioni tre volte maggiori, all’inizio di novembre. Fin dall’inizio si è trattato di un’operazione in contanti più azioni. La prima proposta valeva 27 miliardi di dollari, poi alzata a 33,5 miliardi in un’Opa ostile.

Hp ha rifiutato le avances di Xerox sostenendo che i termini dell’accordo sottovalutano la società. Hp ha anche messo in dubbio la capacità finanziaria di Xerox di sostenere un’acquisizione e ha osservato come la capitalizzazione di mercato di Hp (30 miliardi) superi di gran lunga quella di Xerox (7,8 miliardi).

Uno sforzo finanziario enorme

A gennaio, in una lettera inviata a Enrique Lores e Chip Bergh, rispettivamente Ceo e presidente di Hp, Xerox ha dichiarato di aver ottenuto il supporto di Bank of America, Citigroup e Mizuho Financial Group per prestiti di 24 miliardi a sostegno della sua offerta di acquisizione (al momento la proposta valeva circa 33 miliardi di dollari). La lettera, firmata dal Ceo di Xerox John Visentin, è stata anche pubblicata sul sito web del gruppo.

“Resta chiaro a tutti noi che riunire le nostre società genererebbe sinergie sostanziali e un flusso di cassa significativamente migliorato che potrebbe, a sua volta, consentire maggiori investimenti in innovazione e maggiori rendimenti per gli azionisti”, ha affermato Visentin.

Rob Enderle, direttore della società di ricerca tecnologica Enderle Group, ha affermato che l’ammontare dei finanziamenti messi a disposizione di Xerox sono segno di uno “sforzo impressionanteda parte dell’azienda per ottenere un accordo. Tuttavia, Enderle, trattandosi di un tentativo di acquisizione non richiesto da parte di Hp, è scettico sul successo del potenziale deal.

Mercato in contrazione

Per Gene Munster, amministratore delegato di Loup Ventures, l’accordo potrebbe invece concludersi sotto la spinta di fattori di mercato e per il pressing di alcuni investitori di entrambe le società. “Penso che l’accordo abbia senso per entrambe le aziende dato che insieme gestiranno i mercati della stampa di fascia alta e bassa”, ha detto Munster. “Poiché il settore cresce lentamente, gli investitori dovrebbero dare il benvenuto all’accordo, dato che i risparmi sui costi dovrebbero consentire agli utili di aumentare più rapidamente dei ricavi”.

Hp, uno dei maggiori produttori mondiali di stampanti, e Xerox, big delle fotocopiatrici, sono alle prese con un’attività in contrazione. Entrambe le aziende hanno finora reagito tramite programmi di riduzione dei costi. Hp sta valutando un nuovo piano di ristrutturazione che porterà a ridurre il personale del 16% per la fine dell’anno fiscale 2022, mentre Xerox ridurrà quest’anno le sue spese di 640 milioni di dollari, ennesima cura dimagrante per l’azienda del Connecticut. Unire le forze con Hp, secondo Xerox, potrebbe far risparmiare almeno 2 miliardi di dollari.

Hp, invece, è scettica sulle sinergie: “Abbiamo piena fiducia nella nostra strategia di lungo periodo e nella nostra capacità di posizionarci sul mercato per avere successo pur in un’industria in evoluzione, soprattutto perché abbiamo diverse leve da sfruttare per creare valore”, ha dichiarato il vendor californiano all’indomani della prima offerta di takeover. Dopo la separazione da Hewlett-Packard Enterprises (il ramo server dell’azienda) Hp, specializzata in Pc e stampanti, si è tenuta lontana dalle operazioni di fusione e acquisizione concentrandosi sui conti, la riduzione del debito e la remunerazione degli azionisti. Fa eccezione l’acquisizione del ramo printing di Samsung, un deal da 1,05 miliardi di dollari che allarga la presenza di Hp nello stesso settore delle fotocopiatrici in cui eccelle Xerox.

Il pressing di Icahn: Hp è sul Titanic

L’investitore attivista Carl Icahn (che ha quote in entrambe le aziende) è dalla parte di Xerox ed è andato in pressione sugli azionisti di Hp perché spingano il Cda ad approvare la proposta di acquisizione. Da subito favorevole alla fusione, il fondo di investimento di Icahn ha anche comprato 1,2 miliardi di dollari di azioni di Hp portandosi a quota 4,24% della proprietà (Icahn controlla anche il 10,85% delle azioni di Xerox).

Per Icahn la risposta di Hp deve essere senza dubbio sì: l’investitore ha bollato il piano di ristrutturazione di Hp come inutile perché la nave affonda – o, per usare le sue parole, è equivalente a “risistemare le sedie sul ponte del Titanic”. Icahn ha rincarato la dose dicendo che un no di Hp si dovrebbe solo al desiderio dei top manager di tenersi stretti alle loro “redditizie” poltrone. “Gli azionisti di Hp meritano di avere l’opportunità di decidere da soli se una fusione con Xerox ha senso prima che l’idea venga sbrigativamente respinta dal Cda di Hp”, ha affermato, secondo quanto riportato da Reuters. “L’unione di Hp e di Xerox è una delle cose più ovvie che abbia mai visto nella mia carriera”.

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