Giornata della Terra, per le big tech obiettivo carbon free al 2040 - CorCom

GREEN TECH

Giornata della Terra, per le big tech obiettivo carbon free al 2040

Amazon e Google in pole position e sono in forte aumento le iniziative da parte dei principali player della filiera del digitale votate all’ecosostenibilità ambientale. Numerosi i progetti al via

21 Apr 2021

L. O.

Zero emissioni di Co2 entro il 2040. Puntano a questo obiettivo le big tech, Amazon e Google in prima fila, per anticipare di 10 anni il traguardo fissato dall’Accordo sul clima di Parigi grazie a una serie di iniziative messe in campo per affrontare il cambiamento climatico. Ecco i programmi annunciati nella Giornata della Terra.

Il progetto di Amazon

L’azienda fondata da Jeff Bezos annuncia di aver superato quota 100 firmatari di Climate Pledge, il progetto che punta ad attuare strategie di decarbonizzazione attraverso concreti cambiamenti aziendali e innovazioni, tra cui il miglioramento dell’efficienza, l’impiego di energie rinnovabili, la riduzione dei materiali e altre strategie atte ad eliminare le emissioni di CO2.

WHITEPAPER
Spreco alimentare: i dati e il ruolo del Food Sustainability Index
Sviluppo Sostenibile

“I 105 firmatari dell’accordo – fa sapere Amazon – generano complessivamente oltre 1,4 trilioni di dollari di fatturato all’anno a livello globale, contano più di 5 milioni di dipendenti e operano in 25 settori in 16 Paesi”. Tra i 52 nuovi firmatari che si uniscono al Climate Pledge ci sono marchi noti come Colgate-Palmolive, Heineken, PepsiCo, Royal Philips e Visa e le italiane Atlantia e Fila Solutions.

I firmatari del Climate Pledge accettano di misurare e rendicontare regolarmente le proprie emissioni di gas serra, attuare strategie di decarbonizzazione attraverso  cambiamenti aziendali e innovazioni, tra cui il miglioramento dell’efficienza, l’impiego di energie rinnovabili, la riduzione dei materiali e altre strategie atte ad eliminare le emissioni di CO2.

Si punta inoltre a neutralizzare qualsiasi emissione residua adottando misure compensative aggiuntive, quantificabili, concrete, permanenti e con impatto sociale positivo. Fra le altre iniziative, innovazione nei campi dell’efficienza della supply chain, del trasporto sostenibile, dell’economia circolare, delle soluzioni in materia di energia pulita.

“Meno di due anni fa, Amazon ha co-fondato il Climate Pledge e ha invitato altre imprese a raggiungere l’Accordo di Parigi con 10 anni di anticipo; oggi, più di 100 aziende, con oltre 1,4 trilioni di dollari di fatturato annuo globale e più di 5 milioni di dipendenti, hanno firmato l’impegno – dice Bezos -. Siamo orgogliosi di unirci agli altri firmatari e usare la nostra scala per decarbonizzare l’economia grazie ad un vero e proprio cambiamento del modo di approcciare il business e all’innovazione”.

Le strategie green di Google

Anche Google si muove sugli stessi binari. Sundar Pichai, Ceo di Google e Alphabet, annuncia le nuove tappe dei progressi raggiunti dall’azienda verso il raggiungimento dell’obiettivo di utilizzo di energia totalmente carbon free 24 ore su 24, sette giorni su sette, entro il 2030.

Nel dettaglio, dal 2017 e per il quarto anno consecutivo, Google fa coincidere il proprio consumo di energia con il 100% di energie rinnovabili e annuncia che è già carbon free oltre il 90% dell’energia utilizzata per alimentare cinque dei data center di Google presenti in Europa e Nord America.

Sono stati inoltre già investiti 4 miliardi di dollari per l’acquisto di energia pulita in oltre 50 progetti eolici e solari a livello globale, fino al 2034. Una nuova funzionalità di Google Maps permetterà di selezionare il percorso migliore con il minore impatto ambientale;

“Entro un decennio – dice Pichai in un  blogpost – miriamo a far funzionare ogni data center, regione cloud e campus di uffici di Google con elettricità pulita ogni ora di ogni giorno. E oggi sono orgoglioso di annunciare che cinque dei nostri siti di data center – in Danimarca, Finlandia, Iowa, Oklahoma e Oregon – operano ora vicino o al 90% di energia priva di emissioni di carbonio”.

Gli alberi di Sopra Steria

Anche la francese Sopra Steria – specializzata in consulenza, servizi digitali e sviluppo di software – conferma il suo impegno per arrivare alle “zero emissioni” entro il 2028, sottoscrivendo con Treedom una partnership triennale attraverso la quale contribuisce al raggiungimento di 10 dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Di concerto con Treedom, la prima piattaforma web al mondo per piantare alberi a distanza, Sopra Steria dà vita a una foresta di 240 piante di diverse specie, ubicate in 3 Paesi. Cacao, Avocado, Arancio e Banano nel Camerun, Grevillea, Caffè e Tree Tomato in Kenya e, infine, Papaya in Madagascar: saranno queste le sentinelle “green” di Sopra Steria nel mondo, contribuendo a un risparmio 58.885 KG di anidride carbonica, ossia un quantitativo che potrebbe riempire 307 tir.

“La collaborazione con Treedom rappresenta per Sopra Steria un ulteriore concreto coinvolgimento a favore della tutela ambientale, affiancandosi a già solide performance nell’abbattimento delle emissioni che ci collocano tra le aziende più virtuose nella lotta al cambiamento climatico – dice Emanuela Carminati, Direttore Marketing & Comunicazione di Sopra Steria -. Obiettivo zero emissioni entro il 2028, cioè 22 anni prima di quanto raccomandato da Onu e Ue, basandosi sui risultati tangibili ottenuti grazie a un programma di decarbonizzazione avviato quasi dieci anni fa”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA