Vodafone, dal 1° luglio tutta la rete europea al 100% green - CorCom

ECOSOSTENIBILITA'

Vodafone, dal 1° luglio tutta la rete europea al 100% green

La telco annuncia l’estensione a tutto il Continente dell’obiettivo già raggiunto in Italia a novembre 2020: completa alimentazione da elettricità proveniente da fonti rinnovabili. Prossimi target: zero emissioni di gas serra entro il 2030 e net zero entro il 2040

23 Giu 2021

Veronica Balocco

A partire dal 1° luglio 2021, la rete europea di Vodafone sarà alimentata da elettricità proveniente al 100% da fonti rinnovabili. Lo annuncia la telco, ricordando che l’obiettivo, in Italia, è stato già raggiunto a novembre 2020.
Vodafone celebrerà questo importante traguardo in tutta Europa colorando di verde l’iconico marchio e con il lancio di una campagna sui principali canali digitali e social in dodici paesi.

L’annuncio rappresenta un ulteriore passo per raggiungere gli obiettivi dell’azienda di azzerare le emissioni proprie di gas a effetto serra entro il 2030 e quelle di tutta la sua catena del valore (net zero) entro il 2040. Solo in Italia, Vodafone, prima tra le aziende di telecomunicazioni, ha anticipato al 2025 gli obiettivi di zero emissioni proprie di gas a effetto serra.

Il ceo Read: “Aiutiamo i nostri clienti a ridurre il loro impatto ambientale”

“Dal 1° luglio 2021 – afferma Nick Read, amministratore delegato del gruppo Vodafone – i clienti di Vodafone in tutta Europa possono essere certi che la connettività che utilizzano è interamente alimentata da elettricità proveniente da fonti rinnovabili. Questo rappresenta un fondamentale traguardo verso il nostro obiettivo di azzerare le emissioni proprie di gas a effetto serra a livello globale entro il 2030, aiutando i nostri clienti a ridurre il proprio impatto ambientale e proseguendo nella costruzione di una società digitale, inclusiva e sostenibile in tutti i nostri mercati”.

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Nell’anno fiscale 2021, il 96% del fabbisogno energetico totale di Vodafone è stato soddisfatto mediante l’acquisto di elettricità. Con l’annuncio di oggi il 100% dell’elettricità acquistata da Vodafone in Europa proverrà da fonti rinnovabili (vento, acqua o sole), anche quando Vodafone è ospite su siti di terze parti.

Primo operatore a sviluppare i target secondo i principi fissati per l’Ict

Nel 2020 gli obiettivi di Vodafone di riduzione di gas a effetto serra al 2030 sono stati approvati da Science Based Targets initiative, in linea con le riduzioni necessarie a limitare l’aumento della temperatura a 1.5°C, il più ambizioso obiettivo stabilito dall’Accordo di Parigi. In questo modo Vodafone è il primo grande operatore di telecomunicazioni a sviluppare i propri obiettivi seguendo i principi stabiliti per il settore Ict.

Nel corso dell’ultimo anno Vodafone ha ridotto le emissioni proprie di gas a effetto serra (Scope 1 e Scope 2) del 30% rispetto all’ anno precedente – a 1,37 milioni di tonnellate di CO2e (anidride carbonica equivalente) – grazie alla costante attenzione del gruppo all’efficienza energetica e all’aumento della quota di elettricità acquistata da fonti rinnovabili in Europa, che è passata dal 33% nell’anno fiscale 2020 all’80% nell’anno fiscale 2021. L’utilizzo di energia da parte di Vodafone è rimasto sostanzialmente invariato nell’ultimo anno nonostante l’aumento del 47% del traffico dati su rete mobile, salito da 7.983 petabyte (PB) nell’anno fiscale 2020 a 11.714 PB nell’anno fiscale 2021. Ciò è stato possibile grazie all’aumento dell’uso di tecnologie mobili e di analytics più efficienti dal punto di vista energetico.

Nell’ultimo anno, Vodafone ha investito 65 milioni di euro in progetti di efficienza energetica e di installazione di rinnovabili on-site, generando un risparmio annuale di 135 GWh. Tra le principali iniziative di efficienza energetica, ricordiamo anche l’acquisto e l’impiego di apparecchiature di rete più efficienti, la progressiva dismissione della rete 3G e lo smantellamento delle apparecchiature obsolete dalla rete principale. Da ottobre 2020, inoltre, Vodafone ha introdotto, in sede di valutazione di nuovi fornitori, una ponderazione del 20% per i criteri ambientali e sociali. Il processo di valutazione prevede e verifica che i fornitori abbiano politiche ambientali per la riduzione dei gas a effetto serra, l’uso di energie rinnovabili, la riduzione della plastica, l’economia circolare e il ciclo di vita dei prodotti (Lca). ù

Grazie ai suoi impegni, alle sue azioni decisive e alla trasparenza sull’impatto ambientale, Vodafone è stata riconosciuta dall’organizzazione globale non profit Cdp e inserita nella “A List” di Cdp sul cambiamento climatico. A luglio 2020, Vodafone si è impegnata a sostenere i clienti business che utilizzano i suoi servizi a ridurre le loro emissioni di carbonio per un totale complessivo di 350 milioni di tonnellate a livello globale nel decennio 2020/2030 – un obiettivo ambizioso che equivale alle emissioni di Co2 totali annuali dell’Italia per il 2019. Questo obiettivo sarà ampiamente raggiunto tramite i C2 General servizi IoT di Vodafone, in particolare per la logistica, fleet management, smart metering e attività di produzione. Secondo uno studio del Carbon Trust, nell’anno fiscale 2021 Vodafone ha permesso ai suoi clienti di risparmiare fino a 7,1 milioni di tonnellate di Co2 equivalente grazie al 54% delle 123 milioni delle connessioni IoT Vodafone dedicate alla riduzione delle emissioni.

Tra i fondatori della European green digital coalition

Vodafone è tra i fondatori della European green digital coalition, che riunisce aziende del settore Ict, decisori politici ed esperti dell’Unione Europea con l’obiettivo di promuovere gli investimenti e l’implementazione di soluzioni digitali nella lotta contro il cambiamento climatico.

In questo quadro, Vodafone si è impegnata a riutilizzare, rivendere o riciclare il 100% delle apparecchiature di rete non più in uso entro il 2025. La società ha avviato programmi di gestione dell’efficienza delle risorse e dello smaltimento dei rifiuti in ogni mercato per ridurre al minimo l’impatto ambientale dei rifiuti di rete e delle apparecchiature It in esubero. Il 98,7% dei rifiuti di rete di Vodafone, esclusi i rifiuti pericolosi, è stato indirizzato al riutilizzo e al riciclo durante l’anno fiscale 2021, con una riduzione complessiva del 22,5% dei rifiuti di rete, che sono passati a 6.307 tonnellate dalle 8.138 tonnellate del 2020.

Nel 2020 Vodafone ha lanciato una piattaforma di scambio interna che incoraggia i mercati di Vodafone a rivendere e riutilizzare le scorte in eccesso o i grandi elementi passivi dismessi, come tralicci e antenne. Si stima che la piattaforma abbia permesso di risparmiare oltre 1.250 tonnellate di Co2 equivalente, con un risparmio di oltre 10 milioni di euro. Vodafone sta valutando la possibilità di proporre la soluzione ai mercati partner e ad altri operatori.

La società  sostiene la transizione verso un’economia completamente circolare per i dispositivi venduti ai clienti e promuove la durata di vita dei dispositivi incoraggiandone la riparazione, la rimessa a nuovo e la rivendita prima del riciclo responsabile dei dispositivi alla fine della loro vita utile. La maggior parte dei mercati Vodafone gestisce già programmi di permuta e riacquisto dei dispositivi e servizi di riparazione per incoraggiare i clienti a riparare o restituire i loro vecchi dispositivi. Vodafone sta cercando di rinnovare e riutilizzare più volte le apparecchiature di linea fissa, con significativi risparmi ambientali e dei relativi costi.

Gli ultimi risultati

Nel 2021 Vodafone ha aderito alla Circular electronics partnership, che riunisce i leader di tutta la catena del valore – dalla produzione alla logistica, dal recupero dei materiali alla gestione dei rifiuti elettronici – per promuovere soluzioni di economia circolare per l’elettronica. A maggio ha stabilito una collaborazione con quattro dei principali operatori europei per lanciare un nuovo sistema di valutazione ecologicaEco Rating – per aiutare i consumatori a identificare e confrontare i telefoni cellulari più sostenibili, incoraggiando allo stesso tempo i fornitori a ridurre l’impatto ambientale dei loro dispositivi

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