DOMICILIO DIGITALE

Pec obbligatoria, multe fino a 2mila euro da ottobre

Via alle sanzioni amministrative per le aziende che non comunicheranno il proprio indirizzo al Registro delle imprese. Lo prevede il Decreto semplificazioni

Pubblicato il 28 Set 2020

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Obbligo di Pec, da ora scattano le multe per chi non è in regola. Entro il primo ottobre tutte le aziende devono comunicare telematicamente al Registro delle imprese il proprio domicilio digitale, la Pec, attivo e univocamente riconducibile all’impresa. Per gli inadempienti scatterà la multa compresa tra i 206 e i 2.064 euro per le società, tra i 30 e i 1.548 euro per le imprese individuali.

Cosa prevede il Decreto semplificazioni

A stabilirlo è il Decreto Semplificazioni convertito nella Legge n. 120 dell’11 settembre 2020. Possedere un indirizzo di posta elettronica certificata, che facilita i rapporti con la Pubblica amministrazione, era già un obbligo dal 2008 per le società e dal 2012 per le imprese individuali. Finora, però, la mancata comunicazione prevedeva solo una sospensione temporanea per l’invio di pratiche telematiche al Registro imprese.

Per le imprese che dopo la scadenza del termine risulteranno prive di Pec, oltre al pagamento della sanzione amministrativa, è prevista l’assegnazione d’ufficio di un domicilio digitale da parte della Camera di Commercio.

La comunicazione del domicilio digitale è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria. Può essere effettuata dal titolare o legale rappresentante dell’impresa direttamente dal sito ipec-registroimprese.infocamere.it, oppure seguendo le istruzioni sul sito della Camera di commercio del proprio territorio.

Le stime sui vantaggi della Pec

Secondo stime di luglio 2020 il risparmio ottenuto in Italia dall’utilizzo della Pec in Italia nel periodo 2008-2019 tocca quota 2,2 miliardi. Valore che cresce ulteriormente di 1,8 miliardi di euro nella proiezione compresa tra il 2020 e il 2022. Emerge dal rapporto Idc voluto da Aruba, InfoCert e Trust Technologies, secondo cui la posta elettronica certificata si sta configurando come vero e proprio asset asset in grado non solo di ottenere risparmi economici, ma anche di ridurre inquinamento, spazi d’archiviazione fisici e tempi d’attesa.

La diffusione della Pec – secondo Agid – riguarda 10,8 milioni di caselle che risultano attive. I messaggi scambiati in un anno sono stati superiori a 2 miliardi e 380 milioni. Ed entro il 2022 si prevedono oltre 15 milioni di caselle attive e più di 3 miliardi di messaggi annuali.

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