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Renzi accelera sull’Agenda digitale

Il Def calendarizza i provvedimenti chiave: da maggio avanti tutta su open data, fattura elettronica, anagrafe unica e identità digitale. Focus anche sulle ricette mediche online e sul wi-fi nelle scuole

10 Apr 2014

Il governo accelera sull’Agenda digitale, almeno sul fronte dei progetti già messi in cantiere. Nel Documento di economia e finanza approvato dal governo si calendarizzano alcuni alcuni provvedimenti chiave, tra cui lo sviluppo degli open data e si dà una forte accelerazione sulla PA digitale. Su questo fronte si agirà a partire dalla realizzazione della nuova anagrafe nazionale dei cittadini italiani, dell’identità digitale e dall’attuazione delle norme sulla fatturazione elettronica già da maggio 2014.

“La Programmazionedei Fondi Europei per il 2014-2020 dovrà supportare queste strategie, attraverso il rafforzamento della capacità amministrativanecessaria ad assicurarne una piena attuazione”, si legge nel testo.

E’ il caso ad esempio della voce “Open data, digitalizzazione e semplificazione“, che prevede la migrazione della PA sulla rete anche con la realizzazione della nuova anagrafe dei cittadini, dell’identità digitale e le norme per la fatturazione elettronica.

Focus anche su sanità e scuola. Nel dettaglio, per contenere i costi del settore sanitario – si prevede che la spesa in rapporto al Pil scenderà dal 7% del 2014 al 6,8% del 2018, tradotto in euro si passerà da 111 miliardi a 121 miliardi – si prevede per quest’anno “l’estensione a tutto il territorio nazionale delle attività di dematerializzazione delle ricette mediche cartacee”. Secondo le previsioni del governo l’iniziativa consentirà il potenziamento dei controlli delle prescrizioni mediche e conseguenti risparmi”. Si stima un risparmio di 5 miliardi di euro l’anno una volta messo a regime il progetto.

Sul fronte scuola c’è spazio alla diffusione del del wifi negli istituti oltre a generici rilanci dell’“integrazione delle tecnologie digitali” in ambito didattico, con particolare attenzione alla scelta di risorse open source.

E l’Ict diventa il fulcro anche delle nuove politiche per il lavoro. A maggio parte la piattaforma tecnologica di supporto all’attuazione della Garanzia Giovani. Il sistema, basata sul collegamento delle banche dati regionali con il sistema centrale, permette di rendere ogni giovane pienamente ‘contendibile’, indipendentemente dal luogo di registrazione al Programma. Infatti, ogni struttura autorizzata potrà offrire i servizi previsti dalla Garanzia Giovani a ciascun giovane uscito dal sistema d’istruzione o alla ricerca di un’occupazione, ricevendo un bonus, basato su un sistema di costi standard, solo qualora tale azione vada abuon fine.

Quanto alle startup c’è il rinnovo della scommessa sui Contaminations Lab del ministero dell’Istruzione e la spinta agli spin-off universitari.

Intanto sul fronte governance il governo procede a piccoli passi. Non sono state ancora attribuite le deleghe anche se dall’entourage di Renzi assicurano che la squadra che si occuperà del piano sarà rodata per il debutto dell’Italia alla presidenza del semestre europeo. Per quella data dovrà essere “operativo” anche il sottosegretario al Mise, Antonello Giacomelli che avrà competenze piena sulle Tlc.

L’intenzione del premier Matteo Renzi, resta comunque quella di spacchettare le competenze tra Palazzo Chigi – nel dettaglio dovrebbe essere il sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio ad occuparsene – e il ministero della PA, guidato da Marianna Madia, per la parte relativa ai prcessi di informatizzazione dell’amministrazione. Stando a quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni, a sua volta, la Madia delegherà il sottosegretario Angelo Rughetti.

Non è un caso dunque che nelle ultime settimane Rughetti sia andato a rappresentare il governo negli appuntamenti dedicati al digitale, a cominciare da quello organizzato dall’Anci nell’ambito di Smau Roma. In quell’occasione il sottosegretario aveva evidenziato la necessità di una regia unica a Palazzo Chigi che dirigesse le politiche per l’innovazione.

Contestualmente Renzi ha intenzione di affidare ad Agostino Ragosa il ruolo di Digital Champion – che ricopriva prima della nomina di Francesco Caio – con il compito di fare da interfaccia tra il governo italiano e l’Unione europea. Ragosa, però, non avrebbe il ruolo di commissario all’attuazione dell’Agenda. Secondo Renzi il piano non ha bisogno di commissari straordinari” dato che l’ex commissario Francesco Caio ha ben delineato la strada da intraprendere.

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