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MERCATO

Qualcomm, l’addio di Apple peserà sui conti 2018. Ma nel futuro c’è la Cina

Ritoccate al ribasso le stime per fine anno a causa della decisione della Mela di optare per i chip di Intel. Ma il colosso di San Diego non demorde e vira sui vendor cinesi per alleanze in nome del 5G

08 Nov 2018

Patrizia Licata

giornalista

Qualcomm riduce le stime sulle vendite per il trimestre che si chiude a dicembre: l’azienda sta vendendo meno chip, nonostante si avvicini la stagione degli acquisiti di Natale, perché ha perso il cliente di maggior peso, Apple. 

Per il trimestre che termina a dicembre (il primo trimestre fiscale per Qualcomm), il chipmaker di San Diego prevede revenue tra 4,5 e 5,3 miliardi di dollari e adjusted earning di 1,05 dollari per azione. Gli analisti si aspettavano revenue per 5,57 miliardi e utili per 95 centesimi, secondo i dati di Refinitiv. L’utile trimestrale è superiore alle attese soprattutto grazie a un vantaggio fiscale una tantum.

Qualcomm è il maggior fornitore mondiale di chip per smartphone, ma sulle sue prestazioni pesa il rallentamento generale dell’industria dei dispositivi mobile e la decisione di Apple di escluderla dai nuovi iPhone XS e XS Max e XR lanciati a settembre, i cui chip sono invece forniti da Intel.

Il Cfo di Qualcomm George Davis ha indicato che circa metà degli acquisti di chip da Apple di solito arrivava nell’ultimo trimestre dell’anno. “La nostra guidance indica la riduzione di oltre 50 milioni di chip consegnati nel trimestre e si spiega tutta con l’assenza dei nostri chip negli iPhone. La differenza è questa”, ha dichiarato Davis.

Alla delusione di Wall Steet per la sforbiciata sul forecast si unisce il calo di fiducia sulla possibilità per Qualcomm di mantenere il modello di licensing dei brevetti, in cui trattiene una quota del prezzo di vendita del telefono, e di uscire indenne dalla lunga disputa legale con Apple. Il Cfo Davis ha tuttavia assicurato che Qualcomm sta lavorando per risolvere presto il contenzioso, senza svelare se ci sia un patteggiamento in vista.

Nessun allarme, tuttavia, per l’analista Kinngai Chan del Summit Insights Group, che conferma la validità della strategia di Qualcomm che punta sulle opportunità legate al 5G e ai business adiacenti, come i chip per le automobili. Sul 5G l’azienda di San Diego ha già definito la sua strategia in modo da far fronte alla concorrenza: secondo Fast Company, Intel resterà il fornitore esclusivo di Apple anche per gli iPhone con capacità 5G il cui lancio commerciale è previsto nel 2020 e che useranno, secondo le prime indiscrezioni, l’Intel chip modem 8161.

Negli corsi mesi l’azienda di San Diego ha diversificato il portafoglio clienti stringendo alleanze con i produttori di cellulari cinesi Xiaomi, Oppo, Vivo e OnePlus, che vendono modelli low-cost su mercati emergenti come l’India e offrono anche un numero crescente di modelli di fascia alta che usano i chip Qualcomm Snapdragon 700 e 800.

Resta l’incognita della causa antitrust aperta dalla Federal trade commission americana. Nei giorni scorsi il giudice federale ha emesso una decisione preliminare dicendo che Qualcomm deve dare in licenza i suoi brevetti anche ai rivali dei chip come Intel, ma il colosso di San Diego continua a tentare la via del patteggiamento per ottenere un esito più favorevole.

Anche in Europa l’antitrust ha aperto un fascicolo su Qualcomm, accusata della vendita di chipset sottocosto a danno di Nvidia e del produttore software britannico Icera.

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