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MERCATO

Sorpasso storico nel mercato smartphone, Huawei sul podio mondiale davanti a Apple

Il gruppo cinese ha il 15% di share contro il 12% della Mela: davanti c’è solo Samsung (20%), le cui vendite sono tuttavia in forte calo. Il vantaggio di Huawei sono le feature innovative che sbaragliano la concorrenza, dicono gli analisti: ne potrebbero pagare le conseguenze le rivali locali Xiaomi, Oppo e Vivo

01 Ago 2018

Patrizia Licata

giornalista

Huawei scavalca Apple e conquista la seconda posizione tra i più grandi produttori mondiali di smartphone per volumi di vendita: secondo i dati di IHS e Strategy Analytics, nel secondo trimestre del 2018 il vendor cinese, in forte espansione sia sul mercato domestico che su quello europeo, ha rosicchiato ulteriori quote a danno del colosso di Cupertino, le cui vendite di iPhone procedono a ritmi rallentati (benché restino garanzia di alta redditività).

Huawei, che ha comunicato ieri un incremento delle revenues semestrali del 15% a 325,7 miliardi di yuan (47,7 miliardi di dollari) spinte dal segmento dei cellulari intelligenti, beneficia non solo della ripresa del mercato smartphone cinese ma anche della propria capacità di offrire feature che i clienti apprezzano e che la mantengono competitiva.

“Huawei si sta spostando verso modelli a maggior valore aggiunto, come il P20 Pro, il suo primo telefono flagship dotato di tripla fotocamera, una caratteristica con cui ha battuto sul tempo la concorrenza”, sottolinea l’analista di IHS Markit Gerrit Schneemann.

IHS e Strategy Analytics stimano che Huawei controlli ora più del 15% del mercato globale degli smartphone, superando il 12% di Apple e restando dietro solo a Samsung, che è prima con uno share del 20% ma le cui vendite di Galaxy sono in forte calo. Apple invece ha visto crescere le sue vendite del 19% in Cina nel secondo trimestre e potrebbe ancora riprendersi qualche punto percentuale.

I dati di un’altra società di ricerche, Canalys, indicano che Huawei ha in Cina uno share del 27% sul mercato smartphone. Sommando tutti i vendor, in Cina sono stati venduti nel secondo trimestre dell’anno più di 100 milioni di smartphone contro i 91 milioni del primo trimestre, secondo Canalys.

La Cina è un mercato fondamentale per Huawei: il gruppo di Shenzhen non riesce per ora a guadagnare un posizionamento significativo negli Stati Uniti dove è accusato di facilitare lo spionaggio di Pechino tramite le sue attrezzature e tecnologie. Nonostate le ripetute rassicurazioni dell’azienda, il governo americano potrebbe bandire Huawei dalla partecipazione alle gare per l’assegnazione dei progetti per il 5G: la Federal communications commission (Fcc) ha  inserito Huawei, insieme alla connazionale Zte, nella black list dei vendor considerati una “minaccia per la sicurezza nazionale” e ha chiesto a Washington di escludere i fornitori cinesi di attrezzature di telecomunicazione dalle gare su Ftth e 5G. Una proposta analoga è in via di approvazione in Australia.

La dipendenza dal mercato cinese è considerata dagli analisti un fattore di debolezza soprattutto per i vendor più piccoli di Huawei: benché in ripresa e di massicece dimensioni, il mercato smartphone della Tigre asiatica potrebbe rallentare di nuovo e non riuscire a garantire ritmi di crescita sostenuti per tutti. I prezzi aumentano anche in Cina, osservano gli esperti di Canalys, e mantenere il posizionamento di mercato con un dollaro che si rafforza e con la guerra commerciale con Washington sullo sfondo potrebbe diventare un problema soprattutto per le sfidanti locali di Huawei: Xiaomi, Oppo e Vivo.

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