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Asta 5G più vicina, Cardani (Agcom): “In arrivo le regole di gara”

Già pronto il testo che regolamenterà la gara da cui lo Stato si aspetta di incassare almeno 2,5 miliardi. Il presidente dell’autorità: “E’ solo una questione di tempi tecnici”. Illustrata l’attività 2017 dei Corecom: rimborsi a favore di famiglie e imprese superiori ai 40 milioni di euro

21 Mag 2018

Italia più vicina al 5G. Agcom potrebbe rilasciare già “da domani” il regolamento per l’asta frequenze. Lo ha detto il presidente dell’authority Angelo Marcello Cardani a margine della presentazione delle attività 2017 dei Corecom: “E’ solo una questione di tempi tecnici”, dice Cardani, aggiungendo che il testo è di “350 pagine”.  Al covegno hanno preso parte, oltre a Cardani, anche il Commissario Antonio Martusciello, il Vp dei Corecom, Antonio Mastrovincenzo, il Presidente del Coordinamento nazionale, Filippo Lucci e il Direttore dell’Ufficio Rapporti con i Corecom, Ivana Nasti.

L’asta 5G, prevista dalla legge di Bilancio 2018, e con cui lo Stato italiano prevede di incassare almeno 2,5 miliardi, ha già riscosso l’ok dell’Antitrust insieme alle proposte di Agcom per le regole di gara. La partita finale si giocherà alla fine dell’estate, quando il ministero dello Sviluppo darà il via alle procedure di gara per le assegnazioni delle licenze. Le frequenze che andranno a gara sono state identificate seguendo le indicazioni della Commissione Ue (“5G Action Plan”): saranno infatti assegnati i lotti di frequenze inclusi nelle cosiddette bande pioniere: le bande a 700 MHz, 3.400–3.800 MHz e 24,5–27,5 GHz. I primi 1,25 miliardi dovranno essere versati subito dopo la gara, entro il 31 dicembre 2018.

Sul fronte bollette a 28 giorni per i clienti rimasti con lo stesso operatore (per gli altri deciderà il Tar) la questione è “molto complessa” ha detto il presidente Agcom. “Stiamo cercando di salvaguardare il sacrosanto principio” di essere rimborsati “senza condannare gli operatori a salti mortali carpiati all’indietro. Il rimborso deve esserci, ma se per rimborsare 100 costringo gli operatori a spendere 300, diventa sostanzialmente ingiusto”.

Quanto alle attività svolte dai Corecom, le conciliazioni delle controversie tra cittadini e operatori di comunicazioni elettroniche ha portato a rimborsi a favore di famiglie e imprese superiori ai 40 milioni di euro e, nel complesso, le articolazioni territoriali di Agcom hanno contribuito alla risoluzione dell’87,4% delle controversie.

L’attività di conciliazione delle controversie tra cittadini e operatori di comunicazioni elettroniche svolta dai Corecom nel 2017 ha portato a rimborsi a favore di famiglie e imprese superiori ai 40 milioni di euro e, nel complesso, le articolazioni territoriali di Agcom hanno contribuito alla risoluzione dell’87,4% delle controversie.

Nel 2017, i volumi di attività sono aumentati sino a 120mila pratiche tra istanze di conciliazione, definizioni e provvedimenti temporanei evasi dai Corecom. Le principali cause di contenzioso hanno riguardato migrazioni, errate fatturazioni, casi di interruzione o sospensione del servizio, attivazione di prodotti e servizi non richiesti e spese di recesso. A fronte dell’incremento del ricorso ai Corecom per la risoluzione delle controversie, Agcom ha deciso di fornire un sistema centralizzato di gestione delle controversie (Conciliaweb), che “condurrà – dice l’authority – ad un significativo risparmio in termini di personale addetto e costi di manutenzione dei sistemi di gestione, nonché ad una gestione uniforme e omogenea delle procedure”.

Per quanto riguarda l’attività di vigilanza sull’emittenza locale, nel 2017 il monitoraggio ha riguardato ben 219 emittenti locali, con un significativo incremento rispetto all’anno precedente. Le violazioni contestate sono state 116, ripartite in quattro aree: violazioni della normativa in materia di pubblicità, affollamenti, segnalazione e posizionamenti, obblighi di programmazione.

Sensibile anche l’attività riguardante il Registro Operatori della Comunicazione a livello locale: i Corecom hanno gestito circa 400 nuove iscrizioni e 350 cancellazioni. Anche a seguito della cancellazione massiva degli operatori “inattivi”, operata dall’Autorità nel triennio 2015-2017, è significativamente aumentata la percentuale degli operatori iscritti che adempiono all’obbligo di comunicazione annuale.

“Il nuovo Accordo quadro, siglato a novembre 2017, con il quale Agcom ha delegato nuove funzioni ai Corecom conferma la volontà comune di rimodulare e arricchire quel sistema di decentramento delle attività svolte a livello locale e che costituisce un importante valore aggiunto nel panorama delle Autorità indipendenti”, ha spiegato il Presidente Cardani.

Con questo nuovo accordo, ha aggiunto il Commissario Martusciello, “la sfida è quella di dare corpo a queste deleghe, avendo ben presenti quelle che sono le ragioni fondanti della nostra funzione di regolazione: tutela del pluralismo e delle fasce deboli della popolazione, garanzie per il consumatore, corretto funzionamento del mercato”. I Corecom, “con la loro attività di formazione, di presidio del territorio e di assistenza al cittadino nella risoluzione di problemi concreti, potranno essere un tassello fondamentale nell’ambito di quelle politiche volte a gestire la difficile transizione tecnologica in corso”, ha aggiunto.

“Siamo orgogliosi di essere un modello di efficienza amministrativa che non ha eguali sul panorama nazionale. I Corecom. rappresentano un punto di riferimento per la cittadinanza e le imprese per poter vedere tutelati i propri diritti in merito al mondo delle comunicazioni”, ha aggiunto il Coordinatore nazionale, Filippo Lucci. “Abbiamo sviluppato capacità di ascolto, formazione e sensibilizzazione su tematiche di grande attualità come la web reputation e il contrasto al cyberbullismo aprendo sportelli virtuali e reali per incontrare e supportare minori e famiglie in difficoltà, salvaguardando la privacy di migliaia di cittadini”, ha concluso.

“L’importanza del lavoro svolto in questi anni emerge anche dal nuovo Accordo quadro sottoscritto tra Agcom, Conferenza delle Assemblee Legislative e Conferenza delle Regioni che aggiorna e semplifica le funzioni delegate dall’Autorità ai Corecom a cui attribuisce nuove competenze, anche in materia tutela dei minori – spiega il Vice Presidente dei Corecom, Antonio Mastrovincenzo -. In particolare sul tema del cyberbullismo è fondamentale la predisposizione in tutte le Regioni di normative volte soprattutto alla prevenzione. Da questo punto di vista i Corecom possono diventare punto di riferimento per la comunità, attivando interventi di monitoraggio, sensibilizzazione e formazione. Oggi l’educazione digitale e la cittadinanza digitale sono una priorità assoluta. Su questi temi devono collaborare in sinergia tutti i soggetti pubblici coinvolti: da Agcom ai Corecom, dalle Istituzioni regionali agli Uffici scolastici fino alla Polizia Postale”.

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